La protesta dei corrieri dopo la morte di Pasquale “Stop agli appalti e alla precarietà”
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Diritti, qualità del lavoro, sicurezza e stop a un sistema, quello degli appalti, che vincola i lavoratori a “una precarietà senza fine, anche in presenza di contratti a tempo indeterminato”. Dopo la morte di Pasquale Andriotta, il corriere logistico deceduto a causa di un malore lunedì 31 agosto mentre stava compiendo la consegna di un pacco in Vicolo del Guazzo a Piacenza, i sindacati sono scesi in piazza per protestare e reclamare una svolta rispetto a un regime di lavoro “disumano”. Tanti corrieri a Piacenza si sono fermati in segno di solidarietà per la morte del collega.

Lo hanno fatto maniera unitaria con un sit in davanti alla prefettura di Piacenza: Filt Cgil, Usb Piacenza, Uil, Si Cobas si sono ritrovati di fronte al Palazzo del Governo dove successivamente sono stati ricevuti. Presenti alla manifestazione tanti colleghi di Pasquale, corrieri dell’appalto Brt che hanno dichiarato lo stato di agitazione. Al microfono si sono alternate più voci per denunciare le condizioni di lavoro “impossibili” a cui sono sottoposti tanti “driver” della logistica, al di là delle prerogative contrattuali: sottoposti a una pressione e uno stress pesantissimo in situazioni di precarietà lavorativa. Come è già stato evidenziato, proprio nella giornata di lunedì i colleghi di Andriotta erano in sciopero, mentre lui non aveva aderito perchè all’ultimo giorno di lavoro secondo il contratto a tempo determinato.

