Il Piacenza rugby non è solo la prima squadra. Intervista al coach Claudio Forte
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Claudio Forte, head coach del Piacenza Rugby, è pronto a raccontarci la complessa realtà di una società in fortissima crescita, di strutture, di numeri e di risultati e con obbiettivi importanti e ben strutturati per il futuro prossimo.
Ciao Claudio, da dove preferisci far partire il tuo racconto?
Io partirei in ordine di età, quindi dal minirugby, che anche per questa stagione avrà Edmondo Roda come responsabile. La struttura ad oggi è ancora in divenire e stiamo cercando di fare tutto il possibile per organizzare al meglio questa parte fondamentale della società. Dopo le dimissioni di Alessandra Franchi (spero sia solo un arrivederci a molto presto), stanchissima e con progetti professionali che la assorbiranno completamente per un certo periodo, trovare le persone più giuste a ricoprire i vari ruoli diventa di primaria importanza. Alessandra era coordinatore tecnico e referente per i genitori, oltre a organizzatore degli eventi e dei vari tornei a cui i cuccioli biancorossi hanno partecipato. Ci sarà bisogno di una squadra molto affiatata per poter coprire una serie di necessità così importanti ed impegnative. Magari i componenti dovranno essere un po più specializzati nei vari ambiti per poter entrare un po’ più in profondità nelle necessità dei vari settori della struttura, così magari riuscirò a delegare qualcosa a chi di dovere, pur mantenendo un controllo ed una linea didattica ben definita per tutto il settore. Il torneo Mc Donald di quest’anno è stato il più bello di tutti e quello con il maggior numero di partecipanti, quello che ha raccolto il maggior successo di pubblico, accorso numerosissimo all’impianto sportivo Mazzoni che si è mostrato davvero al meglio per questa giornata. Tanta è stata la soddisfazione per la riuscita, tanta la fatica perché tutto sia stato all’altezza delle aspettative.
Numeri molto buoni del minirugby, mai stati così alti…
Quando sono arrivato nel 2024/25, avevamo 28 tesserati praticanti, dove l’unica categoria completa era l’U10. Siamo arrivati a fine 2025/26 con 54 tesserati (+92%) e tutte le categorie coperte. Questo ci ha consentito di avere una grande soddisfazione al torneo Mc Donald, quella di avere U6, U8, U10, U12 di nostri giocatori e questo non succedeva da tantissimi anni. Abbiamo svolto un lavoro impegnativo a più mani e più teste per cercare di risollevare questo settore, cosa anche mi ero ripromesso da quando ricopro questo incarico nella società. E’ da qui che si crea un indotto fondamentale, indispensabile per altre situazioni.
Il centro estivo, in quale ottica si pone nei progetti della società?
Lo scorso anno, con la prima edizione del centro estivo, abbiamo cercato di capire le esigenze del territorio e abbiamo ottenuto un discreto successo, pur essendo il primo da noi proposto dopo tantissimo tempo. La media dello scorso anno è stata di circa 12 partecipanti, con picchi di 20 nelle 8 settimane di svolgimento. Quest’anno ci sono settimane dove partecipano quasi 40 bambini. Per aumentare il numero di tesserati il centro estivo è stata la prima strategia messa in atto.
Anche gli interventi nelle scuole hanno un peso importante
La scorsa stagione ha visto la partenza del progetto “il rugby per tutti”, che permetteva alle famiglie con un isee inferiore agli 8000 euro di iscrivere i propri figli in modo completamente gratuito, con la società che si faceva carico dei costi da sopportare. Sempre quest’anno grazie alla collaborazione di Anna Barbera, diventata la coordinatrice del reclutamento, abbiamo spostato tantissimo il focus sulle scuole materne ed elementari. Grazie al progetto “il rugby dei piccoli”, che ha consentito di svolgere 3 lezioni gratuite nei vari plessi delle scuole dell’infanzia e primarie, seguite dall’invito nel sabato successivo all’open day presso la nostra sede al centro sportivo Mazzoni, i genitori hanno in questo modo potuto apprezzare dal vivo una struttura sportiva che sul nostro territorio non ha eguali ed è un fiore all’occhiello per la città, con così tanto spazio e tanto verde perfettamente curato ha lasciato le famiglie davvero molto positivamente impressionate. Hanno aderito quasi tutte le scuole di Piacenza e siamo così entrati in contatto con più di 9000 bambini. Non è mai facile parlare con le scuole per fare reclutamento, ma quando abbiamo presentato i nostri numeri in comitato regionale abbiamo ricevuto i complimenti e possiamo essere presi come modello. Il risultato è quello di cui stavamo parlando prima.
