Inferno e Paradiso, dal Codice Landiano fino ai tempi nostri. La nuova mostra del Comune
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“Inferno e Paradiso, abitare l’eterno da Dante all’immaginario contemporaneo”: è il titolo della mostra temporanea promossa dal Comune di Piacenza a partire dal prossimo inverno. Organizzata nell’ambito di Rete Cultura Piacenza presso gli spazi di Palazzo Xnl, si propone di valorizzare uno dei tesori d’arte nascosti e custoditi dalla nostra città: il Codice Landiano. E’ intorno al più antico manoscritto conservato dell’opera suprema, la Divina Commedia, del poeta toscano che prenderà vita un’esposizione multidisciplinare, un percorso che si snoderà in varie tappe e arti incentrato rappresentazione dei mondi per eccellenza dell’immaginario dantesco, l’inferno e i paradiso. A curare la mostra, che partirà il 4 dicembre prossimo e resterà aperta fino alla primavera, il direttore dei Musei Civici di Palazzo Farnese, Antonio Iommelli. Il Comune, promotore dell’iniziativa con l’assessore alla Cultura Christian Fiazza, si avvarrà dei finanziamenti di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Camera di Commercio dell’Emilia, Regione Emilia Romagna e Banca di Piacenza.
Ancora una volta la scintilla culturale della mostra è quella di offrire grande visibilità a uno dei tesori del nostro patrimonio artistico poco conosciuti, quel ‘Codice Landiano 190‘ risalente al 1336 che è considerato l’antiquissimus, cioè il manoscritto più antico di data certa della Commedia di Dante. Senza questo manoscritto, probabilmente, l’opera più grande della letteratura italiana nel mondo non sarebbe giunta a noi. La sua fama deriva dalla data 1336 che il copista annota diligentemente alla fine insieme con il proprio nome, Antonio da Fermo, e con il nome del comittente, Beccario Beccaria, all’epoca podestà di Genova. Uno straordinario documento dell’arte amanuense conservato dalla Biblioteca Passerini-Landi (lo stesso che dà il nome al Codice, quel conte Pierfrancesco Landi che ha conservato nel proprio patrimonio librario il prezioso manoscritto) che è stato esposto assai raramente nel passato.
“L’obiettivo della mostra – specifica l’assessore Fiazza – è quello di portare all’attenzione nazionale un’opera nascosta e proporre un percorso dedicato all’Inferno e il Paradiso che si svilupperà attraverso un filo comune e diverse opere, portando alla ribalta anche l’arte contemporanea. Inoltre l’allestimento ci permetterà di disporre anche in futuro di teche adatte all’esposizione del Codice Landiano e di altri importantui manoscritti conservati nella nostra biblioteca che solitamente non sono fruibili dal pubblico. Ci auguriamo che a partire dalla figura suprema di Dante, la mostra possa diventare un evento popolare e suscitare un vasto interesse insieme alle iniziative collaterali che verranno organizzate”.







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