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Immobili, chi compra preferisce la provincia. Studenti trainano mercato degli affitti

La prima metà del 2026 evidenzia un quadro di sostanziale stabilità per il settore immobiliare nel territorio piacentino: le compravendite registrano una traiettoria favorevole, accompagnata da un lieve rincaro dei valori medi di vendita, parallelamente il mercato locativo riscontra un interesse e una richiesta in costante espansione. I dati emergono dell’Osservatorio annuale sull’immobiliare della provincia, relativi al primo semestre del 2026, presentato da FIAIP Piacenza al PalabancaEventi. Un evento ormai tradizionale per l’associazione piacentina della Federazione italiana degli agenti immobiliari, che fotografa lo stato del mercato piacentino fornendo importanti indicazioni per esperti, professionisti ma anche semplici cittadini interessati.

Fiaip Piacenza Fiaip Piacenza

Sul fronte delle compravendite, se in città i valori di mercato non mostrano scostamenti significativi rispetto all’annualità precedente – con l’area semicentrale che si conferma la fascia urbana con le quotazioni più alte – nei comuni della provincia si assiste invece  a un diffuso e leggero incremento dei prezzi, elemento – viene sottolineato – che testimonia la solidità strutturale del contesto locale. Nel comparto non residenziale si rileva un incremento negli scambi di laboratori, depositi e autorimesse; al contrario, si registra una flessione nelle transazioni relativa ai locali commerciali e ai complessi industriali e produttivi. Il mercato degli affitti si mantiene particolarmente dinamico, spinto da una domanda consistente a cui contribuisce in modo rilevante l’afflusso della popolazione universitaria. Per quanto riguarda i tempi di vendita, si evidenzia una progressiva accelerazione nelle tempistiche di collocamento degli immobili, che nel primo semestre 2026 si attestano tra i 6 e i 9 mesi.

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Le previsioni per il secondo semestre 2026 indicano – per le compravendite – un mantenimento dei livelli registrati nei primi sei mesi dell’anno, anche se il maggiore ricorso al credito rispetto allo scorso anno, insieme all’aumento di 25 punti dei tassi di interesse deciso dalla BCE il 10 settembre renderà necessario monitorare l’evoluzione delle condizioni di accesso al finanziamento e i possibili effetti sulla domanda abitativa. Ci si attende invece una crescita della richiesta di case in affitto, alimentata dal crescente numero di corsi universitari. “In prospettiva a medio e lungo termine – le conclusioni del report -, il settore immobiliare piacentino potrebbe rafforzare la propria attrattività. Un contesto creditizio con tassi più accessibili, unito al rinnovo di agevolazioni fiscali statali, contribuirà a consolidare l’immobile come opzione d’investimento solida e redditizia”.

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“Il mercato è stabile – conferma Marco Ghioni, Responsabile Osservatorio Fiaip Piacenza -, con un lieve incremento dei valori immobiliari. In particolare notiamo un mercato abbastanza vivo in provincia rispetto alla città: nel capoluogo si sono registrate nel primo semestre 786 compravendite – nello stesso periodo dello scorso anno erano state 892 – in provincia sono passate da 1471 a 1504. Per quanto riguarda invece gli affitti, il mercato è vivo e con molta richiesta soprattutto da parte degli studenti – sono 4mila quelli fuori sede – e da persone che non riescono ad accedere ai mutui”. “Il mercato immobiliare gode di sicuramente di buona salute – osserva il Presidente Nazionale FIAIP Fabrizio Segalerba -, nel 2025 ha chiuso con 765.000 compravendite. Siamo di fronte a una fase probabilmente di crescita dei tassi di interesse, quindi potrebbe esserci una fase di contrazione nella concessione dei mutui; allo stesso tempo la spinta inflattiva che grava sul nostro Paese, come sul resto d’Europa, ancora una volta porta all’attenzione dei cittadini l’immobile quale bene rifugio, quindi come come difesa per i propri investimenti e risparmi. E’ un mercato che sicuramente sarà soggetto a tante situazioni da affrontare di volta in volta – non ultima la direttiva europea sulle case green che desta indubbiamente qualche qualche preoccupazione – e che deve fare i conti oggi con l’inverno demografico della nostra popolazione e immobili spesso non più adatti alle nuove esigenze dell’abitare e con domanda e offerta che in tanti casi non si incontrano”.