Sindacalisti Cobas e Usb, cade l’associazione a delinquere. Prosciolti da gran parte delle accuse
Sono stati prosciolti da gran parte delle accuse, con la caduta dell’imputazione più grave di associazione a delinquere, i sindacalisti delle sigle autonome Si Cobas e Usb che erano stati arrestati nel luglio del 2022 a seguito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Piacenza su alcune vertenze nel settore della logistica. La decisione è stata presa nel corso dell’udienza preliminare: a decidere per il non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste, è stata la gup Francesca Gigli.
Nell’estate di quattro anni fa, quando furono adottate le misure cautelari, vennero organizzate manifestazioni e cortei di protesta e di solidarietà nei confronti dei sindacalisti. Secondo quanto sostenuto dall’accusa, lo scopo delle due associazioni a delinquere contestate era quello di organizzare proteste davanti ai cancelli delle aziende logistiche, per cui era stato ipotizzato il reato di violenza privata. Gli imputati erano Ali Mohamed Arafat, Aldo Milani, Carlo Pallavicini, Bruno Scagnelli di Si Cobas, difesi dagli avvocati Eugenio Losco, Mauro Strani, Marina Prosperi e Claudio Novaro, e Issa Mohamed Abed e Roberto Montanari di Usb, difesi dagli avvocati Arturo Salerni e Marco Lucentini.
Già in fase cautelare prima il Riesame e poi la Cassazione avevano fatto cadere l’accusa associativa. “Dopo quattro anni – è il commento dell’avvocato Eugenio Losco, che difende alcuni dei sindacalisti Si Cobas – finalmente si è riconosciuto che l’attività sindacale volta alla tutela dei lavoratori non può essere assunta sotto l’ipotesi delittuosa di associazione a delinquere”. Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio solo per una decina di capi di imputazione, sui circa 90 contestati dai pm legati alle modalità di conduzione dei picchetti e degli scioperi. Gran parte dei reati ipotizzati sono andati in prescrizione perchè risalenti a manifestazioni di oltre dieci anni fa.



