L’incertezza del mondo irrompe nella nostra vita. Alla Festa Dem Guerini e Quartapelle
Quanta politica estera c’è nel nostro carrello della spesa o nella nostra bolletta elettrica? L’incertezza degli scenari mondiali che irrompe nella vita quotidiana di tutti noi: è questo il filo conduttore che ha unito la prima giornata di incontri politici alla Festa Dem, organizzata dal Partito Democratico di Piacenza al Palazzetto dello Sport fino a domenica 13 settembre.
Ospiti dello spazio dibattiti tre esponenti di spicco del Pd impegnati in vari ruoli connessi alla politica internazionale, il presidente del Copasir (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica) Lorenzo Guerini, la vicepresidente della Commissione Esteri della Camera Lia Quartapelle e Peppe Provenzano, responsabile esteri del partito. Insieme a loro la deputata piacentina Paola De Micheli.
Lorenzo Guerini ha approfondito i temi della cybersicurezza e dell’influenza delle piattaforme social a partire da alcuni avvenimenti concreti, come lo sconfinamento improvviso a Ceuta di 70mila marocchini della frontiera spagnola. Guerini ha posto il tema della responsabilità dei gestori delle piattaforme digitali che è “anche un elemento di attrito tra l’Europa e gli Stati Uniti che contestano con forza le azioni normative messe in atto dal vecchio continente per controllare la diffusione dei contenuti non verificati e limitare le campagne d’odio indiscriminate”.
“Il contrasto dell’Europa con gli americani deriva – ha fatto notare – da due visioni dello sviluppo tecnologico differenti. Gli Usa hanno affidato alle grandi multinazionali private la missione di colmare il gap di innovazione con la Cina, ne è scaturito un modello di capitalismo tecnologico nel quale il ruolo dei colossi privati è diventato eccessivamente influente, anche all’interno dell’apparato dell’amministrazione americana. Ma la democrazia è fondata sull’esigenza di introdurre regole, per mantenere un compromesso tra stato, società libera e capitalismo. Allora la vera sfida di questi anni è come regolamentare e difenderci da narrazioni false che deviano il dibattito pubblico, senza limitare la libertà di opinione e preservando la democrazia”.
Sul tema dell’Europa e dell’unificazione del continente, si sono confrontate Lia Quartapelle e la parlamentare piacentina Paola De Micheli. “Quanta politica estera c’è nel nostro carrello della spesa o nella nostra bolletta elettrica?” – si è chiesta Quartapelle. “I prezzi aumentano per delle ragioni – ha proseguito – che hanno poco anche fare con i nostri confini nazionali, guardiamo agli effetti della guerra in Ucraina o del conflitto che ha bloccato lo stretto di Hormuz e ora anche le altre rotte del petrolio dagli stati del Golfo Persico”. Quartapelle ha poi evidenziato quanto sia necessario costruire un edificio europeo più solido: “Troppo spesso l’azione di Bruxelles si è dimostrata inadeguata. Occorre partire dall’abolizione del diritto di veto per dare una vera capacità di decisione all’Europa. Altra urgenza è il rafforzamento della crescita, come ci hanno indicato nei rispetti documenti strategici Mario Draghi ed Enrico Letta, abolendo tutte le barriere che ancora resistono tra gli stati. Occorre segnalare che su questi temi negli ultimi anni l’Italia governata dalla Meloni è stata totalmente assente, opponendosi alla prospettiva di un cambiamento in seno all’Ue”.
Paola De Micheli ha sostenuto che “non c’è più niente della nostra vita che non abbia a che fare con l’Europa” e quanto sia fondamentale la questione dell’assetto istituzionale. “Serve un salto di qualità verso un grande stato federale – ha spiegato – perché la lentezza decisionale degli stati non è più ammissibile. Un quadro giuridico omogeneo è necessario per incentivare lo sviluppo dell’Europa, non possiamo accontentarci della moneta unica con la sola ambizione di essere un continente di consumatori. C’è una connessione stretta tra la democrazia in occidente e la crescita economica, per smontare le costruzioni dell’estrema destra occorre agire sul rapporto cruciale tra industria, crescita e democrazia. Che non è un soltanto un orpello o un fattore di rallentamento delle decisioni che hanno una ricaduta sulla vita delle persone”.