E’ un progetto replicabile nel quale la società crede?
Assolutamente. Siamo già in contatto con le scuole, abbiamo già avuto diverse adesioni perché di quanto fatto lo scorso anno sono state molto soddisfatte. Ci sono da ringraziare tutte le segreterie, perché i circoli scolastici sono stati molto ricettivi; soprattutto le coordinatrici scolastiche sono state molto disponibili a collaborare e a creare un collegamento diretto e positivo con le famiglie, indispensabile per la partecipazione dei bambini alle nostre iniziative. Merito di Anna, che, essendo maestra, è riuscita ad utilizzare la chiave comunicativa adeguata per creare un collegamento tra la scuola e società sportiva. Secondo me una società nasce da qua e per questo ci credo tanto. E’ qui che c’è la possibilità di far crescere i numeri, di trovare persone che si mettono a disposizione per aiutare nella crescita, qui che si può far crescere il numero dei soci e quindi delle quote che possono far diventare più sostenibile il peso della struttura, qui che si può far crescere il movimento verso la club house, con famiglie che possono creare una comunità, che può generare un indotto e diventare in questo modo una fonte di reddito.
E si passa al progetto “omnia”.
E’ un progetto del Piacenza rugby, che si mette a disposizione come tutor per le società che decidono di partecipare, pronto a ripartire per la sua quinta stagione. Ogni società partecipante mantiene i suoi tesserati, che non diventano Piacenza rugby. Questo ha accontentato tutti, dando la possibilità di crescere a tutti i partecipanti, pur rimanendo legati alle proprie radici. Le prime 2 stagioni hanno avuto come responsabile Federico Grangetto, poi sono subentrato io e questa sarà la mia terza stagione. E’ nato dall’esigenza di far giocare i ragazzi del territorio, che altrimenti avrebbero avuto difficoltà a raggiungere i numeri necessari per sostenere l’impegni richiesto dal dover affrontare un’intera stagione agonistica. Inizialmente le società che hanno aderito all’iniziativa sono state il Val d’Arda, che ha sempre avuto numeri piuttosto corti per formare delle giovanili complete, con la necessità di appoggiarsi di volta in volta a società della zona con una possibilità scelta demandata alle famiglie; Gossolengo, dopo diverse esperienze, non era più in grado di costruire un suo settore giovanile completo e anche Piacenza aveva a disposizione numeri molto risicati per poter garantire la qualità necessaria a performare alla pari con altre società. Alla proposta avevano aderito anche i Lyons Cremona per i primi 2 anni. L’obiettivo iniziale era cercare di giocare e creare equilibri interni tra le diverse società e anche tra i vari ragazzi che avevano vissuti rugbistici molto differenti, consentendo uno sviluppo tecnico e del gioco. Con il mio arrivo, alla partenza della terza stagione, la situazione era già ben strutturata ed i ragazzi che uscivano dal minirugby sapevano cosa era omnia ed erano ben contenti di poterci giocare. Siamo riusciti ad organizzare tecnicamente meglio il progetto, cercando di dare un po più di qualità, anche perché i numeri era diventati interessanti. Abbiamo messo a disposizione di ogni categoria un preparatore atletico ed un fisioterapista, figure che prima non c’erano. Abbiamo incrementato il numero dei tecnici da mettere a disposizione delle varie formazioni, indispensabili se si vive la necessità di far cresce il livello del gioco. Il tutto unito da una metodologia e una didattica comuni, finalizzate alla formazione di atleti che usciranno seniores da questo progetto. Tutti i club stanno lavorando molto bene alla base e questo consente una continua crescita dei numeri e di conseguenza della qualità ricercabile e ottenibile. Nell’ultima stagione abbiamo avuto l’ingresso di Pavia che ha sposato il nostro progetto, grazie a Davide Toscani che lavora come preparatore tecnico nel rugby Pavia.
