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Inchiesta sindaci e appalti pubblici, 8 rinvii a giudizio

Prima condanna e 8 rinvii a giudizio per la maxi inchiesta del febbraio 2022 , che sconvolse a pochi mesi dalle elezioni nel Comune di Piacenza, il mondo della politica e della pubblica amministrazione, con 35  indagati e 11 arresti tra sindaci, tecnici e dirigenti pubblici, imprenditori.

Nell’udienza preliminare di ieri, 15 settembre, intanto, sono arrivate le sentenze per chi aveva scelto il rito abbreviato: assolto l’imprenditore di Marsaglia Mauro Grilli, mentre è stato condannato a tre anni l’ex dirigente della Provincia di Piacenza, Stefano Pozzoli, per turbativa d’asta e corruzione. Il suo avvocato Franco Livera ha annunciato il ricorso in appello. L’ex vice sindaco di Zerba, Claudia Borré, ha invece patteggiato a 5 mesi e 24 giorni. Non luogo a procedere per il sindaco di Corte Brugnatella, Mauro Guarnieri, mancato un anno fa , nell’agosto 2025. Non luogo a procedere anche per Loredana Zilioli, funzionaria della Provincia, che aveva scelto il rito ordinario.

Per altri sette imputati, che avevano ugualmente scelto il dibattimento, c’è stato il rinvio a giudizio – prima udienza il 17 dicembre. Si tratta dell’imprenditore Nunzio Susino, insieme all’ex sindaco di Cerignale, Massimo Castelli, il sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali, Carlobruno Labati, geometra ufficio tecnico del Comune di Ferriere, l’imprenditore Giovanni Mozzi, Romano Platè, direttore lavori e responsabile sicurezza di cantiere, Roberto Raffo, geometra e collaboratore dell’Unione Valtrebbia Valluretta, Claudio Tirelli, geometra dell’ufficio tecnico del Comune di Bobbio.