Dalla camera oscura alle tre generazioni in negozio: Ottica Benzi è Bottega Storica

Custodire la memoria di una città significa raccontare la storia delle persone e delle famiglie che, giorno dopo giorno, ne hanno animato il tessuto commerciale e umano. L’Ottica Benzi è un perfetto esempio di questa dedizione: nata dalla passione per l’immagine e la fotografia negli anni Settanta, l’attività piacentina ha saputo evolversi fino a diventare un punto di riferimento fondamentale per la salute degli occhi delle famiglie del territorio. Il recente riconoscimento ufficiale di Bottega Storica ne incorona il valore e premia mezzo secolo di professionalità trasmessa di padre in figlio. Abbiamo ripercorso questo lungo viaggio insieme a Monica Benzi, che oggi guida il negozio affiancata dal figlio Leonardo.

Quando è stato aperto il negozio e chi ha dato il via a questa avventura? “L’attività è stata fondata nel 1975 da mio padre, che alle spalle aveva già vent’anni di esperienza come fotografo. Nel 1985 sono subentrata io e, successivamente, è arrivato mio figlio Leonardo, che ha terminato la scuola di ottica e sta completando altri percorsi di specializzazione. Dopo tantissimi anni storici in Piazzale della Libertà, il negozio aveva bisogno di rinnovarsi: nel 2023 ci siamo trasferiti in via Morigi, una scelta che ci ha ripagato appieno e ci permette oggi di lavorare ancora meglio e con maggiori soddisfazioni”.

Qual è il ricordo più vivido che conserva degli albori di questa attività? “Ho nitido il ricordo di mio papà al lavoro negli anni Ottanta, un’epoca in cui i negozi di fotografia non erano molti. Aveva un laboratorio attrezzatissimo, con tanto di camera oscura, ed era diventato anche il fotografo ufficiale del Piacenza Calcio. Poi, con l’arrivo del digitale e purtroppo con l’insorgere della sua malattia, abbiamo focalizzato tutte le nostre energie sull’ottica, trasformandola nella nostra attività principale”.

Come si è tramandata la passione per questo mestiere all’interno della famiglia? “A essere sincera, quando ho finito le scuole superiori non avevo ancora le idee chiare sul mio futuro. Ho iniziato a seguire mio padre da vicino, appassionandomi al settore al punto da iscrivermi agli studi di ottica. Più avanti, quando i miei figli sono cresciuti, ho ripreso a frequentare corsi di aggiornamento per approfondire e perfezionare le mie competenze”.

L’ottico è prima di tutto una figura di riferimento e di profonda fiducia. Vi capita di servire i nipoti dei vostri primissimi clienti? “Praticamente tutti i giorni. È un legame di fiducia che si tramanda di generazione in generazione e vedere intere famiglie continuare ad affidarsi a noi è la gratificazione più grande”.

Tra nuove tecnologie, lenti d’avanguardia e occhiali “intelligenti”, come immaginate il futuro della vostra bottega? “La tecnologia corre veloce, quindi la chiave sarà continuare a investire nella formazione. Fare corsi di aggiornamento e migliorare costantemente le nostre competenze sarà fondamentale per affrontare le sfide dei prossimi anni con la stessa qualità di sempre”.

Cosa significa per voi aver ottenuto il titolo ufficiale di “Bottega Storica” a Piacenza? “È una gioia immensa. Devo confessare che mi viene da piangere se penso a mio padre: questo riconoscimento lo merita prima di tutto lui. Io sono felicissima, ma lo sono ancor di più per lui e per la mia famiglia. È il tempo a dare valore reale alle cose: sapere che questo negozio è rimasto ininterrottamente nelle nostre mani fin dal giorno della sua fondazione ha un significato profondo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.