Bms Caorso, Mcl Piacenza “Preoccupazione per l’ennesima crisi aziendale che colpisce il territorio”
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Il Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) di Piacenza interviene sulla crisi della BMS di Caorso, esprimendo preoccupazione per la situazione occupazionale e vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie. A firmare la nota è il segretario provinciale Umberto Morelli: “Dopo aver preso atto della crisi aziendale della BMS di Caorso non possiamo che manifestare la nostra preoccupazione per l’ennesima crisi aziendale che colpisce il nostro territorio, esprimendo solidarietà ai dipendenti e alle loro famiglie che oggi vedono quanto mai a rischio la loro occupazione lavorativa”.
Secondo il Mcl, si tratta infatti di “un’ulteriore crisi economica e sociale sempre più acuta”, con il rischio di “mettere in discussione così tanti posti di lavoro e di penalizzare e colpire il mondo del lavoro del nostro territorio, già tanto falcidiato in questi ultimi anni”. Il Movimento Cristiano Lavoratori ribadisce inoltre la propria disponibilità a sostenere i lavoratori coinvolti. “Da movimento di lavoratori che ha a cuore i lavoratori e le loro famiglie desideriamo esprimere la nostra vicinanza e solidarietà e, se necessario, mettere in campo tutti gli strumenti che ha a disposizione il nostro movimento per il sostegno necessario alla loro riqualificazione professionale”.
Nel comunicato viene poi rivolto un appello alle istituzioni, alle organizzazioni sindacali e all’azienda. “Auspichiamo vivamente l’impegno sia delle istituzioni sia delle organizzazioni sindacali che possano, grazie a un’opera concertata con l’azienda, quanto prima trovare soluzioni che favoriscano la crescita economica della nostra provincia”. Infine, il Mcl richiama i valori che ispirano la propria attività associativa. “Come movimento di testimonianza evangelica non possiamo che augurarci che dal confronto fra le forze sociali e gli imprenditori possano nascere prospettive di lavoro stabile, giustamente remunerato, svolto in luoghi sicuri in cui non si debba aver paura di perdere la vita con il rischio giornaliero di non poter riabbracciare i propri cari alla fine della giornata lavorativa”, conclude la nota, ricordando come il magistero e la dottrina sociale della Chiesa rappresentino “da più di 50 anni componenti importanti e pietre miliari del nostro Dna associativo”.







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