Seicento interventi chirurgici e più di 3mila visite nel primo anno del “Rizzoli” a Castello

Seicento interventi chirurgici, 3mila 247 visite tra primo accesso e controlli, più i ricoveri ordinari. È il bilancio del primo anno di collaborazione tra l’ospedale di Castel San Giovanni e l’istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. Un anno “di rodaggio” come lo ha definito il direttore generale del Rizzoli, Andrea Rossi, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Piacenza, nella Sala delle colonne dell’ospedale “Guglielmo da Saliceto”, nella mattinata del 4 giugno proprio per fare il punto sull’attività dell’istituto ortopedico nel nosocomio della Valtidone da luglio 2024 fino ad oggi. La presenza dei professionisti del Rizzoli ha attirato a Castel San Giovanni anche pazienti da fuori regione. Tuttavia, come ha spiegato Rossi, la collaborazione era stata pensata in primo luogo per i piacentini.

“L’obiettivo di questo progetto, che ha portato attività chirurgica e ambulatoriale del Rizzoli – ha detto il direttore generale – era in primis quello di soddisfare il fabbisogno della popolazione residente nel territorio dell’Ausl di Piacenza: il mandato è stato quello di consolidare quest’attività”. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha riconosciuto come questa “offerta di servizi e interventi ortopedici di altissimo livello” nata dalla collaborazione “fra due ospedali del territorio piacentino (Piacenza e Castello, ndr) e tre grandi istituzioni come l’Ausl di Piacenza, l’istituto Rizzoli e l’Università di Parma che lavorano in maniera integrata” sia “estremamente attrattiva anche dal territorio extra regionale” ma – ha sottolineato – “è stata in grado di riportare sul territorio piacentino parte della mobilità che altrimenti sarebbe andata a operarsi in altre zone della regione o del Paese”. Per il governatore, la collaborazione tra l’ospedale di Castello e il Rizzoli sta portando “migliore opportunità per i professionisti, maggiore qualità e prossimità per i pazienti” e quindi è “un esempio virtuoso da esportare”.

L’attività ambulatoriale dell’istituto ortopedico Rizzoli a Castel San Giovanni ha preso il via a luglio 2024, quella chirurgica è iniziata a gennaio 2025. “Parliamo dell’attività di un reparto dotato di quindici letti, che progressivamente potrebbe crescere fino a ventidue – ha spiegato Andrea Rossi – e di un’attività di sala operatoria che si è articolata su trenta ore di sedute ordinarie settimanali”. “Credo che per un ospedale, come quello di Castel San Giovanni, dedicato esclusivamente ad attività elettiva e quindi programmata, questo rappresenti una parte consistente dell’attività ortopedica complessiva dell’Azienda Usl di Piacenza”, ha detto. Sulla “centralità” dei piacentini nel progetto, Rossi ha evidenziato che “i nostri chirurghi sono qua, abbiamo consolidato delle relazioni, ci siamo integrati in maniera molto importante con le attività territoriali, quindi in particolare con le attività di assistenza primaria, medici di medicina generale, pediatri libera scelta, perché il bacino di utenza naturale naturalmente è quello dell’Ausl di Piacenza. Ovviamente, il ‘brand’ Rizzoli richiama anche da altre province e da altre regioni, ma l’obiettivo non è fare mobilità attiva, bensì quello di consolidare i livelli di autosufficienza dell’Ausl di Piacenza e lavorare a chilometro zero per offrire attività qualificata sul territorio a favore della popolazione residente”.

LE TIPOLOGIE DI INTERVENTO – “Gli accordi sono stati pienamente rispettati – ha aggiunto il direttore generale del Rizzoli – ci troviamo ancora in una fase di avvio, perché per un’attività così importante che deve consolidarsi un anno rappresenta un periodo di rodaggio, pur con numeri di rilievo. L’attività della nostra prima clinica ortopedica, diretta dal professore Cesare Faldini, è a 360 gradi: la stragrande maggioranza degli interventi è di natura protesica e riguardano quindi anca e ginocchio. Guardando anche il case mix, c’è anche l’attività ortopedica di un reparto generale: da interventi su un ‘dito a scatto’ alla mano, dal tunnel carpale al piede, fino a interventi sulla colonna vertebrale. È un ampio range di interventi, che spaziano su tutta l’attività consueta di una ortopedia generale. Non c’è la componente traumatologica, ma su questo siamo integrati con l’ospedale di Piacenza che si dedica, appunto, ai percorsi urgenti. Tutta l’attività elettiva, in generale, noi qui la possiamo garantire e quindi spaziamo da piccoli interventi day surgery fino anche a delle attività importanti e interventi sulle deformità vertebrali e sulla protesica di anca e ginocchio, che storicamente per l’ortopedia rappresenta volumi importanti. Non fa eccezione, naturalmente, l’ospedale di Castel San Giovanni. Questa è la domanda espressa dalla popolazione residente: noi, ovviamente, cerchiamo di corrispondere al meglio, non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche dal punto di vista qualitativo, offrendo un’ampia gamma di tipologie e di interventi con tutte le più moderne tecniche ricostruttive”.

Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale ha sottolineato la “capacità di leggere le eccellenze del territorio, a prescindere da dove sono fisicamente ubicate, la capacità di essere capillari, non solo come si suole dire in Emilia Romagna, da Rimini a Piacenza, da Piacenza a Rimini, ma anche dentro i territori provinciali, valorizzando le opportunità e le eccellenze – in particolare, in questo caso, sia l’ospedale di Piacenza che quello di Castel San Giovanni – e dall’altra parte la capacità di essere una regione unica. Non è facile tenere insieme le due cose: essere capillari e presenti nel territorio e allo stesso tempo funzionare come un unico sistema da 4 milioni e 400mila abitanti con il più alto tasso di attrattività del Paese e quindi sapere anche, appunto, cogliere le opportunità dei numeri, di numeri così rilevanti”.

In una nota diffusa dall’Ausl di Piacenza, Michele de Pascale ha evidenziato: “I risultati che presentiamo oggi dimostrano concretamente come gli investimenti nella sanità pubblica nell’integrazione tra realtà di eccellenza producano benefici tangibili per le nostre comunità. Questo modello di collaborazione, sempre più forte e capace di rispondere ai bisogni delle persone, ha raggiunto due obiettivi: da un lato il consolidamento dell’attività del Rizzoli a Castel San Giovanni, che in poco più di un anno ha garantito migliaia di visite specialistiche e oltre 600 interventi chirurgici, dall’altro la crescita dell’ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Piacenza, che si conferma un punto di riferimento nella gestione delle fratture e della traumatologia complessa. La Regione continuerà a sostenere questo percorso, investendo nelle competenze, nell’innovazione organizzativa e nella valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di tutelare la sanità pubblica e garantire a tutte le cittadine e a tutti i cittadini servizi sanitari capaci di rispondere in modo efficace alle sfide legate all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della domanda di assistenza”. Alla presentazione del primo bilancio dell’attività hanno partecipato, oltre ai vertici Ausl con la direttrice generale Paola Bardasi, anche la presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria e della Provincia di Piacenza, Monica Patelli, le sindache di Piacenza e Castel San Giovanni, Katia Tarasconi e Valentina Stragliati, e i rappresentanti di altri comuni del territorio.

L’Ausl di Piacenza, in una nota, spiega come nel 2025 siano cresciuti del 7,2% i pazienti piacentini dimessi dai reparti ortopedici della rete ospedaliera della provincia di Piacenza, costituita dal presidio unico Ausl di Piacenza, istituto ortopedico Rizzoli e privato accreditato. Oltre ai seicento interventi chirurgici eseguiti dal Rizzoli a Castel San Giovanni in poco più di un anno di attività operatoria, l’Azienda sanitaria evidenzia “una crescita costante delle performance dell’ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Piacenza, con risultati di rilievo nel trattamento delle fratture del femore e nella chirurgia protesica”. “Dai dati presentati emerge chiaramente come negli ultimi anni l’offerta alla popolazione si sia progressivamente rafforzata, sia in termini di attività sia di competenze disponibili per i cittadini – rileva l’Ausl – dall’avvio dell’attività dell’istituto ortopedico Rizzoli a Castel San Giovanni sono stati eseguiti oltre 3.200 visite specialistiche e più di 600 interventi chirurgici. Parallelamente, l’ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Piacenza a conduzione universitaria ha consolidato il proprio ruolo nella gestione della traumatologia maggiore e delle fratture di femore, con oltre 2.100 interventi ortopedici eseguiti nel solo 2025 e risultati in costante miglioramento nei tempi di trattamento dei pazienti più fragili. Due percorsi complementari che contribuiscono oggi ad ampliare le possibilità di cura e a rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario provinciale”. I direttori generali Paola Bardasi (Ausl Piacenza) e Andrea Rossi (Istituto ortopedico Rizzoli) fanno notare che “l’esperienza sviluppata dimostra come la collaborazione tra professionisti, istituzioni e realtà di eccellenza possa tradursi in opportunità concrete per i cittadini. L’attività del Rizzoli a Castel San Giovanni e il percorso di crescita dell’ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Piacenza rappresentano due elementi complementari di un’offerta che si è progressivamente rafforzata, ampliando le possibilità di cura e contribuendo a migliorare la risposta ai bisogni ortopedici della popolazione”.

