Tre nuovi invasi irrigui per la Val d’Arda finanziati con 12,8 milioni del Pnrr
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INAUGURATI TRE NUOVI LAGHI A SERVIZIO DEL SETTORE AGROALIMENTARE DELLA VAL D’ARDA – Gli invasi sono stati realizzati dal Consorzio di Bonifica grazie al finanziamento del Ministero delle Infrastrutture con fondi Pnrr.
Moronasco e Molinazzo, in Comune di Alseno. Caolzio, in Comune di Castell’Arquato. Il 2 settembre il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha inaugurato tre nuovi laghi ad uso irriguo, che entrano a far parte dell’articolato sistema del distretto Arda. L’iniziativa si è svolta in collaborazione con Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) e ha avuto il patrocinio dei Comuni di Castell’Arquato e di Alseno. Gli invasi, realizzati grazie al finanziamento del Ministero delle Infrastrutture con fondi Pnrr, svolgono una funzione strategica nella gestione della risorsa idrica: sono veri e propri polmoni per lo stoccaggio distributivo, capaci di recuperare acqua durante il ciclo di distribuzione e di contribuire a colmare i disallineamenti tra erogazione e consegna, senza ricorrere a impianti di sollevamento.
Luigi Bisi, Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza: “I tre nuovi laghi, rappresentano un investimento strategico per il territorio. Il loro valore non sta soltanto nella capacità di stoccaggio, ma soprattutto nella possibilità di gestire meglio la risorsa, rendendo più efficiente l’intero sistema irriguo. Lo abbiamo verificato concretamente proprio in questa stagione, particolarmente difficile sotto il profilo della disponibilità idrica. Si tratta di opere a fecondità ripetuta, destinate a rimanere al servizio del territorio per generazioni”.
Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura e agroalimentare, Caccia e Pesca, Rapporti con la Ue della Regione Emilia Romagna: “I laghi a uso irriguo inaugurati sono interventi rilevanti e strategici per tutto il territorio. In una fase storica gravata dal surriscaldamento globale e dai cambiamenti climatici abbiamo bisogno di invasare l’acqua quando c’è, per poi utilizzarla nei momenti in cui serve per le produzioni agricole e alimentari. Risparmiare l’acqua significa rendere il territorio più sicuro. L’acqua è vita, garantisce le produzioni e di conseguenza gli approvvigionamenti di cibo. Questi interventi dimostrano la capacità realizzativa del Consorzio di bonifica di Piacenza, che ringrazio. Sono tanti gli interventi che stiamo realizzando sul territorio dell’Emilia-Romagna: abbiamo in cantiere e prossime alla realizzazione 1 miliardo di nuove opere per migliorare la resilienza dei nostri territori, progetti per prevenire il dissesto, e altri per l’uso consapevole dell’acqua a sostegno del mondo agricolo, come il bando promosso da 20 milioni di euro per la realizzazione di invasi irrigui consortili”.
Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI e di ANBI Emilia Romagna): “Queste opere dimostrano ancora una volta la capacità dei Consorzi di Bonifica di realizzare opere al servizio dei territori nei tempi e nei modi dettati da quegli investimenti. Ma soprattutto ci ricordano che, di fronte ai cambiamenti climatici, non basta parlare di mitigazione: dobbiamo investire nell’adattamento. E queste opere fanno parte proprio di quel piano di adattamento che è necessario per dare risposte concrete ai territori, ai cittadini e agli agricoltori. E quello che noi chiediamo oggi è mettere l’attenzione del Paese sul fatto che l’emergenza idrica non si risolve nel momento dell’emergenza, ma nel momento di pace. Proprio per questo rilanciamo sia a livello nazionale, ma anche e soprattutto a livello europeo, un piano invasi che ci permetta di trattenere maggiore quantità di acqua per distribuirla nei momenti di necessità”.
