Via alla stagione dei funghi, attenzione alle regole e ai controlli: non più di tre kg a testa
E’ ufficialmente partita la stagione della raccolta dei funghi in provincia di Piacenza. Le prime precipitazioni abbondanti in quota e l’allentarsi della morsa del caldo hanno favorito la comparsa dei porcini e delle altre tipologie commestibili e apprezzate dai cercatori nei boschi delle nostre montagne. I primi ingenti “bottini” al rientro dalle lunghe scampagnate iniziate al far del giorno sono stati segnalati in particolare in alta Val Nure e in Val d’Aveto. Per tanti piacentini la raccolta dei funghi è una sorta di rito stagionale, talvolta una competizione a suon di fotografie degli esemplari trovati: pronti per essere utilizzati in cucina, freschi o sottoposti a essiccazione, o in alcuni casi venduti a ristoranti o altri operatori commerciali.
LE REGOLE – Naturalmente ogni buon fungaiolo è consapevole delle regole che devono essere rispettate e dei rischi da non correre. Per questo è utile, in avvio di stagione, compiere un ripasso. Come spiega la Regione Emilia Romagna, per la raccolta dei funghi spontanei occorre un tesserino che può avere validità giornaliera, settimanale, mensile o semestrale, utilizzabile nel territorio in esso indicato. I tesserini sono in vendita presso gli esercizi pubblici convenzionati e, a seconda del territorio di competenza, presso le sedi dei Comuni o delle loro Unioni e degli Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità (sono le sopra citate amministrazioni pubbliche che stabiliscono il costo dei tesserini). Il tesserino, accompagnato da un documento di identità, deve essere esibito su richiesta del personale di vigilanza. La raccolta è consentita nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica nelle ore diurne, da un’ora prima della levata del sole a un’ora dopo il tramonto. L’attività può essere esercitata esclusivamente nei boschi e nei terreni non coltivati, sempre che apposite tabelle non ne segnalino il divieto.
NON PIU’ DI TRE CHILI A PERSONA – Ogni persona può raccogliere fino a 3 kg di funghi al giorno di cui non più di 1 kg di Ovuli buoni (Amanita caesarea) e 1 kg di Prugnoli (Calocybe gambosa). Regole particolari sono stabilite per i residenti nelle zone montane e per i proprietari dei terreni. La raccolta va effettuata con movimento rotatorio evitando di strappare dal terreno i funghi e, con essi, parte del micelio sotterraneo. È vietato utilizzare rastrelli, uncini o altri strumenti che possano danneggiare lo strato umifero del terreno. I funghi raccolti vanno puliti sommariamente sul posto e conservati in appositi contenitori rigidi ed aerati, in modo da evitare fenomeni di compressione e fermentazione e per consentire un ulteriore spargimento delle spore. Va quindi assolutamente evitato l’utilizzo di buste di plastica, carta e simili.
I FUNGHI “VIETATI” – È vietata la raccolta di Ovuli buoni (Amanita caesarea) allo stato di ovulo chiuso, di esemplari di Porcini (Boletus edulis, B. pinicola, B. aereus, B. reticulatus) con un cappello di diametro inferiore a 3 cm e di Prugnolo (Calocybe gambosa) e Galletto (Cantharellus cibarius) con cappello di diametro inferiore a 2 cm. È inoltre vietato il danneggiamento intenzionale dei funghi di qualsiasi specie, che non vanno mai staccati per poi essere abbandonati sul terreno; a carico dei trasgressori sono previste sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, è previsto il ritiro del tesserino. Ricordiamo che tutti i funghi, anche quelli non commestibili, svolgono importanti funzioni negli equilibri della natura. LEGGI SUL SITO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA
Fondamentale è far controllare i funghi, soprattutto in caso di incertezza sull’effettiva commestibilità degli esemplari raccolti. Per questo presso l’azienda sanitaria locale è attivo l’Ispettorato Micologico . L’accesso all’ispettorato micologico è gratuito ed è consentito, negli orari e modi stabiliti, ai raccoglitori per la determinazione delle specie fungine raccolte (esame della commestibilità). A seguito dell’esame di commestibilità viene rilasciata all’utente copia di certificato di visita, debitamente sottoscritto dallo stesso.
