Ex Manifattura, quando si conoscerà il progetto finale del parco pubblico?
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Area ex Manifattura Tabacchi, con una nota Legambiente Piacenza (circolo Emilio Politi) solleva il tema del parco e della dotazione verde prevista dal progetto. Quando potrà essere conosciuto il progetto finale del parco pubblico? E’ uno degli interrogativi posti nel testo che segue in versione integrale.
In questa calda estate – ma probabilmente la più fresca delle prossime – è naturale interrogarsi sul tema delle aree verdi da conservare o da incrementare per rendere la nostra città più vivibile e adatta a fronteggiare le ondate di calore. Non entriamo nel merito dell’acceso confronto politico fra consiglieri della minoranza e della maggioranza; tuttavia sul tema della lottizzazione dell’ex Manifattura Tabacchi è necessario e doveroso porre nuovamente interrogativi. Prima di tutto sulla dimensione effettiva dell’area verde di questo densissimo nuovo insediamento urbanistico. Nella Convenzione del 2018 si prevedevano 23.705 mq di verde pubblico di cui 5.035 da destinare ad attrezzature sportive (campo della Folgore realizzato nel 2014), sicuramente molto utili per il quartiere ma con caratteristiche assai diverse dal parco pubblico. Quindi scendiamo a 18.670 di cui 3.000 diventeranno giardino della scuola, che probabilmente dovrà essere recintato, anche se ancora non lo sappiamo. Se così fosse arriveremmo a circa 15.000 mq di parco pubblico. Alle domande espresse dalla Consulta Ambiente l’Assessora Fantini ha risposto che: “la progettazione del verde potrà essere condivisa solo a conclusione dell’intervento edilizio in corso”. Quindi tenuto conto che l’ultima stecca di appartamenti da realizzare in via Raffalda non è ancora stata avviata, quando potrà essere conosciuto il progetto finale del parco pubblico?
Seconda questione: dalla stampa abbiamo appreso che 9 classi inizieranno dal 15 settembre la regolare attività scolastica. Ci domandiamo se sia normale che gli studenti debbano convivere con un vero e proprio cantiere attivo e senza la disponibilità dell’area verde in questione, che sarebbe indispensabile soprattutto per una scuola nuova, progettata con i più moderni criteri per un’edilizia scolastica sostenibile. Ultima questione: da molto tempo abbiamo rappresentato l’esigenza di adottare i principi del “Green Infrastructure First” (Prima l’Infrastruttura Verde). Un approccio urbanistico che ribalta completamente la precedenza temporale dei progetti, realizzando il verde e i sistemi ecologici di un’area prima dell’inizio della costruzione degli edifici, per una serie di motivi che sarebbe lungo elencare ma che sono intuitivi. L’idea cardine è che il verde non è un semplice “ornamento” da inserire negli spazi rimasti vuoti alla fine dei lavori, ma è un’infrastruttura vitale e primaria, esattamente come la rete idrica, le fogne o la rete elettrica. Ci rendiamo perfettamente conto che questo approccio, in un contesto urbano così concentrato di edifici risulterebbe di difficile applicazione ma almeno conoscere il progetto dovrebbe essere il requisito minimo per l’Amministrazione e un obbligo verso i cittadini.
Rimaniamo convinti che in un quartiere nuovo, peraltro costruito con il contributo di fondi pubblici PNRR e PINQUA, con la presenza di una scuola, la progettazione del verde meritasse davvero un’attenzione diversa e prioritaria.







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