Logo
“Avevo due paure” all’arena Cantore il viaggio per immagini nella Resistenza

Il documentario “Avevo due paure” sarà proiettato venerdì 19 giugno alle ore 21.45 all’Arena Cantore di Piacenza nell’ambito della rassegna “Cinema sotto le stelle”. Il territorio piacentino è uno di quelli interessati dal progetto con alcune riprese effettuate presso il Museo della Resistenza Piacentina a Sperongia di Morfasso, in diversi luoghi teatro di eventi legati alla Resistenza locale, e sono stati intervistati i partigiani Mino Avogadri e Giacomo Scaramuzza, decano dei giornalisti piacentini ed emiliani. Durante la serata ci sarà una presentazione del progetto a cura di Paolo Cagnacci (fotografo e regista) e Matteo Cesari (fotografo) e un inquadramento storico a cura di Iara Meloni (Museo della Resistenza Piacentina).

L’appuntamento è per venerdì 19 giugno ore 21,45 Rassegna Fice “Accadde Domani”
€3,50 Cinema Revolution
AVEVO DUE PAURE (Italia, 2026, 52′)
Diretto da Theo Putzu e Paolo Cagnacci Serata evento con ospiti

Avevo due paure – Dopo più di Ottanta anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, Paolo Cagnacci, Matteo Cesari e Theo Putzu hanno realizzato un progetto visivo che narra la Resistenza partigiana in Appennino, dal titolo Avevo due paure. Il progetto è composto da due sezioni, il documentario diretto da Theo Putzu e Paolo Cagnacci, prodotto e distribuito da Garden Film, ed il progetto fotografico realizzato da Matteo Cesari e Paolo Cagnacci Avevo due Paure stato realizzato grazie al sostegno di Unicoop Firenze e Banca Ifigest Un viaggio tra volti e paesaggi della Resistenza Gli autori hanno viaggiato dall’Appennino Ligure a quello Tosco-Emiliano e Tosco- Romagnolo fino alla costa Adriatica. Qui, tra montagne, sentieri e bunker ancora visibili, si intrecciano le testimonianze degli ultimi partigiani, staffette e sopravvissuti alle stragi. Le loro storie personali – frammenti di un’esperienza collettiva – restituiscono la complessità di quegli anni e la forza di una generazione che, spesso giovanissima, scelse di resistere. I volti segnati dal tempo, ripresi in dettagli ravvicinati, diventano paesaggi interiori; i luoghi, oggi silenziosi, si caricano di memoria e significato.

Il documentario nasce dall’esigenza di preservare e trasmettere la memoria storica della Resistenza in un momento in cui la scomparsa progressiva dei testimoni diretti rende sempre più fragile il legame tra passato e presente. Negli ultimi anni si è assistito a un affievolirsi della consapevolezza, soprattutto tra le giovani generazioni, del valore fondante della Liberazione e Resistenza. In questo contesto, il film propone un linguaggio visivo essenziale e immersivo, capace di restituire alla memoria una dimensione concreta, accessibile ed emotivamente significativa. «Abbiamo sentito l’urgenza di raccogliere queste voci prima che il tempo le cancellasse», dichiarano gli autori Paolo Cagnacci, Matteo Cesari e Theo Putzu. «Non volevamo realizzare un racconto celebrativo, ma dare spazio alla dimensione umana della Resistenza: le paure, le scelte, le contraddizioni. Attraverso i volti e i luoghi abbiamo cercato di restituire la complessità di quella stagione storica e il valore della libertà come scelta consapevole».

Il titolo del film è ispirato a una poesia del partigiano milanese Giuseppe Colzani: Avevo due paure La prima era quella di uccidere, la seconda era quella di morire Avevo diciassette anni, Poi venne la notte del silenzio, in quel buio si scambiarono le vite Incollati alle barricate alcuni di noi, morivano d’attesa Incollati alle barricate alcuni di noi, vivevano d’attesa Poi spuntò l’alba Ed era il 25 Aprile.