“Villa Verdi deve essere salvata, i Governi hanno fatto schifo. Vi date una mossa?”
“Verdi è il Michelangelo della musica. Vogliamo mettere l’accento sul fatto che questo luogo, la sua casa, è un luogo sacro non solo per gli italiani, ma per il mondo e tutto il mondo ci guarda. Questa casa venga restituita ai suoi splendori, sia un museo, un tempio, dove tutto il mondo può venire in pellegrinaggio”. Così il maestro Riccardo Muti durante le prove del concerto che si terrà a Villanova d’Arda, a Piacenza, nel cortile antistante Villa Verdi, ripulito in questi giorni per consentire l’esecuzione di Notturno. Un’esibizione per pochissimi – attesi tre ministri, Alessandro Giuli (Cultura), Gianmarco Mazzi (Turismo) e Tommaso Foti (Affari Europei) – che vuole accendere le luci sul recupero della villa del Cigno di Busseto.
La palla, appunto, passa alla politica. “Saremo un gruppo di musicisti che si siede davanti alla villa di Verdi e dice al mondo, e soprattutto al nostro: ‘Vi date una mossa, volete svegliarvi?”. Perché fin qui, “che sia il governo di destra, di centro e di sinistra, hanno fatto schifo, c’è stato un abbandono”, aggiunge il direttore. E ora che la Villa è dello Stato “si faccia presto a togliere l’imbarazzo di fronte al mondo”, rincara la dose Muti.
Il programma del concerto è interamente verdiano — Nabucco, Rigoletto, Il trovatore, Macbeth, Falstaff — affidato alle voci di Damiana Mizzi, Mara Gaudenzi, Giovanni Sala, Luca Salsi e Michele Pertusi, con il flauto di Bianca Fiorito. Si chiude con il Notturno a tre voci con flauto e pianoforte, pagina che pochi conoscono e che dà il nome alla serata.

