“Più sicurezza per raggiungere il polo logistico, non bastano interventi tampone”
Il responsabile Comparto Salute e Sicurezza della Cgil di Piacenza Bruno Carrà interviene sulle misure per mettere in sicurezza in binari della ferrovia nel punto di via Martelli utilizzato da alcuni lavoratori per raggiungere il polo logistico. Nell’aprile scorso un operaio rimase vittima dell’investimento da parte di un treno e perse la vita. Ecco il testo:
Appena praticamente dopo Ferragosto con ultimazione a fine circa dello stesso mese, la Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha svolto i necessari lavori sulla linea di circolazione dei treni proprio nel tratto dove il 2 aprile scorso perse la vita Muhammad Suleman, lavoratore pakistano del settore logistico, che nell’andare a lavorare, oltrepassò a Piacenza con la sua bicicletta sulle spalle i binari (in prossimità di via Martelli) e finì per restare travolto da un treno che stava in quel momento transitando a 100 km orari. Il Comune aveva disposto un’ordinanza per mettere più in sicurezza la zona, a cui si è dato finalmente risposta insieme all’attuazione di un restringimento della carreggiata stradale per favorire una più ampia messa in sicurezza del posto.
Il fatto non può come Cgil di Piacenza non trovarci d’accordo, accogliendo l’opera con favore, ma crediamo allo stesso tempo che servano ulteriori e più accurati interventi per mettere ai ripari l’area interessata in termini di sicurezza maggiore per le lavoratrici e lavoratori che devono raggiungere gli stabilimenti di logistica posti e presenti in quella delimitata area della città. Gli interventi tampone in mancanza di altro sono senz’altro utili, ma risulta necessario creare in altri termini condizioni generali differenti e stabili per non poter accedere ai binari per raggiungere i luoghi di lavoro della logistica ma comunque poter andare, attraversando la percorrenza dovuta, in maniera veloce e sicura. Serve scaldare i motori per un intervento più grande efficace e netto che coinvolga chi dirige la logistica e le Istituzioni. Bisogna andare oltre per davvero e implementare la viabilità, ad esempio con un sottopasso (o un sovrapasso), cioè una viabilità ciclopedonale sicura e comoda, che potrebbe essere realizzata come opera di compensazione per le prossima lottizzazioni della zona.
La parabola dei giganteschi capannoni cresciuti negli ultimi anni sul versante più occidentale del polo logistico di Le Mose (Piacenza) si è conclusa col nuovo insediamento di Sda-Poste Italiane, che ha aperto i battenti nel febbraio scorso. Superato l’ultimo lembo di asfalto il terreno scende di mezzo metro e tra gli arbusti si riconosce la traccia di un sentiero assai battuto. Serve quindi il coinvolgimento delle aziende del polo logistico e di Ferrovie italiane con il Comune che dovrebbe incalzare i soggetti competenti affinché assumano le proprie responsabilità per una risposta in tempi rapidi che dia una soluzione concreta. Non va dimenticato che anche le imprese hanno una funzione sociale, non solo nel fare profitti, ma anche per creare condizioni di sicurezza per tutti i lavoratori sia all’interno che all’esterno dei magazzini. Nessuno più deve morire per raggiungere il proprio luogo di lavoro. La sicurezza dei lavoratori non può aspettare.




