Logo
Antonino d’oro ad Africa Mission “Ci fate sentire parte del mondo”

Il premio “Antonino d’oro”, giunto alla 41esima edizione, sponsorizzato e patrocinato dalla Famiglia Piasinteina è stato consegnato dal vescovo di Piacenza Adriano Cevolotto ad Africa Mission Cooperation and Development nel corso della cerimonia religiosa del santo patrono sabato 4 luglio nella basilica Sant’Antonino, a conclusione della solenne celebrazione eucaristica. A ricevere il premio dalle mani del vescovo, attorniato dalle autorità cittadine, il presidente Carlo Antonello e il direttore Carlo Ruspantini.

La cerimonia dell'Antonino d'oro

“In un recente incontro un volontario, – ha affermato nella sua omelia Cevolotto – raccontando la sua esperienza in Africa Mission affermava: ha fatto più bene in Italia che in Africa“. “L’associazione a cui diede vita Don Vittorione con l’appoggio e la spinta di monsignor Manfredini era nata dalla richiesta di aiuto proveniente da uno dei paesi più poveri dell’Africa.
Abbiamo bisogno di cibo, abbiamo bisogno di acqua soprattutto abbiamo bisogno di essere visti di uno sguardo di attenzione per uscire dall’estraneità. Quante realtà ancora oggi ci sono invisibili? ed è proprio vero che aver familiarizzato con una povertà stabile alla fine ha sortito l’effetto di aver fatto nostra questa attenzione, l’Uganda è diventata più prossima. La presenza di Africa Mission ha contribuito a sentirsi maggiormente parte del mondo”.

Nel discorso di ringraziamento, Carlo Antonello ha rievocato lo spirito di Africa Mission che deriva dal motto di Don Vittorione “Cristiani di pastafrolla!”. Non usava mezzi termini infatto don Vittorio Pastori, quando voleva scuotere le coscienze perché ci si mobilitasse per gli altri. Lo faceva nelle emergenze dell’Africa, dall’Uganda al Rwanda, dall’Etiopia all’Eritrea al Mozambico, perché si fosse capaci di mettersi in movimento sempre, uscendo da se stessi, con lo stile del grembiule, del servizio all’altro, secondo la celebre espressione del vescovo Tonino Bello. Alla realtà da lui fondata nel 1972, oggi Africa Mission Cooperation and Development ETS (AMCD ETS), viene assegnato quest’anno il Premio Antonino d’oro 2026. Sant’Antonino, un laico, testimoniò più di 1700 anni fa la sua fede in Cristo risorto donando la sua stessa vita e lasciando in eredità a Piacenza quel sale della terra che è il Vangelo che dà un sapore e un senso nuovo a tutte le cose.

La cerimonia dell'Antonino d'oro

Premio Antonino d’Oro 2026 ad Africa Mission Cooperation and Development ETS – Queste le motivazioni per l’assegnazione del Premio Antonino d’Oro ad Africa Mission Cooperation and Development ETS lette dall’amministratore parrocchiale don Davide Maloberti.

Nelle reliquie che si trovano solitamente sotto l’altare maggiore della basilica – oggi esposte nella cappella dell’Ultima Cena – sono collocati i resti del primo vescovo Vittore e del primo martire Antonino, entrambi santi. Li divide una piccola lastra di vetro.
Mi ha sempre colpito la loro vicinanza: un vescovo e un laico. Scriveva il giornalista Fausto Fiorentini, parlando della storia della Chiesa piacentina: “All’inizio ci fu un laico”. La vocazione, il carisma di ciascuno – laici e sacerdoti, ed anche religiosi – si completano a vicenda.

Il Premio Antonino d’Oro 2026 va ad Africa Mission Cooperation and Development ETS, realtà fondata da un laico e da un vescovo, Vittorio Pastori ed Enrico Manfredini. Vittorio Pastori, Vittorione, un laico – un apprezzato ristoratore – poi diventato diacono e infine sacerdote, secondo un desiderio che aveva fin da ragazzo.
Questo progetto di aiuto non è nato a tavolino, ma dall’incontro al Concilio Vaticano II da parte di mons. Manfredini con numerosi vescovi africani e in particolare dell’Uganda. Lui si è messo in ascolto delle loro necessità, ha mantenuto vivo questo rapporto attraverso il suo segretario amministrativo a Piacenza – Vittorio Pastori – con i primi viaggi dal 1972.

La cerimonia dell'Antonino d'oro

Vittorione – nasceva cento anni fa a Varese – ha saputo far crescere un popolo di laici che al suo grido – “cristiani di pastafrolla” – hanno messo in gioco la propria vita con generosità di cuore e le loro competenze tecniche per lo sviluppo del Karamoja e di altre aree dell’Africa, non per fare assistenzialismo ma per creare sviluppo.
A Grotte di Castro di Viterbo ha conquistato Carlo Ruspantini, giovane universitario, oggi direttore di questa ong; a Treviso il suo appello irresistibile ha trascinato il giovane liceale Carlo Antonello oggi medico e presidente di Cooperazione e Sviluppo. A Pianello negli anni Settanta è stata la volta del giovane don Maurizio Noberini che ha mobilitato il paese per la raccolta fondi per un trattore; servivano 12 milioni, ne hanno raccolti venti. Oggi don Maurizio è presidente di Africa Mission, l’associazione che tiene vivo il carisma di fondazione curando la dimensione spirituale dell’impegno dei volontari e collaboratori.

L’opera di Africa Mission non è venuta meno nei momenti segnati da conflitti e tensioni sociali e dal progressivo disimpegno di numerosi donatori internazionali e istituzioni governative.
Alla morte di don Vittorione nel 1994, Giovanni Paolo II ha incoraggiato gli aderenti al movimento a continuare l’opera iniziata. La visita dei vescovi mons. Gianni Ambrosio nel 2012 e di mons. Adriano Cevolotto nel 2023 sottolinea ancora di più lo stretto legame tra la Chiesa di Piacenza-Bobbio e questa storia di solidarietà.

Pur mantenendo salda la propria identità cristiana e cattolica, AMCD ETS realizza i propri interventi a favore di tutte le persone in condizione di bisogno, senza discriminazioni religiose, etniche o culturali. Collabora con autorità governative, istituzioni civili, diocesi e altre realtà ecclesiali e con comunità di diverse tradizioni religiose nella comune ricerca della pace, della giustizia e dello sviluppo umano integrale.

Le cifre di questo lungo impegno sono ben note. Dalla sua fondazione AMCD ETS è intervenuta in 16 Stati africani, allestendo 92 aerei cargo, 894 container, 45 TIR e inviando oltre 12milioni 947mila kg di generi alimentari, attrezzature sanitarie, agricole e meccaniche, materiale scolastico e altri beni di prima necessità, il tutto accompagnato e distribuito direttamente dai propri collaboratori e volontari.
Dal 1984 ad oggi ha perforato 1.497 pozzi in Uganda (prevalentemente nella regione del Karamoja) e in Sud Sudan, realizzando 2605 interventi di riparazione e riattivazione di pozzi esistenti.

E infine grazie alla Famiglia Piasinteina che ogni anno dona questo premio e al suo presidente Danilo Anelli; è un segno che valorizza ciò che di bello e di vero la comunità piacentina vede nascere come dono di Dio.