“Villa Verdi, sbloccati 6,5 milioni: altro passo decisivo verso il recupero”

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«L’assenso del Ministero dell’Economia e delle Finanze al decreto del Ministero della Cultura che destina 6,5 milioni di euro al completo restauro e alla valorizzazione di Villa Verdi rappresenta un nuovo e importante traguardo nel percorso di recupero della dimora del Maestro a Sant’Agata di Villanova sull’Arda». Lo dichiara il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, il piacentino Tommaso Foti, commentando il parere favorevole espresso dal MEF sul provvedimento del Ministero della Cultura. Le risorse sono inserite nel Programma Grandi Progetti Beni Culturali 2025-2027 e sono destinate agli interventi necessari per restituire piena fruibilità e valorizzazione alla storica residenza verdiana. «È una notizia che accolgo con particolare soddisfazione – prosegue Foti – perché il futuro di Villa Verdi è un obiettivo per il quale mi sono speso con continuità, prima nel mio ruolo di Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati e successivamente come Ministro. Parliamo di un bene che non appartiene soltanto al territorio piacentino o emiliano, ma alla storia culturale e musicale dell’Italia e del mondo. Giuseppe Verdi rappresenta una parte essenziale della nostra identità nazionale e la sua casa deve tornare ad essere custodita, valorizzata e resa pienamente accessibile».

Lo Stato – ricorda il Ministro – aveva acquisito Villa Verdi alla fine del 2024, con l’immissione in possesso avvenuta nel febbraio 2025. Il programma di recupero prevede, tra gli interventi principali, il consolidamento edilizio e strutturale del complesso, l’ammodernamento degli impianti e dei sistemi di controllo microclimatico, il restauro degli arredi e dei beni storici appartenuti a Giuseppe Verdi e il recupero del parco storico e del giardino romantico. «Dopo l’acquisizione pubblica del bene e lo stanziamento delle risorse da parte del Ministero della Cultura, il parere favorevole del MEF costituisce un ulteriore passaggio sostanziale. Ora occorre che l’iter amministrativo continui senza rallentamenti sino al completamento degli adempimenti ancora necessari e all’avvio concreto degli interventi». «Continuerò quindi a seguire personalmente e con la massima attenzione l’evoluzione della procedura, come ho fatto fino ad oggi, affinché ogni passaggio possa essere compiuto con la necessaria rapidità. Il risultato raggiunto è importante, ma l’obiettivo finale resta uno solo: vedere Villa Verdi restaurata, valorizzata e finalmente restituita alla piena fruizione dei cittadini, degli studiosi e degli appassionati provenienti da tutto il mondo», conclude il Ministro Foti.

Murelli (Lega) “Dopo acquisizione risorse concrete per oltre 7,9 milioni” – «Su Villa Verdi è necessario fare chiarezza e ricostruire correttamente quanto è stato fatto negli ultimi anni e non lasciare a ricostruzioni di giornale, social o interviste tv informazioni non corrette o incomplete. Dopo una vicenda lunga e complessa, oggi la Villa è finalmente un bene pubblico e il Ministero della Cultura ha stanziato, nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti Beni culturali – Programmazione 2025-2027, altri 6,5 milioni di euro per il suo recupero e la sua valorizzazione, insieme agli itinerari verdiani. Adesso l’obiettivo deve essere accelerare le procedure e trasformare queste risorse in cantieri». Lo dichiara la senatrice piacentina della Lega Elena Murelli, dopo aver ricostruito nella giornata di ieri l’intera vicenda insieme alla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che ha approfondito direttamente il dossier con il Ministero della Cultura.

«Partiamo dai fatti – spiega Murelli – perché in questi giorni sono tornate a circolare ricostruzioni che rischiano di creare confusione. Il vecchio fondo a cui si continua a fare riferimento non è un fondo nella disponibilità del Ministero della Cultura per Villa Verdi. Si tratta invece di risorse della Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e ora alla diretta dipendenza del Ministro per lo Sport e i Giovani, relative al bicentenario verdiano e rimaste inutilizzate. Non si tratta quindi di somme che oggi giacciono al Ministero della Cultura in attesa di essere spese per il restauro della Villa». Nel frattempo – precisa Murelli – è infatti radicalmente cambiata la situazione giuridica e patrimoniale del complesso verdiano. «Per anni lo Stato non poteva intervenire sulla Villa come può fare oggi perché si trattava di un bene privato. Dopo la complessa vicenda relativa agli eredi, il Ministero della Cultura ha acquisito nel 2021 l’archivio verdiano per circa 4,3 milioni di euro e, nel 2024, Villa Verdi con il giardino per circa 7,7 milioni di euro. Parliamo quindi di circa 12 milioni di euro investiti dallo Stato per rendere pubblico e tutelare definitivamente questo straordinario patrimonio. Un passaggio fondamentale, perché soltanto con l’acquisizione lo Stato ha potuto programmare e realizzare direttamente gli interventi necessari».

