10 anni de La Valle delle Favole: come Laura Badiini racconta la Val Trebbia
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Ci sono luoghi che si lasciano raccontare con una fotografia e altri che chiedono tempo, passi lenti e la curiosità di fermarsi, imboccando una strada secondaria, entrando in un borgo, ascoltando chi lo abita e tornando negli stessi luoghi in stagioni diverse. È da questo sguardo che, 10 anni fa, è nata “La Valle delle Favole“, il progetto editoriale indipendente creato da Laura Badiini per la Val Trebbia, oggi diventato una delle community online più seguite dedicate alla valle.
Tutto è iniziato quasi per gioco. Laura, fotografa, condivideva sui social gli scatti realizzati durante le sue escursioni. Quelle immagini iniziarono a suscitare interesse e qualcuno le suggerì di aprire una pagina dedicata esclusivamente alla Val Trebbia. Da quell’intuizione è nato un progetto che negli anni è cresciuto senza perdere la sua identità: “La Val Trebbia è una valle splendida e, per molti aspetti, ancora poco conosciuta. Credo che conoscere un territorio sia il primo passo per rispettarlo. Più persone lo scoprono in modo consapevole, più si può creare una sensibilità diffusa verso la sua tutela e la sua conservazione. La Valle delle Favole nasce proprio da questo: dal desiderio di raccontare per preservare“.

Anche il nome del progetto custodisce una storia. Nasce da una serata durante la festa di San Salvatore e il “Richiamo del Trebbia”. Dopo un bagno nel fiume, tornando verso casa, il sentiero illuminato dalle lucciole sembrava uscito da una favola. Quell’immagine è rimasta impressa fino a diventare il nome del progetto. Da una semplice pagina Facebook, rivolta inizialmente a una community composta soprattutto da un pubblico adulto, “La Valle delle Favole” si è trasformata in un racconto diffuso su più piattaforme. Oggi è presente anche su Instagram, TikTok e YouTube, mentre il sito internet raccoglie il blog, un podcast, gli approfondimenti e una guida dedicata alle spiagge della Val Trebbia. Ogni canale ha un linguaggio diverso, ma segue la stessa filosofia. Spiega Laura: “Il cuore del progetto oggi è diventato inevitabilmente Instagram, dove pubblico fotografie, video e storie nate durante le esplorazioni sul territorio. Sono contenuti immediati, che spesso rappresentano il primo livello del racconto. Sul sito, invece, c’è lo spazio per approfondire davvero la storia di un borgo, di un sentiero o di un paesaggio. Il podcast aggiunge un’altra dimensione, quella della voce, permettendo di raccontare episodi e dettagli in modo più intimo”.

Dietro al progetto non c’è però soltanto Laura. La madre Maria segue la gestione della pagina Facebook e carica anche scatti firmati da lei, mantenendo vivo il dialogo con una community ancora oggi molto attiva, mentre Ben, il cane che accompagna da sempre le esplorazioni, è diventato uno dei protagonisti più riconoscibili della Valle delle Favole. Dopo un periodo di pausa, necessario per occuparsi della sua salute, il progetto ha ripreso il cammino con nuovi racconti e nuove collaborazioni, tra cui quella realizzata con il Comune di Gorreto, che conferma l’ampliamento, soprattutto negli ultimi anni, della pagina al di là dell’Emilia Romagna, verso la zona ligure.

Uno degli elementi che distingue la Valle delle Favole è l’originalità dei contenuti. Quasi tutto ciò che viene pubblicato nasce direttamente dal lavoro di ricerca sul territorio. Fotografie, video, testi e registrazioni sono il frutto di esperienze vissute in prima persona, spesso tornando più volte negli stessi luoghi per coglierne sfumature diverse. “Non è la prima pagina dedicata alla Val Trebbia, ma è stata la prima community a creare davvero una rete. Oltre il 98% dei contenuti è originale e nasce dal nostro lavoro sul territorio; il restante 2% contiene le ripubblicazioni di contenuti della community, che si dimostra ogni giorno come un ambiente veramente partecipativo”. Anche le collaborazioni seguono questa impostazione. Laura lavora con enti, strutture ricettive, aziende e realtà locali che condividono la stessa idea di racconto, mantenendo sempre autonomia editoriale. “La fiducia delle persone è il valore più importante costruito in questi anni. Quando c’è una visione comune, una collaborazione diventa parte del racconto. Se invece rischia di snaturare il progetto, semplicemente non funziona”.
Per Laura il marketing territoriale non coincide con la semplice promozione turistica, ma significa costruire un’identità riconoscibile, creare un legame duraturo tra le persone e i luoghi e invitare a vivere la valle con rispetto. Per questo i suoi contenuti propongono spesso itinerari lontani dalle spiagge più conosciute, valorizzando sentieri, piccoli paesi e angoli meno frequentati. Una scelta che ha raccolto molti apprezzamenti ma anche qualche critica da parte di chi preferirebbe mantenere nascosti i luoghi più incontaminati.”Per me” spiega Badiini, “promuovere un territorio significa anche educare a viverlo con consapevolezza. Solo così possiamo proteggerlo”.

Il calendario di eventi per scoprire il territorio della Val Trebbia con lei segna il prossimo evento per venerdì 7 agosto, alle 21.30, in cui Laura Badiini aprirà il ciclo di incontri organizzato dal Centro di Lettura di Rivergaro nell’ambito della mostra “Magie della Val Trebbia, Paesaggi e ambienti negli scatti dei fotografi rivergaresi“. Sarà un viaggio dal Monte Prelà fino alla foce del Trebbia, accompagnato da fotografie, storie, leggende e incontri. “Non sarà una guida e nemmeno una semplice successione di immagini” anticipa Laura. “Vorrei portare il pubblico con me lungo il fiume, raccontando ciò che spesso sfugge a un primo sguardo. In questi anni ho percorso la Val Trebbia in ogni stagione e continua ancora oggi a sorprendermi. Vorrei far riscoprire questa valle anche a chi pensa di conoscerla già“.








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