In attesa dell’acqua del Brugneto, il Trebbia è una distesa di sabbia

Il fiume Trebbia completamente privo d’acqua sotto al ponte stradale e ferroviario di San Nicolò. E’ lo scenario che si presenta nella mattinata del 23 giugno visibile nelle foto: segno inequivocabile del clima rovente di questo avvio di stagione estiva 2026 e della forte richiesta d’acqua per scopi irrigui.

Ci troviamo infatti nel pieno sviluppo delle colture tipiche del periodo – come pomodoro e granturco – che richiedono un importante apporto idrico. A questo si aggiunge la pesante ondata di calore che sta investendo tutto il Nord Italia.

Trebbia asciutto giugno 26

In tema di risorse idriche, come annunciato dal presidente del Consorzio di Bonifica Luigi Bisi, è atteso dalle 11 odierne l’inizio del rilascio idrico dal bacino del Brugneto che dalla Liguria alimenta il corso del Trebbia.

Trebbia asciutto giugno 26

E’ disponibile il portale realizzato da Arpae per regolare i prelievi nel periodo estivo in Emilia-Romagna, sulla base di quanto disposto dalla determina del 22 giugno 2026. Il sistema, attivo fino al prossimo 31 ottobre, è pensato per fornire a cittadini e gestori un’informazione immediata, chiara e trasparente sullo stato idrologico dei corsi d’acqua.
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Il servizio dell’Agenzia è volto a promuovere l’uso sostenibile dell’acqua e i suoi utilizzi, anche a scopo irriguo, nel pieno rispetto del Deflusso minimo vitale (Dmv) del corso d’acqua. La mappa “dinamica” tiene conto delle variazioni di portata dei fiumi e viene aggiornata ogni martedì, entro le ore 12: la decorrenza dell’aggiornamento e i relativi obblighi entrano in vigore il mercoledì alle ore 00:01. Potranno anche essere effettuati ulteriori aggiornamenti infrasettimanali, qualora si verifichino sensibili variazioni di portata che li rendano necessari e che verranno comunicati con notizie dedicate sul sito web Arpae.

Come funziona il portale online – Il sistema mostra su mappa lo stato idrologico dei corsi d’acqua, misurato in alcune sezioni significative dei bacini della regione, rispetto al deflusso minimo vitale (Dmv) e rende immediatamente evidente la possibilità o meno di effettuare prelievi dal corpo idrico. Il divieto di prelievo dai corpi idrici superficiali ricompresi in un determinato bacino entra in vigore quando la portata dei corsi d’acqua scende al di sotto del Dmv. Sulla mappa si utilizza un codice comunicativo semaforico: in rosso sono rappresentati i bacini dei corpi idrici con deflusso inferiore al Dmv dove opera il divieto di prelievo. In verde i bacini nei quali si può prelevare, sempre nei limiti di quanto assentito in concessione e nel rispetto del Dmv. In giallo sono evidenziati i bacini il cui deflusso è in prossimità del Dmv, nei quali è prescritta per le grandi derivazioni irrigue una modulazione del prelievo in riduzione. Alcune aree del territorio regionale non sono colorate in quanto riferite a bacini regolati o con caratteristiche tali per cui non è previsto un Dmv (ad esempio i canali di bonifica o il fiume Po).

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