Piano Urbanistico Generale alla prova dell’aula. Primo ok in commissione ma l’opposizione contesta
Rientro ufficiale dalle ferie d’agosto per i consiglieri comunali di Piacenza con la riunione della commissione consiliare (2) urbanistica presieduta da Caterina Pagani, dedicata al provvedimento amministrativo più ingombrante dell’ultima parte di mandato Tarasconi, il Piano Urbanistico Generale. Il pezzo conclusivo di un percorso lunghissimo finora vissuto in gran parte fuori dal “palazzo”: attraverso incontri pubblici, presentazioni e approfondimenti tematici ed esame delle osservazioni e richieste di modifica raccolte. Quello avviato il 3 settembre è l'”ultimo miglio” che dovrebbe portare all’adozione del Pug da parte del Comune attraverso il voto dell’aula. Incassato il primissimo ok a maggioranza al termine della commissione – con l’astensione di Claudia Gnocchi, la non partecipazione al voto di Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza) e il voto contrario compatto del centrodestra – il provvedimento monstre con le 215 osservazioni dei consiglieri inizierà l’esame in consiglio comunale lunedì 7 secondo un calendario a tappe forzate stabilito nella riunione dei capigruppo.
Il centrodestra nel corso della commissione 2 ha fatto capire che intende dare battaglia contro il Pug anche nel metodo. Così ha fatto l’ex sindaco Patrizia Barbieri, che ha contestato l’andamento dei lavori proposto. In particolare l’esponente della minoranza ha posto un tema già emerso nelle settimane passate, quello della necessità di approvare il regolamento edilizio prima del Pug. “Non aver portato avanti contestualmente al Pug la sua revisione – ha sostenuto – mette l’amministrazione in una posizione giuridicamente insostenibile. Infatti il regolamento edilizio impatta sulle norme del Piano con il rischio di creare un cortocircuito in particolare su tre parametri: indice di permeabilità fondiaria, istanza confini dei fabbricati, ristrutturazione edilizia con vincolo parziale”. Il pericolo sollevato da Barbieri è quello di approvare “un Pug dimezzato, con la prospettiva di conflitti normativi e difficoltà di applicazione”.
Anche Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza) si è soffermato sulla mancanza di un regolamento edilizio coordinato con il Pug: “Perchè fissa parametri importanti e strettamente connessi al Piano. Ci è pervenuta una bozza del regolamento ancora in fase di stesura ma nella delibera di adozione del Pug si sosteneva che tale regolamento si sarebbe dovuto redigere e licenziare prima dell’adozione del Piano”. Da qui la richiesta di fermare il percorso del Pug per procedere all’approvazione del regolamento edilizio. Sergio Ferri (Pd) ha sottolineato invece l’esigenza di portare avanti “in parallelo” due provvedimenti distinti come il Pug e il regolamento edilizio ma comunque coordinati: “Dare la precedenza a uno strumento rispetto all’altro, probabilmente non sarebbe appropriato”.
Nella sua risposta l’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini ha ricordato che la legge regionale non prevede che il regolamento edilizio sia compreso nella documentazione del Pug: “Ci siamo interrogati in giunta quale potesse essere la modalità più efficace per presentare i due provvedimenti. Il regolamento edilizio in fase di costruzione attinge dai contenuti del Pug per regolare soltanto la parte edilizia: quindi non c’è nessun indice mancante nella disciplina del Pug che viene demandato ad altri regolamenti, il Piano è pianamente comprensibile e utilizzabile nella parte urbanistica. Abbiamo compiuto la scelta di scrivere un nuovo regolamento edilizio contestualmente all’adozione del Pug per mettere i tecnici nelle condizioni di lavorare in continuità sulla base delle nuove norme. Abbiamo operato per mettere ordine nelle regole secondo un percorso lineare e corretto e dare alla città uno strumento efficace, snello e trasparente”.
“Il Pug che portiamo un aula – ha rimarcato l’assessore – è il risultato di un lavoro corale dell’Ufficio di Piano, degli uffici dedicati, dei professionisti, degli enti, dei cittadini, durato anni e che ci pone davanti a equilibri complessi da trovare insieme nel dibattito del consiglio comunale, anche per provare a migliorare il provvedimento”. Fantini ha anche risposto a una domanda di Luca Zandonella (Lega) relativa agli apporti ricevuti durante il percorso partecipativo e di confronto con la città: “La fase di ascolto ha prodotto stimoli importanti e istanze precise, – ha replicato l’assessore – confluiti in un documento lungo e complesso che riassume tante sensibilità emerse da parte della città, e mette insieme richieste talvolta anche disomogenee e cotrastanti, per questo è stata fatta una sintesi di tanti contributi acquisiti sia nel merito che sul metodo in questi mesi”.