È importante che i funghi sottoposti a visita siano:
– presentati in contenitori rigidi ed areati (cestini od analoghi o contenitori)
– freschi, non congelati o scongelati, non essiccati, non diversamente conservati
– interi, non recisi o tagliati, non spezzettati, non lavati, o comunque privi di parti essenziali al riconoscimento
– sani e in buono stato di conservazione (non parassitati, non ammuffiti, non fermentati, non fradici, non eccessivamente maturi)
– puliti da terriccio, foglie e/o altri corpi estranei
– provenienti da aree non sospette di esposizione a fonti di inquinamento chimico o microbiologico (ad es: vicinanza a strade ad intenso traffico, stabilimenti industriali, inceneritori, frutteti e/o colture trattate con antiparassitari, parchi cittadini).
All’esame di commestibilità deve essere sottoposto l’intero quantitativo raccolto
Avvertenze sul consumo del funghi
I funghi devono essere conservati in luogo fresco ed in contenitori rigidi e aerati. Il consumo e le operazioni di conservazione dovranno avvenire nel più breve tempo possibile con l’osservanza delle regole generali di seguito riportate e delle eventuali modalità di utilizzo impartite a seguito dell’esame micologico.
Il consumo dei funghi è comunque sconsigliato nei seguenti casi:
– in cui non sia stata identificata con certezza la specie, in grandi quantità e in pasti ravvicinati
– ai bambini, alle persone anziane e alle donne in gravidanza o in allattamento
– alle persone con intolleranza a particolari alimenti, a farmaci o che soffrono abitualmente di disturbi a fegato, intestino, pancreas, senza consenso del medico
– crudi o non adeguatamente cotti. La maggior parte dei funghi considerati commestibili provocano disturbi o avvelenamenti se consumati crudi o poco cotti.
In caso di insorgenza di disturbi dopo il consumo dei funghi:
– recarsi immediatamente all’ospedale al primo sospetto o ai primi sintomi di malessere
– tenere a disposizione eventuali avanzi del pasto o dei funghi consumati
– fornire le indicazioni utili per l’identificazione delle specie fungine consumate e del loro luogo di raccolta.
Si ricorda infine che: non esistono metodi, ricette, oggetti, ortaggi, metalli od altro in grado di indicare la tossicità del fungo. L’unico metodo sicuro per stabilire la commestibilità è quello di classificarlo, sulla base delle sue caratteristiche, come appartenente a specie di comprovata commestibilità. L’Ispettorato micologico ha il compito di determinare i funghi e fornire indicazioni sulle caratteristiche delle specie più ricercate sul nostro territorio, focalizzandosi sulle differenze e le somiglianze con specie velenose potenzialmente confondibili con funghi commestibili. Negli orari di apertura al pubblico, resta quindi a disposizione di tutti i raccoglitori per certificare gratuitamente i funghi raccolti, fornire indicazioni sul corretto utilizzo alimentare delle varie specie e sulle modalità di conservazione più adatte.
Accesso straordinario
Con prenotazione telefonica al numero 348.3111720, è possibile un accesso straordinario agli ambulatori, oltre agli orari e al periodo sopra indicati, sia per l’ambito della raccolta privata sia per il commercio e la somministrazione
Commercio e somministrazione (certificazioni)
Per quanto riguarda il commercio e somministrazione in pubblico esercizio, i funghi spontanei devono essere certificati. L’Ispettorato micologico è a disposizione per il controllo e certificazione gratuita dei funghi destinati alla vendita o alla somministrazione, negli orari e secondo le modalità sopra indicate

