In sei mesi gestite dal 118 oltre 16mila emergenze: 120 gli interventi dell’elisoccorso
Più informazioni su
Emergenza, nel primo semestre del 2026 da Piacenza sono partite 16.439 richieste di intervento alla centrale operativa Emilia Ovest. Il dato è stato diffuso in occasione della commemorazione della tragedia del monte Ventasso che 36 anni fa vide la morte di operatori sanitari, a bordo di un elicottero impiegato in un’operazione di soccorso.
Un’occasione per fare il punto rispetto al servizio erogato dalla centrale Emilia Ovest, mettendo a confronto gli ultimi anni di attività nelle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Per quanto riguarda gli interventi in elisoccorso, nel 2025 sono stati complessivamente 823, e 390 nel primo semestre 2026, rispetto ai 744 del 2024. Il servizio copre Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Modena e, quando necessario, anche territori fuori regione, in particolare nella Bassa Lombardia. Nella nostra provincia l’elisoccorso ha effettuato tra gennaio e giugno di quest’anno 120 interventi; nel corso del 2025 erano stati 279, 243 nel 2024, numeri superiori a quelli registrati nelle altre province.
EliParma opera dall’alba al tramonto e, insieme alle basi di Bologna, Ravenna e Pavullo nel Frignano, garantisce la copertura regionale. EliBologna è operativo 24 ore su 24 anche grazie ai sistemi di visione notturna (NVIS); EliRavenna e EliPavullo sono dotati di verricello per le operazioni di soccorso in zone impervie. Nel 2025 gli elicotteri della rete regionale dell’emergenza 118 hanno effettuato complessivamente 2.300 missioni, per oltre 100 mila minuti di volo.
Il Numero Unico Europeo per le emergenze 112 – La sicurezza comincia dalla prima telefonata. Nel 2025 il Numero Unico Europeo 112, attivo da dicembre 2024, ha gestito 925.668 chiamate, rispondendo in media in 6 secondi. Di queste, circa 500mila telefonate sono state trasferite ai servizi competenti: Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Soccorso sanitario. Le restanti sono state filtrate dagli operatori, in quanto relative a segnalazioni riconducibili allo stesso incidente, richieste di informazioni di varia natura, allarmi automatici, scherzi telefonici e a un’ampia casistica di contatti non riconducibili a effettive emergenze. Sulle emergenze, l’operatore del 112 attiva in tempo reale i dati relativi al chiamante, compresi identificazione e localizzazione, raccolti in una scheda di contatto che permette di attivare rapidamente la risposta più adeguata. Anche in lingua straniera, diverse modalità di comunicazione o segnalazioni automatiche dei veicoli coinvolti in un incidente possono oggi diventare informazioni preziose grazie all’integrazione tecnologica. “L’introduzione del NUE 112 permette di ridurre i tempi complessivi di intervento soprattutto nelle situazioni più complesse, quando è necessario far intervenire contemporaneamente più servizi, come il soccorso sanitario, i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine – spiega Antonio Pastori, coordinatore della rete regionale dell’emergenza 118 e del 112.
