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“Non si fa politica sulle bollette dei cittadini: quella sui rifiuti dovrebbe essere una battaglia comune”

“Come sindaci chiediamo serietà e responsabilità: 43 comuni su 46 hanno votato contro al PEF rifiuti 2026 in sede di Consiglio Locale di Atersir. Leggere il comunicato firmato da soli 31 sindaci, senza essere stati interpellati, scegliendo la logica della contrapposizione partitica invece della coesione territoriale su un tema così importante per l’intera collettività ci lascia davvero delusi”. E’ la nota diffusa dai primi cittadini del territorio di Piacenza che prende posizione rispetto al comunicato inviato dai sindaci di area centrodestra .

“Con riferimento al comunicato siglato da 31 sindaci contro l’approvazione del PEF in sede di Consiglio d’Ambito di Atersir, i sindaci di centrosinistra e di liste civiche non sono stati nemmeno contattati – scrivono -. Se l’obiettivo fosse stato davvero quello di costruire una posizione condivisa nell’interesse dei cittadini, sarebbe stato naturale coinvolgere tutti i Comuni del territorio provinciale, indipendentemente dall’appartenenza politica. Non è stato così, abbiamo appreso di questa posizione solamente dalla stampa, Ma c’è un aspetto ancora più grave. Il Consiglio Locale di ATERSIR della provincia di Piacenza è coordinato da Franco Albertini, sindaco di Fratelli d’Italia. È difficile comprendere come il centrodestra possa pensare oggi di presentarsi come estraneo a un percorso istituzionale nel quale ricopre il ruolo di coordinamento del territorio piacentino. Al posto di portare avanti l’interesse di tutti, si è fatto politica. La scelta di rivolgersi esclusivamente ai sindaci di centrodestra dimostra che non si è cercato un confronto istituzionale, ma si è optato per un’operazione di mera propaganda. Su un tema delicato e complesso come quello delle tariffe dei rifiuti servirebbero istituzioni unite, capaci di avanzare proposte e chiedere insieme eventuali correttivi, in una trattativa che ci veda tutti coesi nel confronto con Iren, il soggetto gestore. Siamo costretti a prendere atto che si è preferito, invece, costruire una contrapposizione politica, escludendo deliberatamente una parte delle amministrazioni”.

“Noi – concludono – continueremo a fare ciò che riteniamo più utile per i cittadini: lavorare nelle sedi istituzionali, confrontarci con tutti gli amministratori e cercare soluzioni concrete. Perché le bollette delle famiglie non dovrebbero mai diventare uno strumento di propaganda politica. Forniremo i doverosi chiarimenti in sede di Consiglio Comunale, in quanto, a breve, entro il 31 luglio, la legge impone che siano deliberate dai Comuni le tariffe rifiuti. Chiediamo fin da ora che la governance locale di Atersir svolga nel futuro un più efficace lavoro di coordinamento per assicurare maggiore condivisione dei dati, trasparenza e confronto nell’interesse dell’interno nostro territorio provinciale”.