Farmacie Comunali, Ugl “La procedura di raffreddamento si chiude senza accordo”
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Si è conclusa senza un esito positivo la procedura di raffreddamento tra Ugl Terziario e Farmacie Comunali di Piacenza. Al termine del confronto, durato circa due ore e mezza, il sindacato ha confermato lo stato di agitazione e, nei prossimi dieci giorni, potrà proclamare fino a due giornate di sciopero, come previsto dal contratto collettivo. Al centro della vertenza ci sono il premio di risultato relativo al 2025 e al 2026, la gestione del personale e la situazione degli organici. Nel corso dell’incontro Ugl Terziario ha ribadito le proprie contestazioni rispetto alle posizioni espresse dall’amministratore delegato dell’azienda.
Il sindacato ha indicato cinque principali condizioni per evitare il ricorso allo sciopero. Tra queste, l’aumento di due euro del buono pasto, fino al limite massimo previsto dalla legge, e il riconoscimento per il 2026 di un’erogazione liberale netta, sotto forma di benefit, pari a 1.000 euro, in sostituzione del premio di risultato. Ugl Terziario ha inoltre chiesto l’avvio del confronto sul premio relativo al 2027. Sul fronte degli organici, la richiesta riguardava l’assunzione entro la fine dell’anno di quattro farmacisti e di un magazziniere. Su questo punto, secondo quanto riferito dal sindacato, l’azienda avrebbe manifestato la disponibilità ad assumere tre farmacisti e un magazziniere, una soluzione che Ugl Terziario si sarebbe dichiarata disponibile ad accettare.
Restano invece irrisolte le altre questioni. Il sindacato ha chiesto un accordo entro il 30 novembre sull’organizzazione del lavoro, con l’obiettivo di garantire una maggiore equità nell’assegnazione dei turni e il rispetto dei ruoli delle diverse figure aziendali. Particolare attenzione è stata posta sulla farmacia di via Manfredi, aperta 24 ore su 24, i cui turni vengono considerati particolarmente gravosi. Ugl Terziario ha inoltre sollecitato l’introduzione di un sistema elettronico di rilevazione delle presenze che consenta anche di conteggiare le notti e i fine settimana lavorati. Tra le richieste figurano poi la comunicazione della percentuale precisa di ore lavorate dalle partite Iva rispetto al totale delle ore lavorate e la consegna della documentazione relativa all’assicurazione per colpa grave sottoscritta da Assofarm lo scorso aprile e, secondo il sindacato, non ancora resa disponibile ai lavoratori. Secondo Ugl Terziario, su queste richieste l’azienda non avrebbe accettato le proposte, limitandosi a manifestare la disponibilità ad aprire un nuovo confronto. Una prospettiva che il sindacato considera insufficiente, sostenendo che un confronto analogo si sarebbe già protratto inutilmente per circa sette mesi.
Durante la procedura, la Prefettura avrebbe proposto una sospensione dello stato di agitazione. Ugl Terziario ha però deciso di non accogliere la proposta, ritenendo che il mandato ricevuto dai lavoratori fosse chiaro e che fosse già trascorso troppo tempo senza risultati concreti. Nel comunicato, il sindacato interviene anche sul comportamento dell’altra organizzazione sindacale rappresentativa presente in azienda. Secondo Ugl Terziario, la condotta tenuta durante la vertenza non sarebbe stata coerente con il mandato emerso dall’ultima assemblea e con la posizione espressa da 13 lavoratori su 19 attraverso una diffida. A giudizio del sindacato, tale condotta avrebbe finito per favorire l’interesse aziendale, limitando l’apertura delle Farmacie Comunali a una generica disponibilità al confronto. Ugl Terziario contesta infine la presenza dell’altra sigla sindacale alla procedura di raffreddamento, definendola illegittima dal proprio punto di vista e, per le modalità con cui si è svolta, priva di utilità ai fini della procedura. La vertenza resta dunque aperta. Nei prossimi dieci giorni Ugl Terziario potrà decidere se proclamare fino a due giornate di sciopero.







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