Strisce blu, Bongiorni “Tariffe più basse con la nuova gara” Spunta l’idea della gestione “in house”
Due variazioni di bilancio deliberate dalla giunta sono state ratificate dal consiglio comunale di Piacenza nella seduta del 22 giugno. La prima – passata con i voti della maggioranza, di ApP e dei Liberali e la non partecipazione del centrodestra – riguarda la gestione degli spazi di sosta a pagamento e del servizio di rimozione forzata, la seconda – approvata all’unanimità – si riferisce all’acquisto di una cella frigorifera per il cimitero urbano. Entrambi i provvedimenti sono stati esposti in aula dal vicesindaco Matteo Bongiorni.
Il dibattito si è concentrato principalmente sulla prima variazione, che prende le mosse dalla recente risoluzione del contratto con Piacenza Parcheggi relativo a strisce blu, rimozione forzata e all’ormai archiviato parcheggio interrato di Piazza Cittadella. Il Comune, già in questa fase transitoria, ha deciso di scindere i servizi del parcheggio e della rimozione forzata: il secondo è stato già affidato a BarutiCar, con il conseguente spostamento del deposito dei veicoli dalle due sedi di viale Sant’Ambrogio e via Mezzanini alla nuova collocazione nel quartiere Montale. Il nuovo capitolato, ha spiegato Bongiorni, “sposta il rischio d’impresa sulla ditta esecutrice”. Per strisce blu, segnaletica, parcometri, servizi di sportello e controllo (ausiliari del traffico) la gestione diretta del Comune durerà fino a metà dicembre 2026, intanto si provvederà a redigere una nuova gara. Resta ancora da stabilire in che modo verranno gestiti questi servizi, il vicesindaco ha parlato di tre opzioni: lasciarli in gestione diretta al Comune (scelta che richiederebbe nuove risorse umane), esternalizzarli oppure creare una società in house al Comune. “In questi sette mesi di gestione diretta, dal 15 maggio al 15 dicembre, le entrate previste ammontano a un milione e 327mila euro, con un fabbisogno di gestione sosta di circa 226mila euro dovuta a una serie di operazioni tra cui lo scassettamento e la gestione dei parcometri col ripristino delle funzionalità e dei servizi informatici”. Bongiorni aveva già spiegato che, dopo il passaggio di consegne, il Comune si era accorto che su 70 colonnine non funziona il pos e quindi non è possibile pagare con carta ma solo con monete. “Da maggio a dicembre c’è una prima fase transitoria – ha detto il vicesindaco – il tempo che serve per bandire una gara che dovrà avere una durata intorno ai due anni prima di una messa a regime della gestione della sosta con una soluzione che dovrà avere maggior respiro nel corso del tempo”.
Il passaggio tra la vecchia gestione delle strisce blu e quella transitoria in carico a Palazzo Mercanti “è stato fatto velocemente – ha ricordato Bongiorni – con un’interruzione reale di una settimana”. “Abbiamo avuto l’occasione di fare una verifica puntuale delle apparecchiature del parcheggio e nelle opportune sedi chiederemo conto all’ex gestore del malfunzionamento di circa 70 colonnine”. Rispondendo a una domanda di Luca Zandonella (Lega), Bongiorni ha annunciato che “nella nuova gara che verrà bandita, la base tariffaria sarà più bassa perché verranno decurtati la maggiorazione relativa al parcheggio di Piazza Cittadella e l’adeguamento Istat” ricordando tuttavia che “in questi mesi di gestione diretta del Comune, il sovraccosto viene comunque restituito direttamente dal Comune sotto forma di interventi di manutenzione, cosa che prima non accadeva”.
