Soldi sul conto corrente, Piacenza è la terza più “ricca” in Italia con 26mila e 800 euro pro capite

E’ Bolzano la provincia più “ricca” in termini di soldi depositati in banca con oltre 30mila euro per ciascun abitante, seguita da Milano (27.900 euro a residente) e Piacenza, che con in media 26mila 800 euro custoditi sul conto corrente è terza in Italia. La “maglia nera” spetta a Crotone, dove la cifra scende a 9.600 euro pro capite, invece in Lombardia è concentrato il 20% di tutta la ricchezza depositata nelle banche italiane. Sono i numeri diffusi da Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari) che in uno studio ha analizzato l’andamento dei conti correnti in Italia sulla base delle somme che le famiglie italiane hanno a disposizione per i prelievi e i pagamenti periodici (ad esclusione delle forme di liquidità remunerata o vincolata).

Alla data del 31 maggio 2026 le famiglie consumatrici conservano in banca un totale di 1.163 miliardi di euro, ma le differenze sul territorio sono fortissime. La Lombardia, con depositi per quasi 239 miliardi di euro, detiene il 20% di tutta la ricchezza depositata sui conti correnti italiani, seguita ad enorme distanza da Lazio (122 miliardi) e Veneto (105 miliardi). Chiude la classifica la Valle d’Aosta con circa 2,8 miliardi. Lo studio Adusbef permette di individuare la provincia più “ricca” in termini di soldi depositati in banca: Bolzano, con una media di quasi 30.400 euro pro-capite. A seguire c’è Milano (27.900 euro a residente), Piacenza (26.800 euro), Sondrio (26.000) e Belluno (25.650). La provincia con i conti correnti più bassi è Crotone, con una media di 9.679 euro a residente, seguita da Sassari (9.741 euro) e Nuoro (10.600 euro circa).

In termini nominali il valore dei depositi sui conti correnti è cresciuto del +28,3% in 10 anni, passando dai circa 906 miliardi di maggio 2026 agli attuali 1.163 miliardi, ma nello stesso periodo l’inflazione complessiva è risultata pari al 23,6%: al netto di tale componente, l’aumento della “ricchezza” si ferma al +4,7%. Il Trentino Alto Adige segna l’incremento nominale più elevato, pari al +43,2% tra il 2016 e il 2026, seguita da Sardegna (+42,7%) e Friuli Venezia Giulia (+39,7%). Fanalino di coda Marche (+10,6%) e Liguria (+14,5%).

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