Cento “postini” al giro della Val Boreca: l’anno prossimo edizione doppia fotogallery

Sabato 27 giugno la Val Boreca avrebbe potuto restare in silenzio. Sulle 250 iscrizioni raccolte nei mesi precedenti sono arrivati solo circa 100 “postini”. La colpa è soprattutto dell’ondata di caldo africano portata dall’anticiclone Caronte, che in questi giorni ha messo tutta l’Italia col bollino arancione e rosso e temperature vicine ai 40°C. Forse anche la formula nuova provata in questa edizione “libera” non ha trovato riscontro a livello pratico, anche se in ben 250 avevano risposto al sondaggio sulla scelta del luogo di partenza.

Eppure è successo il piccolo miracolo della Val Boreca: quei 100 escursionisti sono saliti lo stesso. Con lo zaino in spalla, il cappello basso e il sole che batteva forte, hanno scelto di esserci. Hanno camminato per amore del Sentiero, non per il numero. E ad aspettarli, c’era qualcosa di ancora più raro. I volontari dei cinque paesini non si sono lasciati toccare dallo sconforto. Niente ombre in volto per la scarsa affluenza. Solo porte spalancate, acqua fresca offerta con le mani, un sorriso in più del necessario. Hanno donato ai 100 “postini” tutte le attenzioni, come si fa con chi arriva da lontano quando fuori brucia il mondo. Una festa di paese vera, non di numeri. Pochi numeri, tanto cuore.

Mangialonga del Postino edizione 2026

La Val Boreca si è così trasformata in un palcoscenico diffuso a cielo aperto lungo Artana, Bogli, Suzzi, Pizzonero e Belnome, sui 17 km e 1000 metri di dislivello del Sentiero del Postino. È stata una giornata di sole pieno, anche troppo, come il resto d’Italia alle prese col caldo torrido fuori stagione. A fare da colonna sonora, i tre flash mob alle ore 12, 13 e 14 che hanno attraversato tutta la valle sulle note di La Filanda, Romagna Mia e Madonnina dai Riccioli d’Oro. A dare ritmo, i suonatori delle frazioni: Anaïs Rio al piffero e Fausto Franchini all’accordeon su Suzzi e Pizzonero, I Biondi con fisarmonica e sassofono su Bogli, Luciano Casale cantautore genovese su Belnome e Artana. Tutti gli artisti musicali hanno suonato e cantato come se davanti avessero avuto una platea da concerto in uno stadio, regalando anche loro delle “note” in più. Canti e balli corali all’unisono hanno fatto della camminata un unico, grande coro a cielo aperto. Niente degustazioni gratuite lungo il percorso, ma i baretti locali aperti e i pranzi al sacco hanno trasformato ogni sosta in un picnic condiviso, all’ombra di un muro a secco.

Mangialonga del Postino edizione 2026

“Questa edizione ‘libera’ può essere sembrata in sottotono rispetto alle precedenti ma invece è quella che ci ha dato più risposte in vista del grande quinquennale nel 2027, l’edizione delle ‘Nozze di Legno'”, spiegano gli organizzatori. Nel 2027 la festa durerà due giorni e una notte all’addiaccio, con l’aggiunta di altre due frazioni.

Un ringraziamento a chi ha reso possibile l’edizione 2026: Panificio Lubiano di Gattorna, Funghi Alta Valtrebbia di Loco, Caffè Isola di Isola, Antico Forno da Carlo di Montebruno, La Fenice di Genova, Croce Rossa di Ottone, Carabinieri del nucleo Forestale di Ottone, Comune di Zerba e Comune di Ottone. E il grazie più grande va ai 100 “postini” che hanno camminato per amore e a tutti i volontari che hanno trasformato un’assenza potenziale in un’accoglienza da ricordare per sempre.

Alla fine… non conta quanti siete. Conta come ci siete.
E il 27 giugno, la Val Boreca c’era. Piano, con il cuore.

Anche Officine Gutenberg non ha voluto mancare all’edizione numero 4 della Mangialonga, pur a ranghi ridotti rispetto alle prime tre, nelle foto della galleria la nostra camminata su e giù per la Val Boreca. 

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