Carburanti sempre più su: diesel a quota 2,73 euro sulla Torino-Piacenza
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Non si arresta la crescita del prezzo dei carburanti. Secondo i dati aggiornati al 25 agosto 2026, elaborati dal Codacons sulla base delle rilevazioni ufficiali del MIMIT, a livello nazionale la benzina self si attesta in media a 2,015 euro al litro e il gasolio a 2,136 euro, mentre sulla rete autostradale si arriva rispettivamente a 2,091 e 2,207 euro al litro.
E proprio sulla rete autostradale emergono alcuni casi limite. Sulla A21 Torino-Piacenza, il diesel al servito arriva a 2,729 euro al litro, mentre la benzina raggiunge 2,629 euro. Al self i prezzi scendono rispettivamente a 2,279 euro per il diesel e 2,179 per la benzina. Ancora più vicino alla soglia dei tre euro il carburante premium: il Supreme Diesel arriva a 2,929 euro al litro.
Alcuni prezzi alla pompa di Piacenza – dati Mimit del 25 agosto
Si tratta di valori relativi a casi specifici e non rappresentativi della media nazionale, ma che fotografano la direzione presa dai listini. Il record rilevato dal Codacons è sulla A22 Brennero-Modena, dove il Supreme Diesel ha raggiunto 3,159 euro al litro, superando quindi la soglia psicologica dei tre euro.
“Questi numeri – sostiene il Codacons – significano soldi che ogni settimana escono dalle tasche delle famiglie. Parliamo di chi usa l’auto per andare al lavoro, accompagnare i figli, fare la spesa o affrontare gli spostamenti quotidiani. Il pieno non può diventare un lusso e gli italiani non possono essere trattati come un bancomat”. Si chiede quindi a Governo e Parlamento di avviare una riforma strutturale della fiscalità sui carburanti, con l’obiettivo di ridurre progressivamente il peso delle accise e alleggerire il costo sostenuto dai consumatori. “È arrivato il momento – sottolinea Tanasi di Codacons – di affrontare davvero il nodo delle accise. Non bastano interventi temporanei decisi ogni volta che esplode un’emergenza. Serve una riforma capace di ridurre stabilmente la pressione fiscale e di utilizzare, quando possibile e nei limiti previsti dalla legge, anche le maggiori entrate generate dagli stessi rincari”. La richiesta arriva alla vigilia della scadenza degli interventi del Governo per calmierare i prezzi alla pompa, prevista per il 26 agosto. Per il Codacons il ricorso a misure-tampone e provvedimenti limitati nel tempo non offre sufficienti certezze alle famiglie.
Accanto alla questione fiscale, Tanasi chiede un Piano nazionale di vigilanza sulla formazione dei prezzi, con controlli lungo l’intera filiera, dalle quotazioni e dai prezzi industriali fino ai distributori. “Quando i prezzi salgono – osserva Tanasi – i cittadini hanno diritto di sapere perché. Serve piena trasparenza lungo tutta la filiera e, quando emergono scostamenti o anomalie, devono partire verifiche immediate. Ogni eventuale fenomeno speculativo deve essere individuato e contrastato con gli strumenti previsti dalla legge”. Tanasi chiede inoltre che gli elementi emersi dai controlli siano trasmessi senza ritardi ad Antitrust, Guardia di Finanza e alle altre autorità competenti, affinché possano essere valutati eventuali profili anticoncorrenziali, pratiche scorrette o altre violazioni. “Il mercato deve essere trasparente e realmente concorrenziale – ribadisce – perché i consumatori hanno diritto a conoscere come si forma il prezzo che pagano alla pompa e ad avere controlli efficaci quando qualcosa non torna”. Per Tanasi il problema non si ferma al distributore. L’aumento del gasolio può incidere sui costi dell’autotrasporto e della distribuzione delle merci, con il rischio che parte dei rincari si trasferisca anche sui prezzi dei prodotti acquistati dalle famiglie. “Il caro carburanti – ricorda Tanasi – rischia così di presentare il conto due volte, prima alla pompa e poi alla cassa del supermercato. Per questo non stiamo parlando soltanto di automobilisti, ma del potere d’acquisto di milioni di famiglie”.
Il quadro delineato dai dati del Codacons resta dunque quello di una forte pressione sui prezzi, con una distinzione importante: i valori più estremi rilevati sulla rete autostradale sono casi limite e non rappresentano la media nazionale. Ma sulla A21 Torino-Piacenza, come sulle altre tratte monitorate, il gasolio si avvicina ormai a livelli che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati fuori scala. Tanasi chiama quindi Governo e Parlamento a una scelta immediata e annuncia che, in assenza di risposte concrete, la protesta potrà trasformarsi in una mobilitazione nazionale dei consumatori. “Basta accise e basta qualsiasi possibile speculazione sui prezzi. Chiediamo una fiscalità più equa, controlli veri e massima trasparenza lungo tutta la filiera. Se non arriveranno risposte concrete, siamo pronti a portare la protesta dei consumatori in tutta Italia. Gli italiani hanno già pagato abbastanza” – conclude Tanasi.








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