Liste d’attesa, in Emilia-Romagna migliorano i tempi per visite ed esami. I dati Agenas
Migliora in Emilia Romagna il rispetto dei tempi delle prime visite e degli esami diagnostici. È quanto emerge del Bollettino Agenas sul monitoraggio delle liste di attesa, che analizza le prenotazioni erogate dalle Aziende sanitarie per le 14 prime visite specialistiche e i 22 esami diagnostici previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021, valutando il rispetto dei tempi massimi di erogazione per tutte le classi di priorità (urgente, breve, differita e programmata). L’analisi confronta il primo semestre 2026 con lo stesso periodo del 2025.
I dati evidenziano, innanzitutto, un incremento dell’attività erogata: le prenotazioni in Italia passano da 13,3 milioni nel primo semestre 2025 a 14,9 milioni nel primo semestre 2026, con oltre 1,6 milioni di prestazioni in più garantite entro i tempi previsti. Complessivamente, a livello nazionale, la percentuale del rispetto dei tempi di attesa, nel primo semestre del 2026, per le prime visite, è pari al 78,5%, in crescita rispetto al corrispondente periodo del 2025, che aveva registrato il valore del 76,4%. Anche per gli esami diagnostici si rileva una crescita nel confronto tra i due semestri con una percentuale che passa dal 82,8% al 84,6%. Guardando i dati regionali, in Emilia Romagna la percentuale di rispetto dei tempi per le prime visite passa dal 72,8% dello scorso anno al 77,2% del 2026; per quanto riguarda invece il rispetto dei tempi per gli esami diagnostici, il dato passa dall’83,3% del 2025 all’88,3% del 2026.
Analizzando il dato e il trend delle singole Regioni, tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 – rileva Agenas – si evidenzia un buon andamento nella maggior parte delle Regioni: sette confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025; due, Liguria e Lombardia, migliorano significativamente rispetto al primo semestre 2025, mentre tre Regioni, pur mantenendo percentuali del rispetto dei tempi inferiori al 80% presentano comunque miglioramenti (Emilia Romagna, Piemonte, PA di Bolzano) Alcune Regioni presentano peggioramenti rispetto al corrispondente periodo del 2025, come Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Provincia Autonoma di Trento. Permangono percentuali di rispetto dei tempi ancora inferiori al 70% in 5 Regioni, pur con segnali di inversione di tendenza, come in Friuli, in Puglia e in Umbria”.
Anche per gli esami diagnostici, la maggior parte delle Regioni mostra buoni risultati: “In particolare, dieci Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025, superiore al 80%; due, Liguria e Lombardia, migliorano significativamente rispetto al primo semestre 2025, la Regione Friuli Venezia Giulia passa dal 76,1% al 80,4%, mentre quattri Regioni, pur mantenendo percentuali del rispetto dei tempi inferiori al 80%, presentano comunque miglioramenti (P.A. Trento, Puglia, Sardegna, Umbria) Alcune Regioni che avevano percentuali inferiori al 80% presentano peggioramenti rispetto al corrispondente periodo del 2025, come in Abruzzo, Sicilia e Valle d’Aosta”.
Le prime visite oncologiche – riporta il report – sono quelle con la più alta percentuale di rispetto dei tempi di garanzia, e migliorano ulteriormente tra il primo semestre 2025 e il primo semestre semestre 2026, passando dal 94,2% al 95,2%. Miglioramenti significativi anche per la visita gastroenterologica (dal 70,8% al 74,7%), la visita pneumologica (dal 77,7% all’80,9%) e la visita fisiatrica (dal 78,5% all’82,7%). Il miglioramento più consistente nel confronto tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 riguarda la visita dermatologica, che pur restando una delle prestazioni con percentuali di rispetto dei tempi di garanzia più basse, passa dal 65,5% al 70,2%. Tra gli accertamenti diagnostici, il recupero più significativo è quello della colonscopia, che registra il maggiore incremento tra tutte le prestazioni monitorate, passando dal 60,8% al 69,8%. Anche la gastroscopia sale dal 66,4% al 71,9%, l’ecografia della mammella dal 78% all’81,6%, la risonanza magnetica dell’addome dal 78,6% all’81%, il test cardiovascolare da sforzo dall’80% all’82,2%, l’ecografia addome dall’84,6% all’86,7%. Particolarmente significativo anche il miglioramento della mammografia, che passa dall’86,1% all’89%. L’unica prestazione che registra una lieve flessione è la risonanza magnetica del tronco encefalico, che passa dall’83,9% all’81,9%.



