Riforma tiro a segno, Burgio (FN) “Piacenza non può perdere un presidio storico di legalità”

Il Comitato Futuro Nazionale 171 di Piacenza interviene nel dibattito sulla riforma dell’Unione Italiana Tiro a Segno, esprimendo preoccupazione per le possibili ricadute sul poligono cittadino e rilanciando le osservazioni già formulate da Massimo Polledri, delegato del Comitato 1436. Loris Burgio, referente del Comitato 171, sottolinea come la riforma debba essere valutata non solo sotto il profilo amministrativo, ma anche per gli effetti concreti che potrebbe produrre sulle realtà territoriali che da anni svolgono un ruolo di servizio pubblico, formazione e sicurezza. Di seguito la nota:

“Come referente del Comitato di Futuro Nazionale 171 (primo comitato a Piacenza) vorremmo fare eco al precedente intervento dell’On. Massimo Polledri, delegato del Comitato 1436, nel condividerne il contenuto vorremmo precisare l’impatto e la ricaduta che tale riforma legislativa avrebbe sul nostro poligono cittadino. La riforma dell’Unione Italiana Tiro a Segno impone una riflessione che va ben oltre il mero riordino amministrativo. Piacenza è da sempre una città profondamente legata alle Forze Armate, alle Istituzioni dello Stato e alla cultura della responsabilità. In questo contesto il Tiro a Segno Nazionale non costituisce soltanto un impianto sportivo, ma un presidio di legalità, formazione e sicurezza, nel quale ogni anno trovano preparazione cittadini, appartenenti alle Forze dell’Ordine, operatori della sicurezza privata e tiratori sportivi, senza dimenticare che con la FISPeS (fed it sport paralimpici e speromentali), molti iscritti al CIP (com it paralimpico) hanno avuto la possibilità di allenarsi e sperimentare l’attività agonistica con le linee di aria compressa. Proprio per questo motivo riteniamo che ogni processo di riorganizzazione debba essere costruito partendo dall’ascolto dei territori e non esclusivamente da esigenze di centralizzazione amministrativa.

Futuro Nazionale non è contrario alle riforme, anzi, riteniamo che ogni istituzione debba evolversi per rispondere alle nuove esigenze del Paese. Tuttavia una riforma è davvero efficace soltanto quando valorizza le competenze esistenti, preserva le eccellenze locali e rafforza il rapporto tra lo Stato e le comunità. Le Sezioni territoriali del Tiro a Segno hanno costruito negli anni un patrimonio di professionalità, volontariato, esperienza e credibilità che non può essere disperso né ridimensionato senza un serio confronto con chi quotidianamente garantisce il funzionamento di queste strutture. Centralizzare il servizio a mezzo dell’Unione Tiro a Segno Nazionale, non significa necessariamente governare meglio. Lo Stato dimostra la propria forza quando riconosce il valore dei corpi intermedi, delle associazioni storiche e delle realtà territoriali che operano con competenza e spirito di servizio.

Per questo Futuro Nazionale a mezzo del Comitato 171 Piacenza, auspica che il percorso di riforma sia accompagnato da un confronto con le Sezioni del Tiro a Segno Nazionale e con tutti gli operatori del settore, affinché possano essere valutati gli effetti concreti che le nuove disposizioni avranno sull’organizzazione, sulla sostenibilità economica e sull’attività istituzionale svolta quotidianamente. Rivolgo infine un appello alle istituzioni locali, ai parlamentari del territorio e ai rappresentanti del mondo associativo affinché venga garantita la tutela del Poligono di Piacenza quale patrimonio della nostra comunità. Difendere il Poligono di Piacenza non significa difendere un interesse particolare. Significa difendere una storia, una funzione pubblica e un presidio di legalità che appartiene a tutti i piacentini”.

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