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Scuola, per Piacenza è una falsa partenza. Zavattoni (Flc Cgil) “Avvio in salita”

Il nuovo anno scolastico è partito, ma per i sindacati l’avvio porta con sé più di una perplessità. A Piacenza il ritorno in classe coincide infatti con una riorganizzazione importante, quella del passaggio agli otto nuovi istituti comprensivi, e con l’apertura della nuova scuola media nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi. Un cambiamento che, secondo Giovanni Zavattoni della Flc Cgil, presenta già alcune criticità.

Sul passaggio agli otto istituti comprensivi, Zavattoni parla di una svolta “un po’ in salita”. Una transizione che poteva essere gestita in “modo diverso: nessuno l’aveva imposta, in realtà. È vero che Piacenza è una delle realtà dove erano ancora esistenti le direzioni didattiche, le scuole medie, a differenza degli istituti comprensivi, e pedagogicamente nessuno può essere contrario alla ratio che c’è sotto, quindi alla verticalità eccetera”. Il problema, per il segretario Flc Cgil, non è la riforma in sé ma il metodo: “ridurre le autonomie scolastiche da 9 a 8 sicuramente porta a un disagio, nel senso che avremo qualche ricaduta sui posti di lavoro, e sicuramente ogni processo di cambiamento porta con sé delle disfunzioni, che spero nel corso dell’anno possano essere, per così dire, con l’impegno di tutti, messe a posto. Pedagogicamente è sicuramente un qualcosa di positivo; dall’altra parte credo che l’avvio non sia stato proprio efficace”.

Guardando al futuro, Zavattoni segnala anche un rischio demografico: “Ci sono istituti comprensivi molto grandi e altri che hanno meno alunni, quindi potrebbero essere istituti che avranno comunque un loro percorso, magari anche di sottodimensionamento tra qualche anno, perché stiamo già assistendo alla denatalità nella scuola primaria. Quindi cosa si farà quando ci saranno meno alunni? Si ridimensiona ancora e si perde un’altra unità, un’altra autonomia. Ecco, su questo siamo un po’ preoccupati”. Sul metodo con cui la riforma sta prendendo forma nei singoli istituti, il segretario Flc Cgil dice: “Spero che ci sia un processo che nasca dal basso, quindi da chi poi la scuola la fa vivere davvero, cioè i docenti, perché altrimenti, se viene calato dall’alto, si rischia davvero di soffocare queste peculiarità. Sono convinto, e spero, che i dirigenti che hanno preso in mano queste situazioni possano portare avanti un processo condiviso, che ascolti anche le persone che questi istituti comprensivi li hanno fatti vivere”. Zavattoni segnala che il coinvolgimento è stato disomogeneo: “Un po’ di confusione iniziale c’è stata; in alcune scuole il processo è stato spiegato dai dirigenti, in altre no, e quindi è chiaro che anche i docenti si sono trovati spiazzati”.

Non mancano le proteste dei genitori, in particolare da chi risiede a San Lazzaro e Mortizza, per il cambio degli stradari: “Arrivano le lamentele da parte dei genitori, soprattutto quelli di San Lazzaro e Mucinasso, che hanno segnalato che, per portare gli alunni, la scuola media di riferimento è ora ai Pontieri, in pieno centro storico. Per chi di solito faceva riferimento all’Anna Frank, il tragitto quotidiano per un genitore cambia notevolmente”. Il segretario si augura un intervento del Comune: “Credo e spero che il Comune possa collaborare e trovare i correttivi opportuni, perché questo è un banco di prova importante che deve confrontarsi anche con le criticità concrete, e che quindi ci possa essere un momento in cui tutti i soggetti coinvolti, docenti, ATA, dirigenti, Comune, si possano confrontare per individuare dove intervenire”.

Sul fronte del personale, Zavattoni conferma che il precariato resta un problema strutturale che “esiste ancora, non è stato affatto superato, come sostiene il ministro Valditara: abbiamo ancora tanti precari. È stato stimato che l’anno scorso in Italia vi erano più di 300.000 contratti precari, e penso che questo, insieme al livello degli stipendi, sia uno dei mali principali della scuola italiana”. Il segretario racconta anche le rinunce ai concorsi vinti: “ho visto che molte persone che dovevano entrare in ruolo con il concorso regionale hanno rifiutato, perché magari da Rimini dovevano trasferirsi a Piacenza, e da Piacenza dovevano andare a Modena, in scuole di montagna. Il nostro stipendio non permette questo tipo di spostamenti. Quindi molte persone hanno dovuto, conti alla mano, prendere decisioni anche sofferte, perché chi vince un concorso non si aspetta di doverlo rifiutare per motivi economici”.

