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Fiorenzuola saluta il “compagno” Piroli. Una vita sempre a sinistra

Fiorenzuola saluta il “compagno” Domenico Piroli, storico esponente della sinistra e più volte consigliere comunale scomparso. Nel comunicato firmato dal Coordinamento di Sinistra per Fiorenzuola e Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista la sua vita di lotte e di passione per la politica. Ecco il testo:

Bertolt Brecht ha detto che “ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”. Ecco: Domenico Piroli è stato per tutte e tutti noi un indispensabile. Da sempre schierato dalla parte di una sinistra anticapitalista, internazionalista e di lotta, Domenico non ha mai fatto mancare la sua presenza e il suo contributo; non ha mai smesso di spronarci e di spingerci, fino a questi ultimi mesi, ad organizzare iniziative, volantinaggi, prese di posizione. Lo ricordiamo, novantaquattrenne, prendere la parola dal pubblico in Consiglio Comunale per esprimere tutta la propria indignazione e sdegno per il genocidio in Palestina, in piena sintonia con il movimento che stava nel frattempo nascendo in tutta Italia, caratterizzato da una forte presenza giovanile. Come pure vogliamo ricordare, tra le tante cose, la sua partecipazione, una manciata d’anni fa, sotto un sole cocente, alla manifestazione a Piacenza organizzata dai sindacati di base contro l’arresto di alcuni sindacalisti “colpevoli” di tutelare i lavoratori della logistica dallo sfruttamento. E ancora lo ricordiamo a Genova, nel luglio 2001, in piazza con quel movimento che chiedeva un “altro mondo possibile” e veniva colpito da quella che Amnesty International avrebbe definito “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dal dopoguerra”.

Ovviamente non è possibile evocare tutto il suo percorso politico e militante, che parte da molto più lontano (ma sempre a sinistra), in poche righe. Spesso mostrava, orgoglioso, un libro scritto da un dirigente siciliano del PSIUP (partito nato in opposizione al centrosinistra di Moro, Fanfani e Nenni e a cui Domenico aderì da subito, insieme agli amici e compagni Nuccio Tirelli e Stefano Merli), in cui lo stesso Domenico veniva citato perché, nel 1967, aveva speso tutte le proprie ferie per andare a fare campagna elettorale, da Fiorenzuola, in Sicilia a supportare i compagni di quella regione che si trovavano in difficoltà organizzative, a esempio di un irriducibile senso della militanza . E spesso ricordava i diversi trasferimenti che aveva subito sul lavoro, negli anni Cinquanta e Sessanta – operaio all’Agip e poi comandato alla Snam – perché sindacalizzato e di sinistra. Domenico è stato anche in Consiglio Comunale per molti anni, dove ha condotto una tenace e rigorosa opposizione, e dove è stato, in alcune fasi (con la Giunta Bottarelli, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, e con la Giunta Antelmi, tra la fine dei Novanta e i primi Duemila) amministratore.

Nel corso del suo percorso politico e della sua vita, ha avuto la grande capacità di tenere insieme i grandi fatti politici e sociali che ha vissuto e a cui ha partecipato (l’appartenenza al movimento operaio, l’opposizione al centrosinistra negli anni Sessanta e al compromesso storico nei Settanta…) con il contesto locale, facendosi capire da tutti con parole dirette e semplici, con grande umanità e ironia, guadagnandosi spesso l’attenzione e il rispetto anche da chi aveva posizioni più distanti. Ha saputo tenere insieme, in modo originale e prezioso, radicalità e fiorenzuolanità, rivoluzione e ironia, nettezza ideologica e dialetto. Grazie di tutto, compagno Domenico. E’ stato un immenso piacere e onore averti avuto con noi, non ti dimenticheremo.