Rancan “La Lega non si tocca, ma la Padania non si può resuscitare”
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Il Segretario Regionale Lega Emilia, il piacentino Matteo Rancan, interviene con un lungo post sui social sul dibattito interno che da settimane sta investendo la Lega. Sotto i riflettori dei giornali nazionali la crisi di consenso (stando ai sondaggi) del partito e la strisciante, ma non troppo, frattura politica che si è creata tra il segretario Matteo Salvini e i “governatori” delle Regioni del Nord, in particolare il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Da ultimi si sono fatti vivi alcuni ex parlamentari e segretari provinciali con la richiesta di indire un congresso federale della storica “Lega Nord” di Umberto Bossi. Palese è l’intenzione di rimettere in discussione il percorso politico degli ultimi anni promosso da Salvini per rendere la Lega un movimento nazionale senza identificarsi più con il solo localismo settentrionale. Di seguito riportiamo il post integrale di Rancan, che prende posizione su questi argomenti. Ecco il testo:
Questa tendenza a trasformare ogni minima dinamica interna della Lega in una notizia è, quantomeno, curiosa. Perché se qualche giornalista cerca notizie, io ne avrei tante da raccontare. Persone che si impegnano per un ideale, cosa ormai rara, e che sacrificano ore di famiglia per il proprio territorio. Giovani che rinunciano a tempo libero e studio per costruirsi un futuro. Amministratori che ogni giorno lottano contro una burocrazia infinita. Dirigenti di partito che si spendono anima e corpo per far funzionare una macchina complessa. Potrei continuare a lungo. Ma queste storie non fanno notizia. Perché sono positive, e la rincorsa alla polemica a tutti i costi “vende di più”. A me però ha stancato. Al congresso del 2025 ho parlato di Lino, uno storico iscritto che oggi non c’è più e che non ha mai fatto notizia. Provo ancora a ragionare come avrebbe fatto lui: “Chi fa casino, non sa cosa fare.” “La Lega non si tocca.”
Aveva ragione allora, e ha ragione oggi. Per l’ennesima volta quest’estate leggo di polemiche, persino di chi vorrebbe far rivivere la Lega Nord e l’indipendenza della Padania. “Risuscitando” personaggi già dimenticati dalle cronache, per di più. La storia va avanti, la politica va avanti. E chi oggi polemizza sembra farlo più per ritagliarsi un posto nei libri di storia che per il bene della comunità leghista. C’è un paradosso antico, quello della nave di Teseo, che si presta bene a questo ragionamento: se sostituisci una per una tutte le assi di una nave, quella nave è ancora la stessa? La risposta é sì. Perché non è il singolo pezzo a definirla, ma il viaggio, la rotta, l’equipaggio che la tiene insieme. La Lega è la stessa nave di Teseo. È cambiata, cambia, cambierà ancora perché è viva, e le cose vive si trasformano. Ma resta la Lega. Ed è la stessa Lega che andava bene, e piaceva, anche a chi oggi la critica: la stessa nave con cui taluni hanno preso posti retribuiti fino ad oggi, non un’altra. Se ci fosse ancora Lino, direbbe senza esitazione che litigare a ridosso delle elezioni è una follia. Discutere per migliorare è giusto, sacrosanto, ma nelle sedi, non sui giornali. Perché la politica, come il mondo, va avanti comunque. Guardiamo al passato per ricordare chi siamo stati. Ma se non sappiamo guardare al futuro con la consapevolezza di chi siamo oggi, il rischio è l’irrilevanza.







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