Interventi programmati in sanità, Vignali (Fi) “Piacenza tra le più problematiche in Regione”
“I dati regionali 2026 certificano un peggioramento delle liste d’attesa anche per gli interventi programmati nella sanità pubblica dell’Emilia-Romagna: Piacenza conferma forti criticità ed è tra le realtà più problematiche dell’intero sistema”. Lo dichiara il presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali, alla luce degli ultimi dati forniti dall’Assessorato regionale politiche per la salute sugli interventi programmati nelle strutture pubbliche e in quelle private accreditate. “A livello regionale il tempo mediano di attesa nel pubblico è salito da 41 giorni nel 2025 a 48 giorni nel 2026 – prosegue il capogruppo forzista da poco divenuto anche segretario regionale del partito -. Le situazioni più critiche riguardano la chirurgia generale, già area più in sofferenza, che raggiunge i 175 giorni medi, e le protesi d’anca per cui si resta stabilmente sopra i 140 giorni. Meglio invece la chirurgia oncologica che si attesta sui 21 giorni e la cardiologia e chirurgia vascolare che restano in linea con una media di 26 giorni”.
“I dati mostrano che alcune realtà registrano criticità molto più gravi di altre. Tra queste, il caso di Piacenza è particolarmente significativo. Infatti, proprio nell’azienda sanitaria del territorio si evidenziano alcune delle situazioni più problematiche: per la chirurgia generale la mediana dei giorni d’attesa è tra i valori più alti in regione con 300 giorni nel 2026 dato praticamente uguale rispetto al 2025 in cui si è attestata a 302 giorni; mentre le protesi d’anca arrivano nel 2026 a 143 giorni in peggioramento rispetto ai 135 dell’anno precedente. In quest’ultimo caso deve far riflettere come non abbia contribuito al miglioramento la sede distaccata per la chirurgia ortopedica dell’Istituto Rizzoli a Castale San Giovanni. Inoltre, il confronto con il privato accreditato nello stesso territorio rende il quadro ancora più evidente: per una protesi d’anca si scende a circa 29 giorni, la chirurgia generale si attesta intorno ai 28 giorni”.
“Questi scarti, che superano i 250 giorni nella chirurgia generale e oltre 100 giorni per le protesi d’anca, dimostrano in modo inequivocabile che il problema non è solo di risorse – aggiunge – Se nello stesso territorio esistono strutture in grado di garantire gli stessi interventi in poche settimane, è evidente che il nodo vero è l’organizzazione: programmazione delle sale operatorie, gestione delle priorità e utilizzo della capacità disponibile”. “Di fronte a questi numeri la Regione non può più limitarsi a monitorare – conclude Vignali -. Serve un intervento immediato e mirato per riportare le liste d’attesa sotto controllo e garantire ai cittadini tempi certi e adeguati alle cure. La nostra idea è che vadano valorizzati gli ospedali minori mettendo in condizione le equipe di essi di favorire il recupero degli interventi chirurgici”.


