Stop al monouso e agli sprechi: come accedere ai 400mila euro per aumentare la differenziata
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Ammontano a 400mila euro i fondi stanziati dal Comune di Piacenza per incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti tra le attività economiche non domestiche. L’annuncio era stato dato dall’assessore al bilancio Gianluca Ceccarelli nel corso di un consiglio comunale di metà luglio dedicato al nuovo sistema di tariffazione puntuale. Ora la giunta comunale ha licenziato il bando con i criteri per l’erogazione e le categorie commerciali beneficiarie di tali fondi ricavati dall’avanzo disponibile delle casse di Palazzo Mercanti. Come era stato precisato in sede di presentazione, si tratta di un provvedimento adottato in via sperimentale e una tantum, per favorire interventi e comportamenti virtuosi orientati alla prevenzione e alla riduzione del rifiuto indifferenziato. L’entità dello stanziamento è stata definita tenendo conto della platea di attività, con superficie inferiore a 250 metri quadrati, pari a circa 2mila e 500 utenze sul territorio comunale.
Con il bando il Comune di Piacenza intende sostenere – si legge – le piccole e medie attività non domestiche – quali utenze soggette alla Tariffa Corrispettiva Puntuale che intraprendano misure concrete e documentate finalizzate a: ridurre la produzione di rifiuto indifferenziato; implementare o migliorare la propria gestione della raccolta differenziata; favorire il riutilizzo, la riduzione degli sprechi alimentari e l’adozione di pratiche sostenibili nell’esercizio dell’attività. L’incentivo è determinato sulla base della superficie dell’unità locale e della categoria di appartenenza (alimentare/deperibile o non alimentare): erogazione a fondo perduto calcolata moltiplicando la superficie dell’unità locale per un valore fisso al metro quadro, differenziato per macro-categorie (per attività alimentari/deperibili: € 4,00/m² sotto i 100 m² e € 3,25/m² tra 100 e 250 m²; per attività non alimentari: € 1,25/m² sotto i 100 m² e € 1,00/m² tra 100 e 250 m²).
Chi sono i beneficiari – Possono beneficiare dell’incentivo i titolari di attività economiche correttamente registrate come utenze non domestiche ai fini della tariffa puntuale a corrispettivo per il servizio rifiuti, aventi sede operativa nel territorio comunale di Piacenza.
Le risorse stanziate per il finanziamento del bando per l’annualità 2026 ammontano complessivamente a 400mila euro erogati a fondo perduto. Le domande verranno accolte fino ad esaurimento delle risorse disponibili, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione e delle condizioni di ammissibilità di cui ai successivi articoli.
Gli interventi ammissibili per tutte le categorie (alimentare e non alimentare) sono i seguenti:
– Installazione contenitori per raccolta differenziata: acquisto e posizionamento di contenitori per la raccolta differenziata ad uso degli esercenti o
della clientela, corredati di apposita cartellonistica informativa con l’indicazione corretta delle frazioni da conferire in ciascun contenitore.
– Contenitori e cartellonistica per strutture ricettive: installazione, all’interno delle camere e negli spazi comuni di strutture alberghiere, di contenitori differenziati per le varie frazioni di rifiuto, accompagnati da cartellonistica multilingue in posizione visibile.
– Formazione del personale e allestimento postazioni differenziate: realizzazione di un corso di formazione specifica per i dipendenti in materia di raccolta differenziata e acquisto dei contenitori necessari all’allestimento delle postazioni di conferimento interno.
– Acquisto compostiera non domestica: acquisto e installazione di compostiera ad uso non domestico per il trattamento in loco della frazione organica, con conseguente riduzione del rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento.
– Installazione asciugatori elettrici: sostituzione dei distributori di carta asciugamani con asciugatori elettrici ad aria, al fine di eliminare la produzione di rifiuti da carta nelle aree servizi.
– Sistemi di insacchettamento intelligenti: sostituzione di cestini tradizionali con sistemi a insacchettamento continuo per ottimizzare gli spazi, ridurre i tempi di cambio sacco e migliorare l’igiene.
Interventi ammissibili per le sole categorie alimentari/deperibili:
– Eliminazione prodotti monouso: sostituzione di stoviglie, posate, tovaglioli e tovaglie monouso con equivalenti riutilizzabili nello svolgimento dell’attività di somministrazione.
– Campagna di sensibilizzazione della clientela tramite menù: inserimento nel menù aziendale di uno o più dei seguenti elementi informativi: (a) box descrittivo delle buone pratiche adottate dall’esercizio per la riduzione dei rifiuti (acqua alla spina, no monouso, stoviglie riutilizzabili, ecc.); (b) comunicazione sulla disponibilità del pane solo su richiesta per evitare sprechi; (c) adesivo o messaggio che informa della disponibilità della “doggy bag”. È ammessa altresì la pubblicazione di una pagina dedicata sul sito web o sui canali social dell’esercizio.
– Acquisto e installazione di depuratore d’acqua: installazione di un sistema di depurazione e distribuzione di acqua alla spina per eliminare l’utilizzo di bottigliette e bicchieri monouso.
– Stoviglie e contenitori riutilizzabili per asporto: acquisto di contenitori o stoviglie riutilizzabili “a rendere” da mettere a disposizione della clientela per il servizio di somministrazione da asporto.
– Iscrizione a piattaforme anti spreco: adesione documentata ad almenouna piattaforma digitale di condivisione alimentare per la riduzione delle eccedenze (es. Siticibo/Banco Alimentare, Too Good To Go, Last Minute Market, Bring The Food, Regusto o equivalenti riconosciuti a livello nazionale o europeo).








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