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“L’emergenza climatica nel nuovo piano urbanistico” Il centrodestra chiede lo stop

Primo “giorno di scuola” per il consiglio comunale del 7 settembre, al ritorno in aula dopo le vacanze estive, e subito è scontro procedurale sull’argomento della seduta, il Piano Urbanistico Generale. La minoranza di centrodestra – come già avvenuto in commissione consiliare – ha ingaggiato infatti una schermaglia contro il metodo di esame del provvedimento respinta in maniera compatta dal centrosinistra.

Patrizia Barbieri (civica centrodestra) ha presentato in avvio dei lavori una mozione d’ordine contenente una diffida alla presidenza del consiglio comunale, redatta contro la decisione della conferenza dai capigruppo che ha fissato un limite alle osservazioni che ciascun gruppo politico può presentare al provvedimento del Pug. L’esponente della minoranza ha ribadito che si tratta di “una forma di compressione illegittima del confronto democratico sul merito”. Alla richiesta è di convocare una conferenza dei capigruppo prima di proseguire con l’esame del Pug, la presidente dell’assemblea Paola Gazzolo ha opposto un netto rifiuto. “Oggi avviamo la discussione generale del Pug, – ha precisato Gazzolo – non sono d’accordo con la mozione che contiene molte inesattezze. Sul tema ho replicato con una nota il 14 agosto scorso e giovedì prossimo è già in calendario la riunione dei capigruppo dove cercheremo di trovare le modalità migliori per confrontarci sulle osservazioni”. La mozione d’ordine alla prova del voto è stata bocciata dalla maggioranza, astenuti i consiglieri di Alternativa per Piacenza, non partecipante al voto il componente dei Liberali Piacentini.

consiglio comunale settembre 2026 Barbieri pone la mozione d’ordine in aula

Occhi puntati dunque sul Piano Urbanistico Generale, giunto all’ultimo miglio di un percorso lunghissimo finora vissuto in gran parte fuori dal “palazzo”: attraverso incontri pubblici, presentazioni e approfondimenti tematici ed esame delle osservazioni e richieste di modifica raccolte. Il provvedimento delinea le linee strategiche dello sviluppo territoriale della città nei prossimi anni, sulla scorta del modello di pianificazione introdotto con la legge urbanistica regionale, e si accompagna alle 215 osservazioni dei consiglieri. L’obiettivo dell’amministrazione Tarasconi è arrivare all’adozione del Pug attraverso il voto dell’aula entro la fine del mandato.

In sede di presentazione, l’assessore Adriana Fantini ha rimarcato come nel Pug trovi espressione “un’idea città”, nella quale sono confluite alcune linee di mandato dell’amministrazione. Il piano individua “un equilibrio nuovo tra la tutela ambientale e lo sviluppo economico della città”. “Grazie agli esiti del percorso partecipativo abbiamo esplicitato – ha proseguito Fantini – alcune delle sfide fondamentali del futuro di Piacenza, anche perchè siamo di fronte a un vero cambiamento d’epoca, le sfide climatiche, sociali ed economiche impongono un impegno non più rinviabile. La nuova prospettiva si compone di quattro visioni, ambiente, attrattività, innovazione e affidabilità, e il Pug offre risposte urbanistiche nella consapevolezza che le istanze della scala locale partono da dinamiche ben più ampie, a livello globale. Questo piano si fa carico di questi problemi in maniera pragmatica, recependo temi cruciali come quelli della desigillazione dei terreni, la tutela delle aree verdi, l’emergenza abitativa, il governo attività produttive e logistiche”. “Gli obiettivi sono quelli di ridurre il consumo di suolo, – ha evidenziato l’assessore – piantare nuovi alberi, puntare sulla mobilità dolce e sostenibile e la rigenerazione delle aree dismesse. Vogliamo una città sempre più accogliente con spazi vivibili e inclusivi con la valorizzazione dei luoghi storici e investendo in strutture sociali e sportive, ampliando il patrimonio abitativo”. E infine la risposta al centrodestra sulla questione del regolamento edilizio e sulla modalità di confronto: “E’ un testo che recepisce i criteri del Piano e quindi potrà essere discusso e approvato dopo l’approvazione del Pug, faremo in modo che tutti i nodi politici vengano affrontati in questa aula”.

