Carburanti: scende il petrolio, ma listini quasi sempre sopra i due euro anche a Piacenza
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“Nessun effetto petrolio sui listini alla pompa, con i prezzi dei carburanti che non solo non diminuiscono, ma continuano ad aumentare nonostante il ribasso delle quotazioni petrolifere, a dimostrazione delle pesanti speculazioni che interessano la filiera dei carburanti e svuotano le tasche dei cittadini”. È quanto osserva il Codacons, l’associazione dei consumatori che ogni giorno monitora ufficialmente l’andamento dei listini dei carburanti in Italia calcolando gli effetti sulla spesa degli italiani.
Il 4 luglio il prezzo medio della benzina ha superato abbondantemente i 2 euro al litro in ben 10 regioni italiane, con Bolzano che si piazza in testa alla classifica del caro-verde con una media di 2,031 euro al litro, seguita Valle d’Aosta con 2,019 euro/litro e Friuli Venezia Giulia con 2,018 euro/litro in Friuli), mentre il gasolio sale in media a 2,100 euro al litro sulla rete ordinaria da 2,097 euro/litro di ieri. Anche a Piacenza, esattamente un mese dopo, come comunicato dal Mimit, i prezzi rimangono elevati, con il gasolio che sfiora i 2,1 euro al litro, mentre invece per la benzina il picco più alto arriva ai 2,5 euro al litro.
Alcuni prezzi alla pompa di Piacenza – dati Mimit del 4 luglio
“Il taglio delle accise da 17 centesimi disposto dal governo continua ad essere mangiato dai rincari alla pompa, con lo sconto sul gasolio che si riduce oggi a 8,5 centesimi di euro al litro sulla rete ordinaria, 8,2 centesimi sulle autostrade, con un mancato guadagno per gli automobilisti pari a 4,25 euro a pieno sulla rete ordinaria” calcola il Codacons. “Mancano solo due giorni alla scadenza del taglio delle accise introdotto dall’ultimo decreto, e il governo deve intervenire oggi stesso in Consiglio dei ministri per abbassare i listini alla pompa sia di benzina sia di gasolio per tutto il mese di agosto, in modo da salvare le partenze estive degli italiani”.
Conclude l’associazione: “Le risorse per misure realistiche ed efficaci possono essere trovate sia utilizzando il maggior gettito Iva garantito dai carburanti, sia intervenendo sugli enormi profitti di petrolieri e società energetiche, ossia i soggetti che stanno beneficiando dell’attuale situazione di crisi”.








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