Un lavoro che è già iniziato anche sull’archivio del Maestro. «Dal 2021 a oggi – sottolinea Murelli – il Ministero della Cultura ha investito 674.500 euro per la messa in sicurezza, il restauro, il riordinamento, l’inventariazione e la digitalizzazione dell’archivio verdiano. La documentazione, oggi conservata presso l’Archivio di Stato di Parma, è stata restaurata; una parte, tra cui gli Abbozzi, è già stata digitalizzata, mentre prosegue la digitalizzazione della restante documentazione archivistica». L’acquisizione della Villa e del giardino ha inoltre consentito al Ministero di intervenire direttamente sull’immobile: «Nel 2025, attraverso il Fondo per i Lavori pubblici, sono stati destinati 375 mila euro agli interventi urgenti di recupero, in particolare alla sistemazione del tetto e alla protezione dell’edificio dalle infiltrazioni. Lavori che sono già stati conclusi. A questi si aggiungono, sullo stesso Fondo per il 2026, altri 400 mila euro, destinati al restauro dei beni mobili, degli arredi e dei cimeli verdiani». «Si tratta di interventi indispensabili – prosegue la senatrice – perché Villa Verdi non è soltanto un edificio. Il suo valore straordinario risiede anche negli ambienti, negli arredi, negli oggetti personali e nelle testimonianze della vita e dell’opera del Maestro che custodisce. Tutto questo patrimonio deve essere preservato e restituito al pubblico».

A questo percorso si aggiunge ora l’investimento più consistente: 6,5 milioni di euro nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti Beni culturali 2025-2027, destinati alla salvaguardia, al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione di Villa Verdi e degli itinerari verdiani. «I numeri consentono di capire la dimensione dell’impegno pubblico: circa 12 milioni di euro per acquisire al patrimonio dello Stato la Villa, il giardino e l’archivio; 674.500 euro investiti sull’archivio; 375 mila euro per gli interventi urgenti sull’immobile; 400 mila euro per il restauro dei beni mobili e dei cimeli; e ora altri 6,5 milioni di euro per il grande progetto di recupero e valorizzazione. Non siamo quindi davanti a un patrimonio dimenticato dallo Stato, ma a un percorso che, dopo aver risolto una situazione proprietaria estremamente complessa, sta entrando nella fase decisiva».

Murelli sottolinea anche la necessità di costruire attorno alla Villa un progetto più ampio: «L’obiettivo non può essere soltanto restaurare l’edificio. Villa Verdi deve tornare a vivere e diventare il cuore di un vero sistema degli itinerari verdiani, collegato agli altri luoghi del Maestro e capace di generare cultura, turismo e sviluppo per Piacenza, Parma e per tutto il territorio verdiano». «Comprendo l’impazienza di chi, come il maestro Luca Salsi, ama profondamente Verdi e chiede di vedere finalmente riaperti quei cancelli. È un obiettivo che condividiamo. Proprio per questo è però importante distinguere le legittime sollecitazioni dalle ricostruzioni che rischiano di confondere fondi, competenze e momenti storici differenti». «Con la sottosegretaria Borgonzoni – conclude Murelli -continueremo a seguire da vicino ogni passaggio con il Ministero della Cultura. Dopo l’acquisizione pubblica e gli interventi urgenti già realizzati, ora abbiamo davanti il finanziamento da 6,5 milioni che deve consentire di compiere il salto di qualità. La priorità è accelerare: trasformare le risorse stanziate in lavori, completare il recupero, riaprire i cancelli e restituire la casa di Giuseppe Verdi ai cittadini, al territorio e agli appassionati di tutto il mondo».

Tagliaferri (FdI) “Quattro anni di lavoro: dal rischio dell’asta ai 6,5 milioni per il restauro” – Sul tema interviene con una nota anche il consigliere regionale piacentino di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri: “Il via libera del Ministero dell’Economia e delle Finanze al decreto del Ministero della Cultura che rende disponibili 6,5 milioni di euro per il restauro e la valorizzazione di Villa Verdi rappresenta molto più di un semplice passaggio amministrativo. È il punto di arrivo di un percorso lungo, complesso e tutt’altro che scontato, iniziato quando il futuro della dimora di Giuseppe Verdi appariva incerto e il rischio che uno dei luoghi simbolo della cultura italiana andasse definitivamente perduto era purtroppo concreto. Ritengo sia giusto, oggi che finalmente si raccolgono i frutti di quel lavoro, ricostruire con obiettività ciò che è accaduto in questi anni. La memoria istituzionale è importante quanto gli investimenti economici, perché consente di distinguere chi ha lavorato concretamente da chi è arrivato soltanto nelle fasi finali della vicenda”.