COM’È ORGANIZZATA L’ATTIVITÀ DEL RIZZOLI A CASTEL SAN GIOVANNI – L’attività dell’Istituto Ortopedico Rizzoli al presidio di Castel San Giovanni ha avuto inizio a luglio 2024, dapprima con attività ambulatoriale in regime di Servizio sanitario nazionale e da gennaio 2025 anche con attività chirurgica. A Piacenza l’équipe del Rizzoli è formata da sette medici ortopedici e da un gruppo “a rotazione” composto da professionisti della Clinica ortopedica e traumatologica I del Rizzoli diretta dal professor Cesare Faldini. I professionisti operano in stretta collaborazione con i medici anestesisti dell’anestesia aziendale di Piacenza diretta da Massimo Ruggero Corso: complessivamente sono dieci i professionisti dedicati all’attività di Castel San Giovanni a cui si affiancano, per la sala operatoria, quindici infermieri di ortopedia e undici di anestesia e cinque oss, mentre per il reparto gli infermieri impiegati sono dieci con sette oss e due fisioterapisti. L’attività ambulatoriale è organizzata su cinque giornate, dal lunedì al venerdì, così come la programmazione di sala operatoria, che attualmente prevede 30 ore settimanali. Dall’avvio dell’attività sono state eseguite 3.247 visite, di cui 2.470 prime visite e 777 controlli. Gli interventi chirurgici, iniziati a gennaio 2025, al 31 marzo 2026 sono stati complessivamente 608, di cui l’87% in ricovero ordinario e il 13% in regime di day surgery. Le patologie trattate in sala operatoria riguardano in particolare la chirurgia protesica, che rappresenta il 45% degli interventi: il 26% sono protesi d’anca (158 su 608, di cui 10 revisioni) e il 19% protesi di ginocchio (113 su 608). Il restante 55% comprende interventi non protesici su anca e ginocchio, chirurgia del piede, interventi sul rachide e sull’arto superiore in pazienti adulti. Fondamentale, in questo percorso di crescita, è stato l’adeguamento strutturale degli spazi. Per accogliere la nuova piattaforma, i locali del presidio di Castel San Giovanni sono stati infatti ristrutturati e adeguati alle esigenze dei servizi. L’intervento ha interessato la ristrutturazione dell’ex unità operativa di degenza breve al primo piano del blocco A, con lavori avviati nell’aprile 2024 e conclusi a settembre dello stesso anno. L’investimento complessivo per le opere edili è stato pari a 700.mila euro circa, a cui si aggiunge una dotazione di arredi e attrezzature per 340mila euro. La progettazione e la direzione dei lavori sono state curate dal personale di Lavori Strutture esistenti e Impianti, mentre il finanziamento è stato garantito attraverso mutuo della Cassa Depositi e Prestiti.

All’ospedale di Piacenza il reparto di ortopedia e traumatologia, a conduzione universitaria e diretto da Fabrizio Quattrini, rappresenta oggi un punto di riferimento nella cura delle fratture del femore e negli interventi di protesi d’anca e ginocchio. Il modello organizzativo adottato punta sulla rapidità di intervento e su una stretta collaborazione multidisciplinare, in integrazione con la struttura di Ortogeriatria, per garantire percorsi dedicati ai pazienti anziani e favorire il recupero dell’autonomia nel più breve tempo possibile. Nel corso del 2025 il reparto ha assistito 1.577 pazienti, a cui si aggiungono 583 pazienti ortopedici assistiti nel reparto di ortogeriatria, con 2.110 interventi e procedure chirurgiche effettuati, oltre 18% dei quali in urgenza. L’attività ambulatoriale ha inoltre registrato 17.240 prestazioni. Particolarmente rilevante è il dato relativo alle fratture di femore: 526 interventi eseguiti nel 2025 dall’équipe chirurgica, che collocano l’ospedale “Guglielmo da Saliceto” tra le prime strutture in Italia per volume di interventi, con un significativo miglioramento anche nei tempi di trattamento. La percentuale di pazienti over 65 operati entro 48 ore è infatti passata dal 35,3% del 2022 al 52% nel 2024, fino a superare l80% nel secondo semestre 2025 e raggiungere il 90,1% nei primi mesi del 2026, ben oltre il target fissato. La collaborazione con l’istituto ortopedico Rizzoli riguarda anche l’ortopedia oncologica: da oltre dieci anni la Clinica 3 a indirizzo oncologico del Rizzoli svolge a Piacenza attività ambulatoriale e chirurgica per le patologie muscoloscheletriche, in qualità di centro Hub regionale, con l’obiettivo di avvicinare ai cittadini prestazioni altamente specialistiche.

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