“La Regione conferma il problema: a Piacenza nessun medico convenzionato del 118”

“La Regione afferma che il metodo utilizzato per stimare il fabbisogno dei medici convenzionati è il medesimo adottato da oltre dieci anni e che non vi sarebbe alcuna necessità di rivedere la programmazione. Tuttavia, è la stessa risposta della Giunta a certificare una situazione che non può essere considerata fisiologica: nella provincia di Piacenza oggi non è in servizio alcun medico convenzionato dell’Emergenza Sanitaria Territoriale; l’Azienda USL ha pubblicato sei incarichi vacanti, ma nessuno è stato assegnato, tanto che il servizio viene garantito grazie ai medici dipendenti del 118, del Pronto Soccorso e agli specializzandi impiegati con contratti libero-professionali”.

Così Marta Evangelisti, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa, e il consigliere regionale piacentino Giancarlo Tagliaferri, che sul tema avevano presentato una interrogazione: “Nessuno mette in discussione la professionalità dei medici e degli operatori che ogni giorno garantiscono il servizio – affermano – ma proprio il loro impegno dimostra quanto il sistema riesca a reggere grazie allo straordinario sforzo delle persone e non perché la programmazione regionale abbia risolto il problema. La risposta dell’Assessore, infatti, si concentra prevalentemente sull’aspetto procedurale, ribadendo che la Regione si limita a recepire i fabbisogni trasmessi dalle Aziende sanitarie e che l’Accordo Collettivo Nazionale non impone particolari criteri di calcolo. Una spiegazione formalmente corretta che, tuttavia, non affronta il nodo politico della questione: se il metodo è rimasto immutato per oltre dieci anni e oggi alcune province non riescono più ad attrarre medici convenzionati per il servizio di emergenza territoriale, è legittimo domandarsi se quel modello sia ancora adeguato”.

“A Piacenza – sottolineano – la situazione appare particolarmente significativa, ma non è l’unico territorio sul quale occorre riflettere. Anche nell’area metropolitana di Bologna, dove la complessità della rete dell’emergenza è maggiore per popolazione servita, intensità dei flussi sanitari e presenza dei principali hub ospedalieri regionali, il tema della disponibilità dei professionisti e della capacità di rendere attrattivi gli incarichi rappresenta una questione strategica che merita un monitoraggio costante. Non possiamo limitarci a prendere atto che gli incarichi rimangono vacanti. Occorre capire perché non vengono accettati, se gli attuali modelli organizzativi siano ancora competitivi e quali strumenti la Regione intenda mettere in campo per rendere realmente attrattiva la medicina dell’emergenza territoriale.»

Per Fratelli d’Italia la risposta ricevuta “non chiude dunque la questione, ma rappresenta un ulteriore elemento per proseguire il lavoro di approfondimento istituzionale”: “Continueremo – concludono – a chiedere dati aggiornati, confronti tra le diverse Aziende sanitarie e una verifica puntuale dell’efficacia della programmazione regionale, perché il diritto dei cittadini a un servizio di emergenza efficiente non può dipendere esclusivamente dalla buona volontà degli operatori”.

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