Bags Making Systems di Caorso, cancelli chiusi per i dipendenti. Cgil “Serve intervento urgente”
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“Trentaquattro lavoratrici e lavoratori, in larga maggioranza donne, si trovano senza stipendio e senza certezze sul proprio futuro dopo la chiusura della BMS – Bags Making Systems Sas di Caorso, azienda del settore cartotecnico”. E’ quanto denuncia la Cgil, spiegando che la società è chiusa dal 17 luglio e ai dipendenti non sono state corrisposte le spettanze relative ai mesi di giugno e luglio. Ventinove dei 34 addetti sono donne e la maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori risiede nel territorio comunale di Caorso. “La situazione è estremamente preoccupante – dichiara la segretaria generale della Slc Cgil di Piacenza, Stefania Pisaroni -. Parliamo di persone e famiglie che contano sullo stipendio mensile per affrontare le spese quotidiane, pagare i mutui e sostenere i propri figli. Oggi si trovano senza reddito e davanti a una pesantissima incognita occupazionale”.
“Alla già grave condizione economica – evidenzia il sindacato – si aggiungono l’amarezza e la delusione per le modalità con cui è avvenuta la chiusura. Non è infatti arrivata alcuna comunicazione. Le organizzazioni sindacali sono state informate telefonicamente dal curatore della procedura aperta presso il Tribunale di Piacenza soltanto il giorno precedente alla chiusura e hanno successivamente avvisato le lavoratrici e i lavoratori”. “I cancelli sono stati chiusi senza che la proprietà sentisse il dovere di rivolgersi direttamente a chi, in molti casi, ha lavorato all’interno dell’azienda per venti, trenta e perfino quasi quarant’anni – prosegue Pisaroni -. Anni di impegno, professionalità e responsabilità non possono concludersi con il silenzio e con una comunicazione indiretta arrivata all’ultimo momento”.
“La sentenza di apertura della liquidazione giudiziale – prosegue la Cgil – è stata depositata il 26 giugno 2026. Il 28 luglio è stato chiesto con urgenza alla Regione Emilia Romagna la convocazione dell’Unità di crisi per la salvaguardia occupazionale e la continuità aziendale che punta ad attivare gli ammortizzatori sociali e a verificare ogni possibile prospettiva di continuità dell’attività. Tra le ipotesi da valutare vi è il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria per cessazione, con l’obiettivo immediato di assicurare una forma di sostegno al reddito alle persone coinvolte”. La Slc Cgil segue la vertenza dall’aprile 2025: “In oltre un anno di incontri, confronti e sollecitazioni – spiegano -, il sindacato ha ripetutamente chiesto l’avvio di un percorso capace di salvaguardare l’occupazione e di garantire ai dipendenti le condizioni economiche previste dal contratto collettivo nazionale di riferimento, compreso il riconoscimento dei trattamenti di fine rapporto maturati”. “Continueremo a essere al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in questa fase così delicata – conclude Stefania Pisaroni -. È indispensabile che la Regione convochi rapidamente il tavolo istituzionale e che tutte le parti coinvolte operino per garantire gli ammortizzatori sociali, tutelare i crediti maturati e verificare concretamente se esistano le condizioni per una continuità produttiva e occupazionale. Queste persone non possono essere lasciate sole”.








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