Apertura anticipata scuola, Piacenza pronta ad accogliere 600 bambini
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Apertura anticipata delle scuole, Piacenza pronta ad accogliere 600 bambini, dalla seconda alla classe quinta delle primarie. Un servizio gratuito per le famiglie che partirà il 31 agosto, come previsto dalla sperimentazione avviata dalla Regione Emilia Romagna in 42 Comuni. “La scuola che riparte insieme” è il nome scelto per il progetto che interessa le 14 Atuss – agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile – individuate dalla programmazione regionale. Tra questi figura anche Piacenza: per gli uffici dei servizi educativi è così partita una vera e propria corsa contro il tempo, per riuscire a concretizzare una novità sicuramente molto attesa dai genitori. “A loro va il mio ringraziamento – sottolinea l’assessore Mario Dadati -, perchè se riusciamo a partire è solo grazie alla loro competenza. Non dimentichiamoci che a Piacenza, dal primo settembre, partono anche gli istituti comprensivi, e seguire queste due partite ha comportato un impegno operativo non indifferente”.
Come funzionerà? Nel Comune di Piacenza, grazie ai 157 mila euro stanziati dalla Regione, saranno attivati servizi educativi – e non solo ricreativi – in un plesso scolastico per ciascun istituto comprensivo, dal 31 agosto all’11 settembre. Secondo la delibera approvata in questi giorni dall’amministrazione Tarasconi, il servizio partirà nei plessi in cui sarà raggiunto un numero minimo di 15 alunni a settimana, dalle 8 e 30 alle 12 e 30, e sarà affidato agli educatori professionali delle realtà già accreditate presso il Comune di Piacenza per la gestione di centri estivi, così come alle realtà del terzo settore che si occupano delle attività di pre e post scuola. A loro sarà chiesto di predisporre una proposta che sarà valutata dagli uffici comunali. Visti i tempi ristretti, alle istituzioni scolastiche non è stato chiesto altro impegno se non quello di individuare gli spazi da mattere a disposizione, oltre a collaborare con Comune e gestori del servizio per diffondere l’informazione alle famiglie. Le scuole – scelte appunto dai dirigenti scolastici – sono Giordani, San Lazzaro, Sant’Antonio, De Gasperi, De Amicis, Vittorino, Due Giugno, Carella, Taverna, Pezzani, Don Minzoni.
Il numero di alunni da accogliere è stimato sui 600 bambini (su una platea di circa 4.500, comprese le classi prime escluse da questa sperimentazione), anche in base al numero di bambini disabili che parteciperanno. La loro iscrizione avrà la priorità rispetto alle altre richieste, che verranno accolte dando la precedenza ad alunni con entrambi i genitori occupati, e, nel caso di nuclei monogenitoriali, se l’unico genitore risulti occupato. Per tutte le altre richieste, il criterio sarà quello cronologico di presentazione delle domande. La sperimentazione, ricorda l’assessore Dadati, coinvolge non solo le scuole pubbliche: l’invito è stato esteso anche alle paritarie presenti in città, che dovranno formalizzare agli uffici la loro eventuale adesione. Il prossimo passo è la scelta, appunto, degli enti gestori: sull’albo pretorio del Comune è stato pubblicato un avviso per la raccolta delle candidature, che scadrà il 3 agosto. Una volta approvate le proposte, partirà la raccolta delle iscrizioni.







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