Una mostra su Dante a Piacenza da ottobre a febbraio, con 650mila euro dai privati
Piacenza accoglierà una mostra sul “sommo poeta” Dante Alighieri da ottobre 2026 a febbraio 2027. L’annuncio è contenuto nella variazione di bilancio varata dalla giunta e approvata dal consiglio comunale nella seduta di lunedì 11 maggio. La mostra costerà 900mila euro, di cui 650mila coperti da finanziamenti privati (450mila dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, 100mila dalla Banca di Piacenza e 100mila dalla Camera di commercio dell’Emilia) e 250mila di parte comunale (fra questi, Palazzo Mercanti conta di incassarne 200mila dalla vendita dei cataloghi). L’importo totale viene così spalmato: 820mila euro per il 2026 e 80mila per il 2027. Nella sua relazione, l’assessore al bilancio Gianluca Ceccarelli ha descritto l’organizzazione della mostra come “un modello di governance multi-stakeholder sull’esempio vincente del Festival del Pensare contemporaneo, che si pone come obiettivo quello di poter essere replicato anche in futuro in modo che si possa passare da eventi singoli a sistema”.
Massimo riserbo ancora sui contenuti della mostra. Una scelta, quella di non rivelarli, che è stata contestata da Massimo Trespidi (civica Barbieri-Liberi): “Dubito che il Comune abbia chiesto i soldi ai privati senza un progetto ben definito. Ma in questa variazione non viene spiegato nulla: nella documentazione avreste dovuto fornire dati e atti su cui potersi fare un’opinione. Quello che avete detto ai finanziatori dovevate avere il buon gusto di farlo sapere anche ai consiglieri”. Tiziana Albasi (Pd), docente di lettere e assessora alla cultura nella giunta Dosi, ha lodato l’iniziativa sostenendo che “l’universalità di Dante giustifica sempre una mostra”. Albasi ha ricordato che Piacenza conserva il Codice Landiano, su cui bisognerà puntare. E ha poi chiarito che “ci sarà un comitato scientifico che delineerà contenuti, obiettivi e location della mostra”. “Il tessuto imprenditoriale e quello associativo stanno lavorando insieme all’amministrazione nell’ambito di Rete Cultura Piacenza, propongo all’amministrazione di pensare a una partecipazione delle scuole e a un coinvolgimento della creatività degli studenti. Questa potrà essere un’ottima occasione per visitare sia la mostra che la città”. Luigi Rabuffi (ApP) ha fatto notare che il Dantedì, ossia il giorno che dal 2020 è dedicato al sommo poeta (25 marzo), non è compreso nel periodo previsto per la mostra (ottobre-febbraio).



