Costa Chiappona “Il cantiere va avanti, ma serve un controllo terzo rispetto alle parti”
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Legambiente Piacenza e la sezione locale di Italia Nostra replicano al sindaco di Gazzola Simone Maserati sulla vicenda amministrativa del cantiere di Costa Chiappona. Gli ambientalisti – dopo il parere fatto redigere dal Comune che conferma la legittimità degli atti – sollevano il tema della “terzietà del controllo”: “Un circolo vizioso difficilmente districabile, – sostengono – in quanto il Comune dovrebbe procedere ad un’accurata verifica della legittimità di un suo proprio atto; la Provincia attende l’accertamento del Comune per eventualmente procedere alla sospensione e, nel frattempo, i lavori vanno avanti, di gran carriera”. Ecco il testo della nota firmata da Legambiente e Italia Nostra Piacenza:
Per la seconda volta il sindaco Maserati attacca i cittadini e le associazioni ambientaliste che hanno “osato” sollevare dubbi sulla legittimità del Permesso di Costruire rilasciato per la maxi villa di Costa Chiappona a Gazzola. Dubbi segnalati a Regione e Provincia, non certo fondati su fantasiose illazioni ma sulla base di una lettura attenta delle norme urbanistiche e del Piano Paesistico vigente. Da marzo interpelliamo Regione e Provincia su questi, senza ottenere una risposta chiara e incontrovertibile. In verità la Regione, dopo aver acquisito anche i chiarimenti del Comune, ha “supposto” la presenza di numerosi profili di possibile contrasto del Permesso di Costruire con le norme vigenti, chiedendo per tale motivo al Comune di riesaminare il proprio atto. Il Sindaco ha scelto di farlo affidandosi al parere di un urbanista, certamente competente, ma incaricato dallo stesso Comune e quindi di parte.
Quindi tutto a posto? Dovremmo metterci il cuore in pace? Crediamo di no, perché resta aperto il problema fondamentale della terzietà del controllo. La Regione, infatti, a garanzia di legalità e terzietà nell’esercizio delle funzioni di vigilanza urbanistico-edilizia, ha chiesto, oltre al riesame dell’atto da parte del Comune, anche l’esercizio dei poteri sostitutivi in capo alla Provincia. In sostanza ha chiesto alla Provincia di procedere, perdurando l’inerzia del riesame del Comune, con la massima sollecitudine e in via sostitutiva, la sospensione dei lavori. Purtroppo però la Provincia risponde di non poter sospendere i lavori, affermando che l’ordine dovrebbe conseguire all’accertamento, da parte degli uffici comunali, dell’inosservanza delle disposizioni normative. Un circolo vizioso difficilmente districabile, in quanto il Comune dovrebbe procedere ad un’accurata verifica della legittimità di un suo proprio atto; la Provincia attende l’accertamento del Comune per eventualmente procedere alla sospensione e, nel frattempo, i lavori vanno avanti, di gran carriera.

La vicenda appare sempre più come un paradossale gioco delle parti, in cui nessuno sembra volersi assumere le proprie doverose responsabilità. Se invece il problema sta nella legge regionale che non chiarisce sufficientemente chi debba intervenire, garantendo un controllo realmente terzo, allora chiediamo alla politica ed agli amministratori di attivarsi per modificarla, urgentemente, perché così non funziona. Oppure dovremmo accontentarci del parere, per quanto competente, di un consulente urbanista incaricato dal Comune e quindi di parte? Dove sta la terzietà del controllo invocata dalla legge regionale? Da mesi sottolineiamo anche un altro aspetto non irrilevante: questa vicenda rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella loro capacità di garantire il rispetto delle regole. Siamo cittadini e associazioni che hanno a cuore la tutela del paesaggio, bene comune inalienabile, e per questo insistiamo nel chiedere una valutazione chiara, oggettiva e terza sulla legittimità del Permesso di Costruire rilasciato. Riusciremo ad averla prima che la costruzione arrivi al tetto? Come cittadini pensiamo di avere il diritto di pretenderla. Quanto al parere del consulente, che attesta la piena regolarità dell’intervento, lo contestiamo fin da ora sul piano tecnico e nei prossimi giorni entreremo nel merito delle sue argomentazioni, confrontandole puntualmente con le norme vigenti.








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