consiglio comunale settembre 2026

Il primo a intervenire nella lunga discussione, trascinatasi fino alle 21, è stato Massimo Trespidi (Civica centrodestra Liberi) che ha sottolineato la necessità di spostare l’attenzione sui contenuti: “I cittadini ci chiedono una nuova dimensione urbana, fatta di spazi verdi e parchi, una forte centralità dell’ambiente, con un modello di sviluppo diverso da quello degli ultimi decenni, attraverso un paradigma nuovo di rigenerazione urbana. Nel passato le giunte Reggi si sono rese protagoniste di un esercizio di cementificazione non comune in città, penso ad esempio al parco ex Unicem, il pericolo sventato del nuovo palazzo Uffici. Il Pug che stiamo discutendo contiene in maniera ancora troppo timida lo sforzo di cambiare questo paradigma di sviluppo. Sbagliato ad esempio considerare alcune aree urbane, come quella del Germoglio, l’ex K2 e l’area Ipercoop sulla via Emilia, e l’area ex Unicem da assoggettare ad accordi operativi”. E poi un cenno al progetto dell’ex Manifattura Tabacchi dove, “abbiamo una dimensione dell’area verde – ha evidenziato – passata dai previsti da 23mila metri quadrati a 15mila metri quadrati effettivi. Occorre passare a una concezione delle aree verdi come centrali e strategiche e non come zone di risulta”.

consiglio comunale settembre 2026

Matteo Anelli (Pd) ha ammesso che “non è stato facile trovare una sintesi all’interno della stessa maggioranza sul documento del Pug”. “Ma il confronto di questi mesi – ha sottolineato – è stato un valore e non un limite. Di fronte a un provvedimento così importante si poteva fare meglio e di più, non si sono risolte tutte le contraddizioni tra sviluppo e ambiente. Tuttavia credo che questo Pug provi a cambiare direzione rispetto al passato, oggi sappiamo che il suolo non è una risorsa inesauribile, per questo è importante la centralità assegnata dal piano alla rigenerazione urbana, prima viene l’interesse della comunità e la dimostrazione sta nella scelta di escludere una perequazione urbanistica generalizzata”.

Per Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza) serve “un Pug che dalle parole passi ai fatti”. “L’ambiente va tutelato con i fatti come bene comune e salvaguardando – ha precisato – il confronto con le giovani generazioni. Questa è la sfida più importante e sono ansioso di conoscere come sarà la risposta su questo tema nelle controdeduzioni, sui diritti edificatori e sulla quantificazione del territorio urbanizzato si giocano le sorti di questo Pug”. La capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi ha denunciato “la scelta dell’amministrazione di non discutere tutte le osservazioni che i cittadini e i soggetti interessati”. “Abbiamo chiesto che ci fosse la possibilità di esaminare tutte le osservazioni ma avete scelto di andare avanti – ha sostenuto, accusando il centrosinistra – e la conseguenza che ci troveremo ad affrontare una discussione inevitabilmente parziale e zoppa”. “Dietro ai principi astratti enunciati dall’assessore – ha aggiunto – occorre capire come sarà possibile tradurli in pratica: ci chiediamo ad esempio se sia opportuno rimandare l’approvazione del regolamento edilizio al quale rimandano molti principi applicativi del Pug”.

La consigliera del gruppo misto Claudia Gnocchi si è differenziata dal resto del centrosinistra, avvallando la richiesta di mettere mano al regolamento edilizio prima di approvare il Pug: “Ritengo che questo argomento, ovvero le ‘regole del gioco’, debba essere definito prima della discussione di tutte le osservazioni. Quindi il Regolamento secondo me dovrà essere il primo argomento di discussione”. Stefano Cugini ha spiegato la “terza via” adottata da Alternativa di Piacenza per affrontare la discussione del Pug: “Non affiancheremo la destra nella volontà di bloccare il piano ma non saremo la grancassa della maggioranza, il vero tema riguarda la salute del nostro territorio”. Boris Infantino (Pd) ha definito il Pug un provvedimento di “portata storica” ricordando un principio importante contenuto nel piano: “Abbiamo pensato che la città del futuro non potesse prescindere dalle emergenze del cambiamento climatico, il lavoro di sintesi compiuto non è il frutto di una negoziazione, ma di costruzione delle regole. Come quella che esclude la realizzazione di nuove strutture di vendita di media grandezza al di fuori della cerchia del centro storico. Mi sembra un’azione molto concreta per limitare il proliferare di negozi ed edifici”. Filiberto Putzu (Liberali Piacentini) si è distinto dal livello polemico del centrodestra: “Le campagne elettorali si vincono sulle proposte e non mi ritrovo in questo modo di fare politica”.