Paolo Skokai, Direttore del Dipartimento di Economia Agro-alimentare della Facoltà di Scienze Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (campus di Piacenza) : “Il valore dell’acqua va ben al di là del dato economico: è una risorsa che ha un valore paesaggistico, ambientale e di prevenzione del dissesto idrogeologico. Oggi le infrastrutture che abbiamo visto hanno un obiettivo importantissimo: migliorare l’efficienza dell’uso dell’acqua, ridurre gli sprechi, conservando una risorsa che può essere utilizzata in modo efficiente anche in stagioni dure come quella che abbiamo avuto questa estate. Basti pensare al pomodoro: la filiera, fino al prodotto finito, vale all’incirca 800 milioni di euro ma senza acqua questa non ci sarebbe”.
I NUOVI LAGHI – Moronasco, Molinazzo e Caolzio, tre laghi ad uso irriguo sono sottesi alla diga di Mignano (Vernasca) e si riempiono e si svuotano a gravità, incrementando la disponibilità della risorsa idrica e consentendo di recuperare acqua durante la pratica distributiva. La funzione dei tre laghi è quella di ottimizzare la distribuzione irrigua attraverso uno stoccaggio diffuso sul territorio, che consente di recuperare acqua durante l’intero ciclo di distribuzione e di colmare i gap che possono crearsi tra erogazione e consegna della risorsa. Il tutto senza ricorrere a impianti di sollevamento elettromeccanico dell’acqua. La capacità di invaso complessiva è pari a 436.200 metri cubi (mc): 100.200 mc per Caolzio (Castell’Arquato), 133.000 mc per Moronasco (Alseno) e 203.000 mc per Molinazzo (Alseno).
I tre invasi presentano caratteristiche costruttive differenti. Il lago di Molinazzo è stato realizzato mantenendo un perfetto equilibrio tra i volumi di terreno scavati e quelli impiegati per la costruzione delle arginature. Il lago di Caolzio, invece, è stato realizzato prevalentemente in rilevato e solo in minima parte in scavo; al contrario, il lago di Moronasco è stato realizzato principalmente in scavo e solo marginalmente in rilevato. Attraverso un attento bilanciamento complessivo delle terre e delle rocce da scavo, gli inerti sono stati gestiti secondo una logica di economia circolare tra i laghi, con l’obiettivo di contenere al massimo gli spostamenti e, al contempo, minimizzare gli impatti temporanei delle attività di cantiere. Per tutti gli invasi sono stati previsti teli impermeabilizzanti e una rete in acciaio anti nutria. È stato inoltre installato un sistema di monitoraggio che, attraverso il telecontrollo e un’apposita strumentazione, permette di derivare e rilasciare anche a distanza l’acqua accumulata, oltre a consentire di conoscere in tempo reale i volumi in transito e la stabilità della struttura. Alle imprese esecutrici è stato consegnato il disegno tridimensionale dei laghi, successivamente inserito nella strumentazione GPS installata sui mezzi d’opera utilizzati in cantiere. Questa tecnologia ha consentito di operare con maggiore precisione nella realizzazione degli invasi.
IL FINANZIAMENTO dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Missione 2 – Componente 4 (M2C4) – Investimento 4.1. Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico.
Finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU.
Titolo del progetto: “Distretto irriguo Arda: rete invasi Caolzio-Molinazzo-Moronasco sottesi alla diga di Mignano.”
Ente finanziamento: Decreto MIT n. 517 del 16/12/2021.
Codice intervento: M2C4-I4.1-A1-5.
CUP: G17B20007720005.
Importo complessivo: € 12.863.310,00
Stato dell’intervento: concluso nel 2026 e già in uso.
IL DISTRETTO IRRIGUO DELL’ARDA – Il distretto è situato nella pianura est della provincia di Piacenza con superficie complessiva di circa 14.000 ha. Lo schema irriguo è composto dalla diga di Mignano (Vernasca), dal torrente Arda che per circa 11 km funge da adduttore delle acque derivate, dalla traversa di regolazione di Castell’Arquato da cui dipartono i due canali principali in destra e sinistra Arda che alimentano i rispettivi distretti.