Risultati agonistici di notevole spessore nella passata stagione
Da 2 stagioni l’U14 sta lavorando molto bene, con risultati in crescendo. Questa categoria non svolge un campionato vero e proprio, ma c’è una partecipazione a vari raggruppamenti senza una classifica. In 17 partite giocate, omnia ne ha vinte 16 con 625 punti fatti e 172 subiti, con 99 mete messe a segno. Una stagione decisamente entusiasmante, con 4 tornei vinti: il lupo Alberto a Calvisano, il Gavazzi sempre a Calvisano, il città di Pavia ed il prestigioso Lyons amaranto a Livorno. Un secondo posto alla primogenita ed il terzo posto a Parabiago. Sono riusciti nella difficilissima impresa di migliorare i risultati ottenuti nella precedente stagione agonistica, sono stati veramente bravissimi.
Nominiamo lo staff tecnico che ha consentito una crescita così importante
Il capo allenatore è Loris Dameli, con tanta esperienza è l’uomo che ha guidato i ragazzi ed i genitori. Giulio Manciulli con il suo entusiasmo, l’inossidabile Pierino Lauri che dall’alto delle sue 72 candeline, sempre presente ed esempio educativo dentro e fuori dal campo. Agata Gremi come preparatrice atletica, che ha messo a disposizione la sua importante esperienza nell’atletica leggera, migliorando le qualità di coordinazione dei vari gesti tecnici, e l’approccio alla pre pesistica e la dinamica nella corsa dei ragazzi. Anche le U16 e U18 hanno fatto delle ottime annate. L’U16 ha fatto un ottimo percorso di crescita, partendo da risultati difficili ad inizio stagione per arrivare alla fine con un grande balzo qualitativo e per questo voglio ringraziare tutto lo staff tecnico che lo ha reso possibile. La U18 è la più vicina al progetto seniores e sforna talenti in continuazione. Questo certifica la qualità del lavoro fatto anche in questa categoria. A partire da questa stagione agonistica l’U18 affiancherà il percorso della seconda squadra, perché vogliamo dare a tutti la possibilità di continuare a giocare e quindi ci sarà più sinergia tra le 2 formazioni. La squadra cadetta sarà quindi molto ringiovanita e con tantissimo entusiasmo in più. In questo modo proveremo a limitare il drop out tipico di questa fascia d’età, dando maggiori possibilità di scelta ai nostri giovani atleti.
Visto che l’hai menzionata, parliamo della squadra cadetta
E’ un progetto in crescita e stiamo cercando di agevolarla anche grazie alla collaborazione con l’U18 di Omnia. La scorsa stagione è stata una sfida. Nel primo anno non siamo riusciti ad iscriverci al campionato ufficiale perché non sapevamo quanti numeri avremmo avuto a disposizione. Nella passata stagione siamo riusciti ad iscriverci al campionato regionale concludendolo e partecipando a tutte le gare, alcune giocate anche modo positivo. Da anni il Piacenza non disponeva più di una squadra cadetta, quindi valuto molto positivamente quello che siamo riusciti a fare. E’ l’opportunità per quegli atleti che ormai hanno parecchi anni sulle spalle, o che non hanno più la possibilità di allenarsi per poter affrontare una categoria superiore, di proseguire a giocare e divertirsi insieme agli amici di sempre. Sempre nell’ottica di costruire un club, quindi fatto di persone che vogliono rimanere nell’ambiente. L’allenatore sarà ancora Paolo Gorini che ha tutta la mia stima e fiducia. Mi piacerebbe riuscire a trovare la persona adatta per poterlo aiutare, ma davvero non è una cosa delle più semplici da mettere in pratica.
Direi che c’è molto oltre la prima squadra
La prima squadra è la bandiera, il vertice che rappresenta tutta la società. I risultati della prima squadra sono il polo d’attrazione per tutti i giovani che si affacciano alle varie giovanili, con la speranza un domani di poter giocare a quel livello ed evitare che i nostri talenti facciano scelte differenti. E’ quello che rappresenta tutte le giovanili ed i genitori del settore minirugby.
Grazie Claudio, per la tua incessante spinta al miglioramento e per la creazione di valori sempre più radicati in questa società, in fase di grande crescita e sviluppo. E dopo una breve vacanza ancora più pronto a buttarti nella mischia, anche se hai sempre giocato ala.
Paolo Fernandi
Foto: Monica Dallavalle








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