“Già nel dicembre 2022, quando Villa Verdi rischiava di finire all’asta, sostenni con convinzione l’intervento del Governo Meloni, ringraziando il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i Ministri competenti e l’allora Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, Tommaso Foti, per avere individuato una soluzione capace di salvaguardare un patrimonio che appartiene non soltanto al territorio piacentino, ma all’intera Nazione. Qualche mese più tardi, nel 2023, intervenni nuovamente denunciando come fosse incomprensibile parlare del Festival Verdi senza un reale coinvolgimento del territorio piacentino, proprio mentre il Ministero della Cultura promuoveva iniziative per sostenere il recupero di Villa Verdi. Sostenni allora, come continuo a sostenere oggi, che Piacenza non potesse essere considerata una semplice periferia del sistema culturale verdiano, ma dovesse diventarne uno dei protagonisti. Nel maggio del 2024 salutai con soddisfazione l’avvio della procedura di esproprio, definendola il primo passo concreto verso la restituzione di Villa Verdi alla collettività. Anche allora qualcuno parlava di annunci. Oggi sappiamo che quegli annunci erano, in realtà, l’inizio di un percorso amministrativo preciso, che ha portato prima all’acquisizione pubblica dell’immobile e oggi allo stanziamento delle risorse necessarie per il suo recupero”.

“In questo percorso il ruolo del Ministero della Cultura è stato determinante. Il Ministro Alessandro Giuli ha più volte ribadito che Villa Verdi rappresenta un patrimonio identitario della cultura italiana e che il suo recupero dovrà inserirsi all’interno di una più ampia valorizzazione dei luoghi verdiani, trasformando Sant’Agata in uno dei poli culturali di riferimento del nostro Paese. È una visione che condivido pienamente, perché supera la logica del singolo intervento edilizio e guarda alla costruzione di un sistema culturale capace di generare turismo, ricerca, formazione musicale e sviluppo economico. Allo stesso modo desidero sottolineare il costante impegno del Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, che ha seguito questa vicenda fin dalle sue fasi iniziali e che, in occasione della visita istituzionale a Villa Verdi insieme al Ministro Giuli, ha ricordato come l’acquisizione della dimora del Maestro costituisca un traguardo storico raggiunto grazie al lavoro dello Stato e destinato a restituire definitivamente agli italiani uno dei luoghi più rappresentativi della nostra identità culturale”.

“Su Villa Verdi ho sempre cercato di mantenere una posizione coerente. Ho criticato quando ritenevo che mancassero scelte concrete, ma ho anche riconosciuto ogni passo avanti compiuto dalle istituzioni nazionali. Non ho mai considerato questa vicenda terreno di propaganda, perché sarebbe offensivo nei confronti della figura di Giuseppe Verdi. Al contrario, ho sempre sostenuto che fosse necessario costruire un progetto condiviso, stabile e di lungo periodo. Per questo motivo oggi non sento il bisogno di rivendicare primogeniture o alimentare polemiche. I fatti parlano da soli. In meno di quattro anni siamo passati dal rischio di vedere disperso un patrimonio culturale unico all’acquisizione pubblica della Villa, alla definizione di un progetto di recupero, fino allo stanziamento delle risorse economiche indispensabili per restituirla ai cittadini. La sfida che abbiamo davanti non riguarda soltanto il restauro degli edifici. Riguarda il futuro culturale di un intero territorio. Villa Verdi dovrà diventare il cuore di una rete capace di collegare Sant’Agata, Busseto, Roncole Verdi e gli altri luoghi verdiani, valorizzando un patrimonio unico al mondo attraverso una programmazione culturale permanente, la collaborazione con le istituzioni musicali, il coinvolgimento delle università, delle fondazioni e del sistema turistico. È questa la prospettiva che può trasformare un investimento pubblico in una grande occasione di crescita economica e culturale per Piacenza, per l’Emilia-Romagna e per l’Italia”.

“L’ultimo passaggio previsto, quello della Conferenza Stato-Regioni, dovrà essere affrontato con il massimo senso di responsabilità affinché i lavori possano iniziare nel più breve tempo possibile. Dopo anni di attesa, cittadini, studiosi, musicisti e appassionati di tutto il mondo meritano di vedere finalmente rinascere uno dei luoghi più significativi della storia musicale internazionale. Villa Verdi ci insegna che il patrimonio culturale non si tutela con gli slogan né con le passerelle dell’ultima ora. Si tutela con scelte coraggiose, con atti amministrativi seri, con risorse economiche adeguate e con una visione che sappia guardare oltre il consenso immediato. Oggi possiamo dire che quella visione ha trovato una concreta traduzione nei fatti. Adesso il compito di tutti è accompagnare fino in fondo questo percorso, affinché la casa del Maestro Giuseppe Verdi torni ad essere non soltanto un luogo della memoria, ma un simbolo vivo della cultura italiana nel mondo”.

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