I due canali principali hanno uno sviluppo complessivo di quasi 23 Km. Il canale principale di sinistra insiste sul tracciato dell’antico “Rivo Sforzesco” scavato fra il XIV ed il XV secolo per uso irriguo e molitorio, funzioni entrambe tuttora espletate. Dai due canali principali si diramano le reti secondarie e terziarie di distribuzione. Nel complesso la lunghezza delle canalizzazioni è pari a circa 380 Km. Al fine di efficientare il sistema irriguo Arda sono stati realizzati: tre laghi irrigui (Molinazzo, Moronasco e Caolzio), una condotta di 20 km che parte da Castell’Arquato, passa a Fiorenzuola e giunge ad Aleno. E a completamento: 38 stazioni di telecontrollo distribuite nei nodi idraulici principali della rete irrigua e di scolo.
MURELLI (LEGA): “TRE NUOVI LAGHI PER LA VAL D’ARDA, INVESTIRE SULL’ACQUA SIGNIFICA DIFENDERE AGRICOLTURA E TERRITORIO” – «Tre nuovi laghi irrigui, oltre 436 mila metri cubi di capacità complessiva di invaso, un sistema che permette di recuperare e conservare l’acqua durante il ciclo di distribuzione e di renderla disponibile quando serve. Quella di oggi è una risposta concreta alle esigenze della nostra agricoltura e un investimento strategico per il futuro del territorio». Lo dichiara la senatrice della Lega Elena Murelli, intervenuta oggi all’iniziativa “Ogni goccia conta: tre nuovi laghi irrigui per il sistema Arda”, dedicata ai nuovi invasi Moronasco, Molinazzo e Caolzio, realizzati a servizio del sistema irriguo della Val d’Arda. «Parliamo di opere importanti – continua Murelli, che ha visitato i tre laghi e partecipato al convegno del Consorzio di bonifica a Castell’Arquato – perché consentono uno stoccaggio diffuso sul territorio e permettono di recuperare acqua durante l’intero ciclo di distribuzione, colmando quei vuoti che possono verificarsi tra erogazione e consegna della risorsa. I tre laghi, sottesi alla diga di Mignano, hanno una capacità complessiva di 436.200 metri cubi. Un patrimonio idrico prezioso soprattutto di fronte a periodi di siccità sempre più frequenti».
Murelli sottolinea anche l’innovazione del progetto: «È particolarmente significativo che il sistema funzioni a gravità, senza ricorrere a impianti di sollevamento elettromeccanico dell’acqua, con vantaggi anche in termini di consumi energetici. A questo si aggiunge un sistema di monitoraggio e telecontrollo. È questa la direzione da seguire: infrastrutture moderne, efficienti e capaci di utilizzare ogni goccia nel modo migliore». «La gestione dell’acqua – prosegue la senatrice – è ormai una delle grandi questioni strategiche per l’agricoltura. Non possiamo limitarci a intervenire nelle emergenze: dobbiamo aumentare la capacità di trattenere l’acqua quando c’è per poterla utilizzare quando serve. È un tema che riguarda direttamente la competitività delle nostre aziende agricole, la sicurezza delle produzioni e la tenuta economica delle nostre vallate». «Questi tre nuovi invasi dimostrano che, quando le risorse vengono trasformate in opere concrete, i risultati arrivano. Il progetto del distretto irriguo Arda è stato sostenuto anche attraverso risorse del PNRR – Next Generation EU, così come altri interventi hanno interessato il miglioramento e l’efficientamento della rete irrigua. È la dimostrazione di quanto sia fondamentale continuare a investire sulle infrastrutture idriche».
«Ringrazio il Consorzio di Bonifica di Piacenza, i tecnici, le amministrazioni di Alseno e Castell’Arquato e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di queste opere. Il titolo scelto per questa giornata, “Ogni goccia conta”, sintetizza perfettamente la sfida che abbiamo davanti: tutelare l’acqua, utilizzarla in maniera efficiente e garantire agli agricoltori gli strumenti necessari per continuare a produrre e a presidiare il nostro territorio», conclude Murelli.








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