Vignali (Fi) “Anche a Piacenza i Cau non hanno ridotto gli accessi al Pronto Soccorso”
PRONTO SOCCORSO E CAU, VIGNALI (FORZA ITALIA): “A PIACENZA COSTI IN AUMENTO E ACCESSI SOPRA I LIVELLI PRE COVID. RIFORMA FALLIMENTARE” – “I CAU sono costati complessivamente 115,7 milioni di euro ma non hanno ottenuto i risultati attesi. Anche nella provincia di Piacenza la pressione sulle strutture di emergenza urgenza (Pronto Soccorso + CAU) non è diminuita rispetto ai livelli pre‑Covid, anzi si sono registrati l’aumento degli accessi e i costi crescenti per il funzionamento dei CAU.” Lo dichiara il presidente del Gruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia‑Romagna, Pietro Vignali, commentando i dati sui costi e sugli accessi del sistema di emergenza urgenza comunicatigli dall’Assessorato regionale alle politiche per la salute.
La tabella sui Cau in provincia di Piacenza
“A fronte di un’ingente spesa per creare e gestire i CAU, pensati per intercettare le prestazioni a bassa intensità e alleggerire i Pronto Soccorso, non si registra alcuna riduzione della domanda complessiva: nel 2025 in provincia di Piacenza si contano 134.626 accessi tra Pronto Soccorso e CAU, a fronte dei 122.989 del 2019 – prosegue il capogruppo regionale azzurro -. Questo significa che la domanda di emergenza urgenza non è stata ridotta, ma è cresciuta in modo rilevante. Piacenza è anche tra le ultime province per il costo medio delle prestazioni erogate rispetto all’investimento fatto per allestire e gestire i CAU con 128,2 euro a prestazione. Anche il quadro regionale conferma le criticità di questa riorganizzazione: nel 2025, rispetto al 2019, si registrano 107.882 prestazioni in più a fronte di una spesa di gestione dei CAU pari a 73,9 milioni di euro. Nell’anno precedente, pur non essendo ancora a regime, i CAU erano già costati 38,4 milioni, a cui vanno aggiunti 3,39 milioni di euro per le attivazioni. Anche nelle strutture della provincia di Piacenza emerge una forte disomogeneità: si sono moltiplicate sedi ed équipe con costi elevati, ma il risultato è stato quello di spostare il problema da un punto all’altro del sistema”.
“Serve un cambio di passo – conclude Vignali – perché oggi abbiamo un sistema più costoso di quello precedente ma complessivamente meno efficace. Piuttosto che continuare a chiedere nuove risorse allo Stato, sarebbe necessario rivedere scelte organizzative che non hanno prodotto i risultati attesi. Se non si interviene, la riforma rischia di trasformarsi in un semplice spostamento del problema, senza migliorare realmente la risposta ai cittadini né ridurre la pressione sui Pronto Soccorso”.