Elisoccorso – Dal primo intervento di elisoccorso, effettuato il 19 luglio 1988 a Varsi, il servizio nel tempo è diventato una componente fondamentale del sistema di emergenza-urgenza. Negli anni, alla professionalità degli operatori si sono affiancate tecnologie sempre più avanzate. Ogni intervento richiede un coordinamento preciso: dalla localizzazione dell’incidente all’individuazione del punto di atterraggio, fino al collegamento con l’équipe sanitaria che attende il paziente in ospedale. La Centrale 118 trasmette all’elicottero le coordinate del luogo dell’intervento, permettendo all’equipaggio di raggiungere il punto più vicino possibile. A bordo, oltre al pilota, è presente un infermiere con formazione specifica in ambito aeronautico, con un doppio ruolo sanitario e di supporto al pilota nelle operazioni di decollo e atterraggio. Fondamentale è anche il collegamento tra il medico a bordo, la Centrale 118 e i professionisti dell’ospedale che si preparano ad accogliere il paziente. Un lavoro di squadra che permette di guadagnare tempo prezioso e, nei casi più gravi, può fare la differenza per la sopravvivenza. Sono 37 i siti censiti nel territorio parmense e idonei alle diverse esigenze operative, mentre in tutta l’Emilia-Romagna sono disponibili oltre 300 aree di atterraggio. “Grazie alla tecnologia, all’impegno delle istituzioni e alla formazione continua dei nostri operatori, altamente specializzati, lavoriamo ogni giorno per migliorare gli standard di qualità e sicurezza” – sottolinea Adriano Furlan, direttore della Centrale operativa 118 Emilia Ovest. “Il nostro obiettivo è semplice e concreto: consegnare ogni paziente, ovunque si trovi, alle cure nel minor tempo possibile”.
Sangue a bordo: una possibilità in più per salvare una vita – Da due anni gli elicotteri dell’elisoccorso hanno a bordo, insieme a farmaci e apparecchiature, anche due sacche di sangue di gruppo 0 negativo, compatibile con tutti gli altri gruppi. Avere il sangue direttamente sull’elicottero permette di iniziare immediatamente una trasfusione nei casi di grave emorragia, senza aspettare l’arrivo in ospedale. Il servizio è reso possibile dalla collaborazione tra Centrale 118, Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Ospedale Maggiore, Emergenza territoriale, AVIS e FIDAS.
La rete dei mezzi a terra e dei volontari – Accanto all’elisoccorso e alle Centrali operative, ogni giorno una rete capillare di mezzi e persone garantisce il primo intervento sul territorio. Ne fanno parte professionisti sanitari e volontari, tra cui ANPAS, Croce Rossa e Soccorso Alpino che lavorano fianco a fianco per raggiungere rapidamente chi ha bisogno di aiuto. La rete comprende 23 mezzi avanzati professionalizzati e 32 ambulanze, cuore dell’attività quotidiana di soccorso. Sono mezzi, tecnologie e organizzazione, ma soprattutto persone che ogni giorno mettono competenza, formazione e responsabilità al servizio degli altri.
Tragedia del Monte Ventasso, il ricordo di Charlie Alpha – Il 18 agosto 1990, l’eliambulanza Charlie Alpha si schiantò contro il Monte Ventasso, avvolto dalla nebbia. A bordo il pilota Claudio Marchini, il medico anestesista Anna Maria Giorgio e gli infermieri Corrado Dondi e Angelo Maffei. Stavano portando soccorso e provando a salvare altre vite. Quel giorno persero la loro. Nel loro ricordo, la città, le Aziende sanitarie, le istituzioni e le associazioni dell’emergenza si sono raccolte davanti al cippo commemorativo presso la sede del CRAL Sanità, in via Casati Confalonieri a Parma. La targa del Comune, realizzata con Aziende sanitarie e CRAL dipendenti Sanità, richiama quella dedicata al personale del 118 sul luogo dell’incidente. Ricordare Charlie Alpha significa anche guardare a quanto è cambiato in questi 36 anni il sistema dell’emergenza-urgenza. Sicurezza degli operatori, rapidità degli interventi e capacità di coordinare ogni fase del soccorso sono oggi elementi fondamentali di un sistema sempre più organizzato e tecnologicamente avanzato. “Il ricordo di chi ha perso la vita per prestare soccorso è più che mai vivo in tutti noi. Da quella attività, allora ancora pionieristica, la rete dell’emergenza-urgenza si è profondamente evoluta nell’organizzazione, nella formazione e nelle tecnologie. Oggi il coordinamento della Centrale 118 è sempre più efficace e la Centrale Unica di Risposta, con una delle due sedi regionali proprio a Parma, rappresenta un ulteriore punto di forza del sistema” – sottolinea il direttore sanitario di Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Pietro Vitali.







Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.