La vendemmia 2026 nel vivo “Mai così precoce ma l’uva è di qualità. La pioggia farà bene”
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Una vendemmia mai così precoce e condizionata dal gran caldo anche in provincia di Piacenza, ma tra gli imprenditori del vino c’è ottimismo per la qualità e la resa delle uve. Stefano Pizzamiglio dell’azienda “La Tosa”, presidente della sezione vitivinicola di Confagricoltura Piacenza, e il presidente della Cantina Valtidone Gianpaolo Fornasari sono le due “campane” ascoltate, rispettivamente dalla Val Nure e dalla Val Tidone, quando la campagna delle uve bianche sta entrando nella fase conclusiva, mentre per quelle rosse si profila un avvio anticipato già nei prossimi giorni. Entrambi hanno accolto con favore la pioggia appena ricomparsa dopo quasi tre mesi di siccità: anche se sarebbe dovuta arrivare prima, porterà beneficio tra i filari ancora da alleggerire.
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“Da noi a ‘La Tosa’ la vendemmia è iniziata il dieci di agosto – spiega Pizzamiglio – ma per le uve chardonnay e pinot nero che sono le basi degli spumanti addirittura la raccolta in tante aziende è stata anticipata di una settimana, nei primissimi giorni di agosto. Una situazione assolutamente anomala, basti pensare che in Franciacorta hanno iniziato alla fine di luglio. E’ la vendemmia più precoce che io ricordi”.

“Una scelta dovuta al gran caldo di questi ultimi mesi. Abbiamo avuto un’estate – prosegue – segnata dalle ondate di calore dalla fine di maggio, con addirittura le massime attestate sui 35-36 gradi, e la pioggia che non si è più vista per l’intero periodo estivo. I picchi di calore e la poca acqua disponibile hanno reso la maturazione dei grappoli molto veloce anche per disidratazione. Il pericolo poteva essere un calo sensibile dell’acidità negli acini, ma da quanto abbiamo potuto verificare dopo l’inizio della raccolta, questo non è avvenuto in maniera così significativa, tale da compromettere la qualità. Credo che abbia influito sulle nostre colline una buona escursione termica, tra i 35 gradi del giorno e 21-22 della notte e questo ha avuto un effetto benefico. La pioggia caduta il 21 agosto dopo tanta assenza è certamente provvidenziale per le viti che hanno subito una sofferenza, anche se l’effetto si misurerà sulle uve rosse ancora sui filari. Anche in questo caso si profila un anticipo della raccolta”.
Per le uve bianche, invece, due terzi della vendemmia può dirsi già effettuata: “C’è stato un aumento significativo delle quantità, circa del 10-20% rispetto all’anno scorso, fortunatamente le uve sono sane, immuni da parassiti, nel complesso i profumi sono interessanti e promettenti, con una certa acidità; l’unico problema vero di quest’anno sono state le scottature dovute alle imponenti dosi di radiazioni solari”. “Il clima influenza sempre più la produzione vitivinicola, – conclude Pizzamiglio – è un dato oggettivo il riscaldamento delle temperature, in particolare nelle notti delle ultime annate, e questo fatto condiziona il nostro lavoro. Sempre più sarà importante curare il fabbisogno idrico e la vendemmia si dovrà spostare nelle ore più fresche della giornata. Per i nostri vini più strutturati dovremo cercare di avere livelli alcolici non troppo alti. Insomma ci attendono tanti cambiamenti da adottare rispetto al passato”.

“Siamo ottimisti sulla stagione, nonostante i condizionamenti sempre più forti del clima”. Anche per Gianpaolo Fornasari, presidente della Cantina Valtidone, la vendemmia 2026 è iniziata sotto buoni auspici: “In cantina la raccolta procede a pieno regime, stiamo continuando a pigiare circa 2mila quintali al giorno di uva conferita dai nostri soci”. “Questa acqua caduta dopo tante settimane aride – fa notare – dovrebbe portare un’azione benefica sulle uve rosse, che cominceremo a raccogliere dalla prossima settimana, in grande anticipo sul calendario a cui eravamo abituati”. “In Val Tidone la vendemmia per le uve bianche – rammenta – è cominciata l’11 di agosto, ma nonostante la maturazione anticipata, la qualità dei grappoli è alta, con la giusta acidità. Quest’anno la produzione in termini di quantità sarà superiore al 20% rispetto al 2025, annata condizionata dalla siccità nell’arco di tutti i dodici mesi. Invece l’ultimo inverno è stato segnato da piogge più abbondanti che hanno bagnato i terreni e contribuito a far aumentare la produzione, stiamo tornando alla normalità dal punto di vista dei quantitativi, e questo è un buon segno”.
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“Possiamo dire che il gran caldo dell’estate – aggiunge Fornasari – non abbia arrecato ingenti danni, se non ai vigneti più giovani e con radici più piccole, grazie all’umidità del terreno. Le prospettive sono buone anche per i livelli di gradazioni, anche perchè i nostri vini per ragioni di mercato non richiedono troppo contenuto alcolico”. Infine una riflessione ineludibile, quella legata al cambiamento del clima: “Lo constatiamo ogni anno – annota il presidente della Cantina Valtidone – e a fronte di un’estate così torrida con oltre il 35 gradi giornalieri, si devono cambiare anche le regole degli orari della vendemmia, per rispettare le normative sul lavoro. E’ un fattore preoccupante e occorre pensare a soluzioni che siano rispettose della natura. Occorrerà pensare all’introduzione tra le viti dell’irrigazione a goccia come in altre colture, attraverso a impianti legati all’invaso del Molato da definire insieme al Consorzio di Bonifica. Così come sarà necessario rivedere anche la quota, come sta già accadendo in altri territori, di trapianto delle viti, spostandole anche sui 400 e 500 metri di altitudine”.











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