“Attività lecita e nessun arricchimento tra i sindacalisti Cobas e Usb”
L’attività sindacale è stata condotta attraverso mezzi leciti, i sindacalisti di Si Cobas e Usb non si sono arricchiti personalmente. E’ la sostanza delle motivazioni riportate dal Giudice dell’Udienza preliminare (Gup) Francesca Gigli nella sentenza del 26 giugno scorso . Quella che ha ha prosciolto dall’accusa di associazione a delinquere – perché il fatto non sussiste – i sindacalisti Aldo Milani, Mohamed Arafat, Carlo Pallavicini, Bruno Scagnelli, Roberto Montanari, Mohamed Abed Issa, Fisal Elderdah, alcuni dei quali arrestati nel luglio del 2022 per alcune settimane. Secondo la giudice Gigli, i sindacalisti del Si Cobas e dell’Usb non hanno mai utilizzato il denaro delle due associazioni per “finalità esterne” a quelle dei “rispettivi sindacati di appartenenza” e non c’è alcuna “prova” di “arricchimenti da parte dei singoli esponenti”, nonostante la Procura della Repubblica di Piacenza avesse contestato loro finalità di “lucro” nell’ambito delle indagini svolte su alcune vertenze nel settore della logistica.
Sono state pertanto accolte dalla Gup le tesi degli avvocati Eugenio Losco, Muro Straini, Marina Prosperi, Marco Lucentini, Arturo Salerni, Claudio Novaro e del Tribunale del riesame di Bologna che scarcerò gli arrestati. Nelle pagine con le motivazioni del provvedimento con cui gli imputati sono stati anche rinviati a giudizio per una decina di capi d’imputazione di violenza privata per i blocchi fuori dai magazzini (decine di ipotesi di reato sono andate prescritte), Si Cobas e Usb avrebbero infatti perseguito “fini notoriamente leciti dell’associazione sindacale” come la “contribuzione”, “l’attività di proselitismo” fra i facchini della logistica o la “lotta sindacale per ottenere condizioni più vantaggiose per i lavoratori”. Si tratta degli “scopi propri” di “qualsiasi associazione sindacale”.
Trattandosi per le accuse dei fini “tipici del sindacato di base” – secondo la giudice Gigli – ed essendo gli imputati ritenuti ai “vertici” dell’associazione a delinquere e i “coordinatori” dello stesso, “non appare ragionevole isolare all’interno” della “lecita” organizzazione una “distinta associazione criminale”. Quanto alle indagini patrimoniali sulle condizioni economiche di alcuni sindacalisti, in particolare di Mohammed Arafat, Roberto Montanari, Mohamed Abed Issa, e Fisal Elderdah, la Gup precisa che “non hanno portato” nemmeno i pubblici ministeri a contestare alcuna “fattispecie di rilevanza penale” come l’appropriazione indebita e tale da “far ritenere che vi fossero somme di denaro distratte e utilizzate per finalità esterne a quelle dei rispettivi sindacati”.


