Profughi a Groppallo, il comitato chiede alla Prefettura di sospendere l’assegnazione

Diventa formale l’opposizione di un gruppo di residenti a Groppallo, la frazione in alta Val Nure del Comune di Farini, contro l’insediamento di un centro di accoglienza per migranti. Il Comitato dei cittadini che si è costituito nei giorni scorsi ha infatti depositato un’istanza formale di sospensione del Decreto della Prefettura che assegna la quota di profughi nella frazione a mille metri di quota. Il Comitato riunisce oltre 2mila firmatari della petizione lanciata in maggio e contesta l’aggiudicazione del bando triennale per i Cas della provincia di Piacenza, firmata il 21 maggio. Anche il sindaco di Farini Marco Paganelli sostiene la posizione del Comitato: “Il Comune non ha mai ricevuto richiesta formale di parere ai sensi dell’art. 11 del decreto accoglienza”.

Nella nota diffusa dal Comitato per la tutela di Groppallo (costituito formalmente il 18 maggio 2026 e composto dai cittadini della frazione e da centinaia di sostenitori in tutta la provincia di Piacenza), viene specificato che “nella mattina del 25 maggio è stato depositato presso la Prefettura di Piacenza, e per conoscenza al Ministero dell’Interno, una istanza formale di sospensione e annullamento in autotutela del Decreto di Aggiudicazione (Prot. n. 0026701 del 21 maggio 2026 — CIG BA200F0E9E) con il quale la Prefettura ha aggiudicato a un unico operatore economico, la cooperativa sociale Igea di Vercelli, l’accordo quadro triennale per la gestione di 100 posti di accoglienza straordinaria nell’intera provincia”. “Non siamo contro l’accoglienza – chiarisce Alessandro Bruzzi, portavoce del Comitato -. Siamo a favore del rispetto della procedura. La legge prevede che il parere del Comune sia previo, non successivo. Il Comune ne ha diritto, il territorio ne ha bisogno, la comunità ospitante e le persone ospitate ne traggono garanzia. Chiediamo che la procedura sia ricondotta alla legge”.

Secondo il Comitato – viene evidenziato – “l’art. 11, comma 2, del D.Lgs. 142/2015 prevede espressamente che le strutture di accoglienza straordinaria siano individuate dalle Prefetture ‘previo parere dell’ente locale nel cui territorio è situata la struttura’”. Il di Farini Marco Paganelli ha confermato di non aver mai ricevuto richiesta formale di parere dalla Prefettura: risulta soltanto una telefonata informativa di 24 ore intervenuta il 9 aprile in vista del sopralluogo tecnico eseguito da Ausl e Vigili del Fuoco del giorno successivo. “Una telefonata — sottolinea il Comitato — non è un parere ai sensi della legge”. “Alla procedura di gara, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea – viene sottolineato – (avviso n. 62195 del 26 gennaio 2026) per un valore triennale di rilievo, ha presentato offerta valida una sola cooperativa: Igea Soc. Cooperativa Sociale, con sede legale a Vercelli, aggiudicataria per 100 posti con ribasso dello 0,020%. Il Comitato chiede accesso integrale ai verbali della Commissione esaminatrice e alle motivazioni che hanno indotto la stazione appaltante a procedere all’aggiudicazione anziché esercitare la facoltà di non aggiudicare prevista dall’art. 108, comma 10, del Codice dei Contratti”. Nel periodo tra l’avvio della procedura (dicembre 2025) e l’aggiudicazione (21 maggio 2026), sono intervenuti fatti che il Comitato ritiene avrebbero imposto un riesame: l’approvazione, il 30 aprile, del Regolamento Comunale di Farini che fissa per ogni località un tetto del 20% di ospiti rispetto ai residenti – per Groppallo (40 abitanti) ciò significa un massimo di 8 posti, a fronte di un’ipotesi prefettizia che aveva inizialmente parlato di 40. “Sono tutti elementi – osserva il Comitato – che integrano i presupposti dell’autotutela amministrativa prevista dall’art. 21-quinquies della legge sul procedimento amministrativo”.

Groppallo è una frazione montana del Comune di Farini, sull’Appennino piacentino che conta 40 residenti effettivi e l’intero Comune ne conta circa mille. “Il Piano nazionale di riparto Ministero dell’Interno individua, – prosegue la nota – come parametro indicativo, 2,5 posti di accoglienza ogni mille abitanti. L’ipotesi prefettizia iniziale, di 40 ospiti nella sola frazione di Groppallo, avrebbe configurato una densità pari al 100% dei residenti della frazione. La frazione è priva di presidio fisso di forze dell’ordine, di presidio sanitario di pronto intervento h24, di servizio di trasporto pubblico locale a frequenza adeguata, di servizi di mediazione culturale e linguistica, di esercizi commerciali dimensionati ad un incremento demografico significativo”. “L’istanza depositata oggi – afferma il Comitato – attiva quattro procedimenti distinti: il sollecito formale alla Pec del 13 maggio (con avvertimento ai sensi dell’art. 328 del codice penale per omissione di atti d’ufficio); la richiesta di accesso documentale integrale a tutti gli atti del bando, dai verbali della Commissione esaminatrice alle dichiarazioni rese dall’aggiudicatario in sede di gara; l’istanza di sospensione e annullamento in autotutela del Decreto; la richiesta di chiarimento formale sull’eventuale candidatura, da parte dell’aggiudicatario, dell’immobile dell’ex Albergo Smeraldo di Groppallo come struttura per l’esecuzione dell’accordo quadro. La Prefettura ha 30 giorni di tempo per riscontrare l’istanza di accesso documentale, decorsi i quali si forma silenzio-diniego impugnabile dinanzi al Tar Emilia-Romagna ai sensi dell’art. 116 del Codice del processo amministrativo”.

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