Tra natura, storia e leggenda: a Rivergaro un viaggio tra le “magie della Valtrebbia”
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Una sala piena, un pubblico numeroso e attento e un viaggio lungo il fiume Trebbia, tra natura, storia e leggenda. Si è aperto così, alla Casa del Popolo di Rivergaro, il ciclo di incontri con gli autori organizzato nell’ambito di “Magie della Val Trebbia”, la mostra fotografica realizzata dal Centro di Lettura di Rivergaro. Il primo appuntamento, dal titolo “Un viaggio in Val Trebbia, tra natura, storia e leggenda”, ha visto protagonista Laura Badiini, creatrice del progetto di narrazione territoriale La Valle delle Favole, che ha guidato i presenti attraverso alcune delle storie raccolte in dieci anni di attività lungo la valle.
La serata si è aperta con i saluti istituzionali di Andrea Gatti, Sindaco di Rivergaro, e con l’intervento di Matteo Campora, Consigliere regionale della Regione Liguria, che ha dedicato il proprio contributo alla cosiddetta “Regione Trebbia”: l’idea di una valle che supera i confini amministrativi e che individua nel fiume uno dei suoi principali elementi di unione. Il racconto è partito idealmente dal Monte Prelà, dove nasce il Trebbia, per scendere lungo la valle. Dall’avventura di Sophie Blanchard, prima donna aeronauta professionista della storia, giunta quasi per caso a Montebruno con la sua mongolfiera, si è passati a Fontanigorda e alla storia di Stefania, alle miniere di Rovegno, a Fontanarossa e al Giro del Postino, tra i piccoli borghi della Val Boreca. E poi ancora Lisore, con la storia di Marino, Aglio, Bobbio con le sue acque termali, Travo e l’antico Tempio della Dea Minerva, fino a Rivergaro e a Gossolengo, con la vicenda del celebre Fegato etrusco.

Più che una guida turistica, la serata ha proposto un racconto costruito attraverso le persone, i documenti, le testimonianze e le leggende incontrate nel tempo. Un approccio che ha coinvolto anche il pubblico: dalla sala sono arrivati ricordi, precisazioni e piccoli frammenti di storia che si sono aggiunti alla narrazione, a conferma di come questo tipo di progetto sappia far nascere nuove storie dalle storie stesse. Un contributo è arrivato anche da Maria Zaga, madre di Laura Badiini, da anni al fianco del progetto e appassionata di edifici religiosi, che partecipa anch’essa alla mostra. Nel corso della serata ha raccontato le Cascate del Perino e ha voluto porre l’attenzione su quattro piccole chiese della valle oggi in condizioni difficili e a rischio di scomparire: edifici che rappresentano parte della memoria dei luoghi in cui sorgono.

La mostra “Magie della Val Trebbia” resterà aperta alla Casa del Popolo di Rivergaro fino al 6 settembre. Nelle prossime settimane il ciclo proseguirà con gli incontri dedicati agli altri autori dell’esposizione.






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