Macinare Cultura 2026: sabato 22 agosto il Mulino del Lentino protagonista in Alta Val Tidone

Nuovo appuntamento con MACINARE CULTURA 2026, la rassegna di teatro, musica, letteratura e performance live ospitate nelle magnifiche cornici dei mulini storici dell’Emilia-Romagna. Il prossimo appuntamento è in calendario sabato 22 agosto al Mulino del Lentino, in località Lentino di Nibbiano, nell’Alta Val Tidone, in provincia di Piacenza. Dalle ore 17, in collaborazione con Sentieri sonori dal Po all’Appennino, è in programma il concerto di musica popolare “Un mare d’oro”, un live che rispecchia il tema della giornata, dedicata alla trebbiatura del frumento e al lavoro agricolo.

I richiami al tempo passato non viaggeranno esclusivamente sulle note musicali: verrà predisposto un percorso a tema con tavole fotografiche 70×100 cm, per calare i visitatori nel tempo della mietitura e della convivialità antica. Ma, soprattutto, sarà dato spazio alla memoria orale, con testimonianze delle persone che hanno vissuto la trebbiatura sulle aie. Infine, collegandosi ai numerosi itinerari naturalistici legati al pellegrinaggio religioso che solcano questa parte degli Appennini, verrà posizionata una tavola in legno per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco e il decennale dell’enciclica di Papa Francesco Laudato Si’. A questa giornata seguirà una pubblicazione cartacea dedicata all’edizione 2026 di Macinare Cultura, con l’intento di conservare la memoria del lavoro agricolo legato al mulino e valorizzare il patrimonio immateriale del territorio. La pubblicazione contribuirà a preservare e trasmettere alle future generazioni un contributo fondamentale, volto a evidenziare il senso di appartenenza e l’identità della comunità locale di Alta Val Tidone. L’ingresso è libero. Per informazioni: faustoborghi03@gmail.com – 338 6486585.

MACINARE CULTURA 2026 è un’iniziativa con il contributo di Regione Emilia-Romagna, organizzata da Amici del Mulino Scodellino APS | AIAMAS – Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici Emilia-Romagna, in collaborazione con i Comuni dei mulini coinvolti, Molino Naldoni e Serma srl. I mulini ad acqua per secoli hanno rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per le comunità rurali. Un motore non solo economico, ma anche di tradizioni identitarie e cultura popolare. L’Emilia-Romagna in questo panorama non fa eccezione. L’avvento della modernità, dell’economia industriale e l’abbandono della collina in favore delle città hanno certamente dilavato questo patrimonio: molti mulini sono andati in rovina, altri sono stati semplicemente abbandonati, cessando la loro funzione primaria di molitura dei cereali. Oggi, fortunatamente, si segnano passi importanti in direzione contraria. Grazie a un progetto di Regione Emilia-Romagna, vengono censite e catalogate minuziosamente centinaia di queste meraviglie architettoniche.

Cristina Ambrosini, dirigente responsabile del Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna, coordina il progetto di recupero di questi preziosi lasciti della storia rurale. «Abbiamo svolto, in collaborazione con l’Istituto centrale per il Catalogo e la documentazione del Ministero della Cultura, un’attività di mappatura e catalogazione di più di 300 mulini nelle sole province di Bologna, Reggio Emilia e Modena e ora stiamo procedendo nelle restanti parti della regione. Parliamo di architetture rurali in maggior parte disabitate da tempo ma particolarmente interessanti perché testimoniano culture materiali e artigianali che si sono sviluppate e tramandate nei diversi territori della regione. Abbiamo all’attivo anche un accordo con l’Associazione Italiana Amici dei Mulini, che ci aiuta in questo processo». Il lavoro di catalogazione prevede sopralluoghi, ricognizioni a tappeto, una schedatura fotografica ricchissima e anche sorvoli con droni. Tutto ciò è stato pensato per poter leggere questi contesti nel paesaggio che li circonda e che li ha visti nascere. Le schede descrivono lo stato di conservazione, la funzionalità attuale e l’accessibilità di questi siti. Si forniscono inoltre cronologia, bibliografia specifica e mappatura geografica. Il tutto è consultabile sul catalogo PatER.

Oltre al Mulino del Lentino di Alta Val Tidone, protagonista dell’appuntamento piacentino del 22 agosto, il programma di MACINARE CULTURA 2026 coinvolge diversi mulini storici del territorio emiliano-romagnolo.

PARMA
Mulino Le Latte, Neviano degli Arduini

MODENA
Mulino delle Coveraie, loc. Maserno di Montese
Antico Mulino su Dolo, Macognano

BOLOGNA
Mulino della Madonna, Castel del Rio
Mulino delle Fosse di Sotto
Antico Mulino della Rocca di Rocca Pitigliana, Gaggio Montano
Mulino di Chicon Guccini a Pavana di Sambuca Pistoiese
Mulino della Grolla, Valsamoggia
Mulino Mazzone, loc. Piamaggio di Monghidoro

RAVENNA
Mulino Benini, Santo Stefano di Ravenna
Mulino Calcagnini, Fusignano
Molino Scodellino, Castel Bolognese

FORLÌ-CESENA
Mulino Biondi, Castel dell’Alpe di Premilcuore
Mulino Mengozzi, Fiumicello di Premilcuore

RIMINI E REPUBBLICA DI SAN MARINO
Mulino della Polvere, Novafeltria
Mulino Sapignoli, Poggio Berni di Poggio Torriana
Mulini di Canepa, Canepa, Repubblica di San Marino

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