Tre ipotesi, dunque, sul futuro della gestione della sosta a pagamento. Bongiorni ne ha spiegato i pro e i contro, premettendo che “la fase transitoria non è rappresentativa, una minima riorganizzazione interna consente di tamponare delle situazioni solo per un breve periodo”. “La gestione diretta, oggi, dà un vantaggio immediato, ma se fosse questo l’indirizzo la struttura comunale dovrebbe dotarsi di un personale ad hoc. Non conosco comuni capoluogo che gestiscano direttamente la sosta a pagamento. Le incognite sarebbero rappresentate dall’iva, che per il Comune è un costo puro, e da un tema operativo-gestionale”. La seconda opzione è l’affidamento del servizio mediante gara ordinaria, “confezionando un capitolato di medio periodo per dare la possibilità alla ditta e al Comune di realizzare investimenti: deve essere superiore a due anni, altrimenti sarebbe poco appetibile”. La terza strada percorribile è la creazione di una società in house al Comune di Piacenza. “Oggi, come ente, non abbiamo società in house che si occupa di gestione diretta di servizi – ha detto Bongiorni – potrebbe essere uno strumento coerente con questo tipo di servizio. Sarebbe uno strumento più snello che resterebbe sotto il controllo dell’ente comunale in termini di indirizzo”. Il vicesindaco ha poi ampliato il campo a più servizi relativi alla mobilità. “Oggi non abbiamo le competenze per tenere insieme diversi aspetti coinvolti, dal pedone all’autobus, sarebbe bello trattare in modo più olistico la questione rispetto all’attuale spacchettamento delle competenze: oggi c’è Tempi Agenzia che si occupa esclusivamente di trasporto pubblico locale, se si potesse arrivare a immaginare un modello di gestione che tenga in considerazione oltre alla gestione diretta della sosta anche la mobilità, il Comune ne beneficerebbe sotto tanti punti di vista”.
L’opzione della società in house è quella che ha riscosso maggiore successo nei consiglieri che sono intervenuti in discussione, in particolare Caterina Pagani (Piacenza Oltre) e Stefano Cugini (ApP). Secondo quest’ultimo “una gestione in house blinderebbe per un lungo periodo la questione della sosta”. Il consigliere di ApP si è mostrato invece perplesso sulla nuova sede del deposito dei veicoli rimossi, lontana per chi è costretto a recuperare la propria auto a piedi. “Mi piacerebbe tuttavia che chi parcheggia (selvaggiamente, ndr) in via IV Novembre andasse a fare un giro al Montale” ha detto ironicamente, sollevando la questione dell’assenza di sanzioni da parte della polizia locale alle auto che parcheggiano fuori posto “e rappresentano un pericolo per la circolazione”. Più prudente Massimo Trespidi, che ha detto di voler approfondire gli elementi per cui “una gestione in house possa risultare vincente”, dichiarandosi comunque contrario “all’idea di un nuovo concessionario per le strisce blu, dopo l’esperienza degli ultimi anni”. Anche lui ha evidenziato la questione della distanza del deposito al Montale e dell’impossibilità di raggiungerlo a piedi. “Giusto tenere la rimozione fuori da un discorso di prospettiva – ha aggiunto – ma sulla sosta una strada bisogna prenderla: convochiamo una commissione ad hoc e discutiamone”. Il censimento delle colonnine senza pos ha spinto Trespidi a una riflessione: “Chi doveva fare il parcheggio sotterraneo, e non l’ha fatto, ha gestito male anche la sosta nelle strisce blu – è la deduzione – ciò significa che il concessionario era già inadempiente, ma il Comune non ha effettuato opportuni controlli su un servizio affidato a un esterno. A Gps bisogna chiedere i danni per lo stato manutentivo dei parcometri”. Passando alle cifre, Trespidi ha rilevato che le maggiori entrate previste dalla gestione diretta di questi sette mesi “potranno avere benefici per le prossime variazioni di bilancio”.
Discussione praticamente nulla sulla seconda variazione all’ordine del giorno. Bongiorni ha spiegato che l’acquisto della nuova cella frigorifera per il cimitero urbano (spesa di 30mila euro, di cui 18.500 più iva per l’acquisto e il resto per i lavori di posa) è stato dettato da “motivi di prudenza più che da una necessità oggettiva”. “La vecchia cella, che risale ai primi anni Duemila, presentava ammaloramenti, perciò abbiamo avviato una procedura d’urgenza per l’acquisto e la posa di una nuova cella che ci garantisce, soprattutto in questo periodo estivo, di accedere a un servizio di assistenza per garantire la tenuta e l’affidabilità del macchinario”.