Il segretario della Filt Cgil di Piacenza Massimo Tarenchi ha denunciato il sistema degli appalti che costringe tanti lavoratori a una condizione di costante incertezza: “Dobbiamo stare tutti uniti per reclamare diritti – è stato il suo appello – e qualità del lavoro, ieri Pasquale non poteva fare sciopero perché non aveva un contratto stabile, contro questo sistema occorre lottare, contro la precarietà diffusa”. Parole ancora più dure da parte di Roberto Montanari, di Usb, che ha accusato l’azienda per le condizioni a cui era costretto Pasquale e chiesto una grande mobilitazione contro le multinazionali della logistica che non rispettano la dignità del lavoro. Intervento anche da parte di Roberto Bighi della Uil, che ha ricordato i troppi morti sul lavoro che si sono verificati nelle ultime settimane.
Karim Mansar, della Filt Cgil, ha voluto portare un ricordo personale di Pasquale Andriotta: “Ero compagno di classe di Pasquale ed era conosciuto da tutti come Cristian. Ora ci sono tre figli orfani di un papà ed è una situazione inaccettabile”. “Occorre istituire il reato di omicidio sul lavoro – ha proseguito -, visto che ne sono stati introdotti tanti ultimamente. Serve un reato che faccia arretrare i padroni e mettere in sicurezza chi lavora. Tra le tante reazioni di queste ore dopo la morte di Pasquale, mi ha colpito un commento che ben descrive il lavoro del driver: gli danno duecento consegne al giorno e sanno già che non si potranno mai completare; così nell’afa del pieno agosto ti ritrovi a scendere e salire da un camion, a guidare di fretta, sempre di corsa e più consegni, e quindi più sei bravo, più ti caricano di pacchi. Questa morte sul lavoro si poteva evitare”.
Il cordoglio della Uiltrasporti Emilia Romagna per la morte di Pasquale Andriotta – “Apprendiamo con profondo dolore la notizia della morte di Pasquale Andriotta, il corriere di 42 anni deceduto nella giornata di ieri a Piacenza dopo essere stato colto da un malore mentre effettuava una consegna in centro città. A nome della Uiltrasporti Emilia Romagna e del Segretario Generale Fabio Piccinini, esprimiamo il più sentito cordoglio alla moglie, ai due figli, ai familiari e ai colleghi di Pasquale, ai quali rivolgiamo la nostra vicinanza in questo momento di immenso dolore. A rendere ancora più drammatica questa vicenda è la notizia che ieri sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro, con il contratto a termine . In attesa di conoscere con maggiore precisione le cause del decesso e ogni elemento utile a ricostruire quanto accaduto, riteniamo indispensabile che vengano svolti tutti gli accertamenti e le indagini necessarie per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare il pieno rispetto delle norme e delle procedure previste a tutela della salute e della sicurezza del lavoratore. Non possiamo e non dobbiamo limitarci al cordoglio. Ogni morte sul lavoro, o comunque avvenuta durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, impone interrogativi e responsabilità. È necessario accertare fino in fondo cosa sia accaduto e se tutte le condizioni di sicurezza fossero state garantite. Alla famiglia di Pasquale va il nostro più sincero e commosso abbraccio”.
UGL SERVIZI E MERCI: CORRIERE MORTO SUL LAVORO TURNI MASSACRANTI È UN SISTEMA CHE UCCIDE – “Ugl Servizi e Merci esprime il suo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi di Pasquale Andriotta, il corriere di 42 anni precario in appalto per Bartolini tragicamente deceduto per un malore nella giornata di ieri mentre svolgeva il suo lavoro. Come Organizzazione Sindacale rimarca il Segretario Raffaella Bongiorni riteniamo inaccettabile derubricare eventi di questo tipo come fatalità o malori naturali, quando un lavoratore muore a bordo del proprio mezzo o durante le consegne, sotto la pressione di ritmi disumani siamo di fronte a una morte sul lavoro in piena regola. Non ci è sfuggito il fatto che il lavoratore fosse “precario”, al suo ultimo giorno di contratto, in attesa di rinnovo, e che questa situazione abbia sicuramente acuito e influito su uno stato di stress a cui già normalmente i lavoratori di questo settore vengono sottoposti. Il settore della logistica vive da anni una situazione in cui di fatto non esistono regole certe, la corsa alle consegne in 24 ore, i carichi di lavoro sproporzionati e l’assenza di reali tutele rispetto ai turni massacranti stanno logorando la salute di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Non è più tollerabile che la merce arrivi sempre in orario a discapito della vita umana. Ugl Servizi e Merci chiede un’indagine immediata da parte degli organi competenti per verificare il rispetto delle normative di sicurezza, dei carichi di lavoro e delle ore svolte continuativamente dal lavoratore nei giorni precedenti. Di fronte a questa ennesima tragedia non ci accontenteremo del silenzio e del cordoglio di facciata, la vita umana vale più di qualsiasi contratto di spedizione”.
“Oggi eravamo presenti, in silenzio e con profondo rispetto, – scrive il Movimento 5 Stelle di Piacenza – in mezzo ai lavoratori di Bartolini davanti al monumento ai caduti sul lavoro per ricordare Pasquale Andriotta e stringerci attorno alla sua famiglia. La tragica scomparsa di un lavoratore di 42 anni durante il turno di consegne, proprio nell’ultimo giorno di contratto a termine, impone a tutti di fermarsi e pretendere risposte. Non è accettabile lavorare tra carichi pesanti, caldo e la costante preoccupazione della precarietà. Per fare piena luce sulle condizioni operative e chiedere tutele reali per la salute e la sicurezza nella filiera della logistica, la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha depositato un’interrogazione parlamentare urgente ai Ministri del Lavoro e della Salute. La dignità e la vita di chi lavora devono venire prima di qualsiasi logica di profitto e velocità”.
Morto driver mentre lavorava, Albasi e Quintavalla (Pd): “Cordoglio alla famiglia. Ora piena chiarezza sulle condizioni di lavoro”
Bologna – “Esprimiamo il nostro profondo cordoglio alla famiglia di Pasquale Andriotta, alla sua compagna e ai suoi tre figli. Una morte che ci colpisce profondamente e che è avvenuta mentre Pasquale stava lavorando”.
Così i consiglieri regionali piacentini del Pd Lodovico Albasi e Luca Quintavalla, sulla morte del 43enne, colto da un malore ieri a Piacenza durante una consegna.
“Non spetta a noi stabilire le cause della morte, ma proprio per rispetto nei confronti di Pasquale bisogna fare piena chiarezza su quanto accaduto e sulle condizioni nelle quali stava lavorando. Secondo quanto denunciato dalla Filt-Cgil, il suo contratto a termine scadeva proprio ieri e i colleghi erano in sciopero per denunciare carichi di lavoro crescenti, carenza di personale e turni sempre più pesanti. Sono elementi che meritano di essere approfonditi”.
“Non si può morire per una consegna e non possiamo accettare che la precarietà diventi uno strumento di pressione sui lavoratori. Dietro ogni consegna c’è una persona, con diritti e con il diritto fondamentale alla sicurezza”.
“Come Partito Democratico – concludono Albasi e Quintavalla – continueremo a batterci, anche nelle istituzioni regionali, contro lo sfruttamento nella logistica e per un lavoro sicuro, dignitoso e rispettoso dei diritti. Ci stringiamo alla famiglia di Pasquale”.







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