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Difesa non violenta, raggiunte le 50mila firme per la proposta di legge

A pochi giorni dalla chiusura della raccolta firme, la campagna “Un’altra difesa è possibile” ha raggiunto e superato l’obiettivo delle 50mila firme necessarie per presentare al Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta. Ora bisogna proseguire nella raccolta e puntare al maggior numero possibile di firme e per questo invitiamo a firmare fino alla mezzanotte del 18 settembre. Lo comunica in una nota Europe for Peace Piacenza.

“In questi mesi – scrivono – la campagna ha fatto quello che sembrava più difficile: portare nel dibattito pubblico una proposta concreta e percorribile in alternativa al riarmo. Mentre l’Europa spinge sulla spesa militare e i venti di guerra si moltiplicano, “Un’altra difesa è possibile” ha dimostrato che si può parlare di sicurezza in un altro modo: attraverso la prevenzione dei conflitti, la mediazione, la diplomazia dal basso e la cooperazione. E dando così piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione.
La mobilitazione delle reti promotrici (Rete Italiana Pace e Disarmo, Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile /CNESC e Sbilanciamoci!) con tutte le loro organizzazioni aderenti e insieme alle tante adesioni di testimonial del mondo della cultura, dell’informazione, della politica e del terzo settore, è riuscita a squarciare il velo di militarizzazione che ha dominato il racconto di questi mesi. Chi guadagna dal bellicismo teme queste proposte, perché se conosciute troverebbero ampio consenso”.

“La proposta prevede l’istituzione di un Dipartimento che metta a sistema strumenti già esistenti nell’ordinamento (Servizio Civile universale, Protezione Civile e Corpi Civili di Pace) sotto un’unica strategia orientata alla prevenzione. Prevede inoltre un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo e un Fondo nazionale dedicato, alimentato anche dai proventi dell’opzione fiscale del sei per mille dell’IRPEF che non prevede un ulteriore esborso da parte dei cittadini. Una risposta costituzionale per iniziare, finalmente, a preparare la pace con mezzi coerenti. Ad accompagnare questa volata finale a Piacenza è stato diffuso uno spot https://drive.google.com/file/d/1heZ26jZJSe5b8RPWL8v72DDDA8saRysI/view?usp=drivesdk girato dalle associazioni piacentine sostenitrici della campagna. Nel video alcuni volti delle associazioni leggono insieme un messaggio corale che invita a firmare per la proposta di legge. Il messaggio è diretto: “ci dicono” che dobbiamo prepararci alla guerra e servono sempre più armi, ma un’altra strada esiste ed è quella di spostare anche solo una parte delle spese militari verso le istituzioni di pace per costruire una difesa civile, non armata e nonviolenta, come prevede la Costituzione”.

“L’appello – conclude Europe for Peace – allora è uno solo: firmare e far firmare tutti coloro che hanno a cuore Pace, Disarmo, Nonviolenza. Si può firmare sino al 18 settembre al link https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 (con SPID o CIE)”.