Per Flc Cgil la soluzione sarebbe stabilizzare tutti i posti vacanti: “se si potessero stabilizzare tutte le cattedre, probabilmente non ci sarebbe più nemmeno bisogno dell’algoritmo. Bisognerebbe assumere su tutti i posti vacanti: se tutti i posti fossero occupabili da personale di ruolo, avremmo un precariato fisiologico, quello sano, dovuto a malattie o maternità. Un po’ di precariato esiste sempre, ma se si assumesse sul 100% dei posti avremmo meno problematiche, e la scuola funzionerebbe meglio anche per la continuità didattica e per la copertura delle cattedre”. Sul turnover, Zavattoni chiede che venga coperto integralmente: “abbiamo 100 posti vacanti: tutti e 100 devono essere coperti, perché coprirne 50 e lasciare 50 persone nella condizione di precariato che dura da anni? Stiamo parlando di persone che non riescono a costruirsi un futuro, ormai non più tanto giovani, perché ci sono persone che hanno anche 10 anni di precariato alle spalle, che hanno già vinto i concorsi, che sono nelle graduatorie e che non riescono a essere immesse in ruolo perché il ministero autorizza sempre meno posti”.

Il sindacalista segnala inoltre difficoltà specifiche nel reperire supplenti in alcune classi di concorso: “in alcune classi di concorso della secondaria, penso alle lingue o all’informatica, non si riescono a trovare supplenti perché questo mestiere forse non è più così attrattivo. Un neolaureato in ingegneria non va a insegnare informatica, perché al primo impiego in un’azienda viene pagato molto di più. E così le classi di concorso di informatica alle superiori restano vacanti: l’anno scorso ricordo che a Roma una cattedra è rimasta vacante fino a dicembre, finché non è stato trovato un supplente tramite interpello”. Pur senza dati ufficiali definitivi, Zavattoni riferisce: “posso dire che mancano ancora dei docenti. Al quarto circolo mancano ancora delle persone, così come al quinto circolo; ma anche nelle scuole comprensive e nelle scuole medie, soprattutto sugli insegnanti di sostegno, abbiamo ancora dei posti da coprire. Le classi domani partiranno con alcune cattedre vacanti, e la fortuna è che questa settimana si fa tutti orario ridotto, quindi ci sarà il tempo per gestire gli interpelli: sarà comunque una corsa contro il tempo per riuscire a partire con tutti al proprio posto”.

Sulla nuova scuola dell’ex Manifattura Tabacchi, le informazioni disponibili al sindacato restano scarse: “Sarebbe molto interessante saperlo, visto che non ci è mai stata fornita un’informativa in merito. Abbiamo avuto solo due incontri con il Comune, nei quali ci è stato garantito che entrambe le scuole, sia quella ai Pontieri (pronta per il prossimo anno scolastico, ndr) che la Manifattura Tabacchi, sarebbero state pronte. Ci era stato detto anche che a marzo sarebbe stato effettuato un controllo: non è mai avvenuto, e che, in caso le scuole non fossero state pronte, si sarebbe rimandato di un anno. In realtà si è deciso comunque di procedere, mantenendo la Manifattura Tabacchi, che ci è stato assicurato sarebbe stata pronta”. Il segretario, che abita in zona, racconta: “Vedo, perché abito nei paraggi, che l’area è ancora circondata da un cantiere. Non abbiamo ricevuto notizie ufficiali. È una scuola che al momento non avrà un giardino, dato che tutti i lavori sono stati concentrati nei primi 15 giorni di settembre. So che fino al primo settembre mancavano ancora banchi e sedie, e che il giardino, da quanto ho potuto vedere, è ancora in fase di realizzazione: sono presenti ancora le transenne”. Pur comprendendo le preoccupazioni dei genitori (“penso che le preoccupazioni dei genitori che dovranno mandare i bambini lì siano senz’altro legittime”), Zavattoni resta fiducioso: “Spero che il Comune riesca a far rispettare i tempi alla ditta appaltatrice, e che nel giro di poche settimane la situazione si risolva. Domani comunque la scuola aprirà, credo e spero”. Sui Pontieri, conferma il rinvio: “sappiamo bene che l’apertura è stata rinviata: gli alunni resteranno nelle sedi già utilizzate fino allo scorso anno, e vedremo l’anno prossimo, sperando che l’edificio sia completato. Purtroppo, però, non abbiamo dati certi”.

A margine dell’intervista, Zavattoni ha voluto ribadire un auspicio generale sul percorso di riforma: “Penso che, se sulla carta rimane l’istituto comprensivo, non debba restare esclusivamente sulla carta. Spero che ci sia la volontà di farlo diventare un istituto comprensivo reale e non solo un agglomerato di plessi, e che si lavori in questa direzione. Servirà davvero pazienza e un grande impegno da parte di tutti, e speriamo di essere coinvolti anche noi in quanto sindacato dei lavoratori. I lavoratori hanno comunque il diritto di operare in sedi adeguate, dove la sicurezza venga messa al primo posto, e che ci sia anche un reale ascolto delle criticità. Penso che le criticità ci saranno sempre, perché nulla viene fatto alla perfezione, ma spero ci possa essere un momento in cui tutti i soggetti coinvolti si mettano intorno a un tavolo, affrontino le criticità e le risolvano per l’anno successivo”.