Arrivano gli istituti compresivi con il taglio degli Ata “Scuole sempre più grandi e meno personale”

Manca ormai un mese all’inizio della scuola e i sindacati denunciano una riduzione dei posti assegnati al personale Ata, così come delle assunzioni. E’ quanto emerge dalla riunione dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna con i sindacati di categoria. “Nel passaggio dal 2025/26 al 2026/27 l’organico Ata passa da 13.295 a 13.196 posti in organico di diritto e da 2.321 a 2.199 posti in organico di fatto: complessivamente 221 posti in meno. A fronte di circa 3.100 posti disponibili, le assunzioni a tempo indeterminato autorizzate sono appena 1.131. Ancora più significativo il dato dei DSGA: su 102 posti autorizzati, le assunzioni previste sono soltanto 50” fa sapere la Cisl Scuola dell’Emilia Romagna.

dettaglio assunzioni

La Flc Cgil dell’Emilia Romagna dettaglia poi le assunzioni mancate per provincia e per tipologia di incarico. Ad esempio a Piacenza, su 40 posti disponibili per gli assistenti amministrativi verranno autorizzate solo 13 immissioni in ruolo. Passando agli assistenti tecnici, su 25 posti sono 6 le assunzioni previste. Per i collaboratori scolastici, su 127 posti disponibili sono 50 le immissioni in ruolo autorizzate. Venendo agli operatori delle aziende agricole, non verrà coperto l’unico posto previsto.

“Dopo aver acceso i riflettori sulla difficile situazione dei docenti precari che, nonostante tutto, insieme al personale di ruolo, mandano avanti ogni giorno le nostre scuole. Oggi denunciamo una seconda criticità: quella del personale ATA. I numeri ci consegnano una fotografia preoccupante, che non possiamo accettare come inevitabile”, afferma Luca Battistelli, segretario regionale Cisl Scuola Emilia-Romagna. “È una scelta che rischia di scaricare sulle scuole e sul personale una situazione già difficile. Il personale ATA garantisce ogni giorno sicurezza, vigilanza, apertura dei plessi, servizi, amministrazione e funzionamento delle istituzioni scolastiche. Non può essere considerato una voce di bilancio da ridurre. A maggior ragione quando si tratta di istituti comprensivi, una rivoluzione che Piacenza si appresta a vivere da questo settembre, e con il dimensionamento delle rete scolastica. Scuole più grandi ma con meno personale chiamato a gestirle” – sottolinea il sindacalista Cisl. “La contraddizione è ancora più evidente alla luce del contemporaneo dimensionamento della rete scolastica: nel prossimo anno le autonomie dell’Emilia-Romagna saranno 17 in meno, passando da 532 a 515. Scuole più grandi, quindi, ma con meno personale chiamato a gestirle. Il calo demografico è reale e nei prossimi anni cambierà profondamente la nostra regione, ma non può essere affrontato con la logica del “meno studenti, meno scuola”. Se vogliamo mantenere la scuola come presidio di prossimità, soprattutto nelle aree interne e periferiche, servono investimenti e una programmazione di lungo periodo” – afferma il sindacalista.

“Come avevamo previsto – dichiara Monica Ottaviani, segreteria generale Flc Cgil Emilia Romagna – l’accorpamento delle scuole ha determinato in diversi casi una riduzione dell’organico Ata, a fronte del numero invariato dei plessi, esigenze di sicurezza, di vigilanza e funzionamento, nonostante aumento importante di alunni con disabilità (+6,6%, + 4.000) Un fatto gravissimo”. “Emblematico il caso di un nuovo istituto comprensivo accorpato, dove i due istituti precedenti disponevano complessivamente di 36 collaboratori scolastici, ridotti a 27 dopo l’accorpamento, mantenendo 13 plessi e la presenza di personale con limitazioni parziali o totali alle mansioni. Abbiamo chiesto all’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna di fornire un quadro scuola per scuola degli effetti del dimensionamento sugli organici Ata – sottolinea Ottaviani – e delle eventuali compensazioni operate in organico di fatto”.

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